Bersani non è stupido, sa che se cala numero deputati….

Pierluigi Bersani non è stupido,sa che a settembre 2016 Matteo Renzi scioglie camere senza modifiche

Ma se dovessero calare deputati anche di sole 50 unità e corrispondentemente dovesse salire il numero dei Senatori la legge elettorale denominata Italicum sarebbe da cestinare in ogni caso e completamente.

Sarebbe incostituzionale se vince il No al referendum, sarebbe da rifare da capo, con il ridisegno completo dei collegi se dovesse vincere il SI.

Tra l’altro ha colto nel segno perchè il governo, perchè di questo ormai si parla,del governo, avrebbe contro una gran parte dei senatori sull’aumento del loro numero e così come sulla modifica dell’Italicum.

L’ostacolo è uno solo, si chiama unanimita, o “neme contra dicere”, perchè sono molto esigue le possibilità che il presidente del senato apra totalmente e indiscriminatamente alla modifica dell’articolo 2, in quanto il numero 100 tecnicamente non dipende nemmeno dall’elettività o meno “dei” o “nei” consigli regionali o dal voto diretto dei cittadini in concomitanza alle elezioni regionali.

Dunque senza accordo con la maggioranza del Partito Democratico, che non ci sarà,non si fa un bel nulla, e la maggioranza su questo punto è irremovibile salvo che lo stesso Alfano non scenda in campo chiedendo a Renzi di modificare il numero per avere certezza della successiva modifica dell’Italicum e non veder sparire NCD durante la lettura costituzionale.

E tra l’altro sarebbe un patto anzi un “patticello” che farebbe contento anche Renzi perchè non avrà un giachetti qualsiasi che gli chiederà lo scioglimento delle camere e il parlamento sarebbe molto piu tranquillo perchè non avrà un sovrano in grado di minacciarli fattivamente e quotidianamente dopo l’eventuale esito positivo del referendum.

Quindi a questo punto, visto che ministra la Boschi continua a ripetere che ha i numeri, lo dimostri in aula.

Sperando che poi in ogni caso abbiano la decenza ed il buonsenso di riportare il testo in commissione per sancire l’accordo, che potrebbe partire da una base di maggioranza PD se effettivamente i numeri ci sono o partire da una base della minoranza PD e delle altre minoranze se i numeri sono ballerini.

Considerando anche che la legge costituzionale paradossalmente parla di “statuto delle opposizioni” che ancora una volta sono senza relatori di minoranza e senza relazioni sul testo.

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