Senato elettivo : la parola giusta è "CON"

La parola giusta è “con”
L’articolo 2 è emendabile, almeno nella parte modificata dalla camera dei deputati, cioè almeno nella singola parola.
Dunque un qualsiasi senatore può presentare o riformulare emendamenti presentati mettendoci la parolina magica “con”.
CON I CONSIGLI REGIONALI, non “dai” consigli regionali o “nei” consigli regionali.
Se tale emendamento è presentato è ammissibile.
Se tale emendamento presentato oltre ad essere ammissibile è anche approvato, automaticamente il presidente del senato potrebbe riaprire gli emendamenti che secondo il suo parere sono “in diretta correlazione” a norma dell’articolo 104 del senato, con tale emendamento.
Ovvero l’elezione dei senatori, cioè la parte dello stesso articolo dove è scritto che i consigli regionali nominano i senatori.
Emendamenti che in democrazia possono essere bocciati, naturalmente, ma che diventano ammissibili in quanto c’è “diretta correlazione” con l’emendamento approvato dall’altro ramo del parlamento.
E a quel punto, nel caso anche quest’ultima modifica fosse eseguita, cioè venisse stabilito che il senato è eletto direttamente dai cittadini, il presidente del senato, sempre a norma dell’articolo 104, può aprire agli emendamenti, a suo indiscutibile giudizio, su ogni parte del testo, anche in doppia lettura conforme, che è in “diretta correlazione” con i testi modificati dall’aula.
Infatti l’articolo 104 del regolamento del senato non parla di “articoli in doppia lettura conforme” ma si intende che qualsiasi parte del testo in “diretta correlazione” con le modifiche apportate dalla camera possa essere sottoposta a nuovi enendamenti, naturalmente circoscritti alla correlazione che è rilevata dal presidente del senato.

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