Senato proporzionale? Colossi della menzogna

Si è così riusciti a mistificare anche il significato del termine “proporzionale”, quindi tanto di cappello a questi colossi della menzogna.

Non è secondario dire che il senato è èletto su base proporzionale rispetto all’entità dei gruppi invece che dei voti espressi dai cittadini.
Se ci fosse qualcuno che avesse tempo da perdere, potrebbe tranquillamente calcolare il numero di regioni necessarie per modificare la costituzione.
In tutte le regioni c’è un premio di maggioranza, ecco che un partito del 30% ottenendo la vittoria in 10 regioni avrebbe proiettato al senato il 60% dei seggi spettanti a quelle regioni a cui poi vanno aggiunti i seggi ottenuti nelle altre regioni.
La maggioranza assoluta è di 51, se i 5 nominati dal presidente della repubblica fossero favorevoli allora servirebbero solo 46 voti.
Mettiamoci pure i 4 trentini che sono sempre disposti a votare qualsiasi cosa contenga piu poteri per la loro regione e si scende a 42 voti.
Quindi non solo c’è un partito che governa da solo con il 55% dei seggi, ma con quel 30% di voti un solo partito cambia anche la costituzione.
Poco importa se quel 30% è il 35% o il 40%.
Il punto è che il numero di senatori, 100, non permette la rappresentanza proporzionale, ed è fortemente maggioritario nel suo sistema di elezione basandosi su un premio di maggioranza.
E ribadisco ancora una volta E’ INCOSTITUZIONALE in quanto la corte costituzionale è stata infinitamente chiara su questo punto nella sua sentenza 1/2014 sulla legge elettorale porcellum di Calderoli.
Riguardo cioè ai premi regionali che permetteva a quella legge di formare gli eletti in senato.
Questa è la stessa identica cosa, con la differenza che il premio di maggioranza per il senato non è direttamente inserito nella legge elettorale per comporre il senato, ma nel premio di maggioranza del consiglio regionale che però si specchia inevitabilmente nella composizione del senato.

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