Riforme votate all’unanimità!

Immaginell lodo Di Maio sulla legge elettorale prevede gli apparentamenti al secondo turno, un premio al 53% e non al 55% dopo il ballottaggio, le preferenze per tutti i candidati, l’assenza dello sbarramento elettorale e l’incandidabilità dei condannati.

A parte quest’ultimo punto, sul quale basterebbe prendere la legge già stringente delle elezioni regionali che prevedono la fedina penale pulita, sugli altri ci sarebbe una grande maggioranza in parlamento.

Ci sarebbe cioè la possibilità di unire il paese sulla legge elettorale superando le polemiche.

L’assenza dello sbarramento elettorale permetterebbe anche a NCD di avere i rappresentati in parlamento gli elettori che democraticamente si sono recati alle urne ed hanno messo una X sul corrispondente simbolo.

Da una parte c’è chi chiede la fiducia, dall’altra chi vuole una legge elettorale che non cambi ogni 2 legislature, e questa è già la terza legge elettorale modificata in 20 anni, non so in quanti altri paesi al mondo è successo.

Anche la riforma costituzionale può essere votata a larga maggioranza, il primo punto riguarda la possibilità di ridiscutere interamente il disegno di legge di iniziativa governativa, cioè copiarlo e incollarlo su un nuovo pezzo di carta, tale e quale, senza dover ricominciare con le audizioni in commissione e senza riaprire il termine degli emendamenti.

E’ una questione meramente tecnica, 30 centesimi di secondo ed il problema viene superato alla radice e si permette alla commissione di lavorare in tranquillità.

Ma se qualcuno pensa di andare avanti con lo scontro non può certo mettersi ad accusare altri, accusi se stesso e quando andrà sotto in parlamento si assuma le proprie responsabilità.

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