Ci mancava solo la speculazione economica sui profughi

Leggendo certi commenti resto esterrefatto, certe persone sono talmente dentro il sistema economico da non riuscire piu nemmeno a ragionare di altri argomenti senza che questi dipendano simbionticamente con il denaro.

L’immigrazione “di qualità” e la manodopera qualificata non c’azzeccano un bel nulla con i profughi che fuggono da una guerra.

Non si possono mescolare questi due elementi.

Certe dichiarazioni come quelle dell’ex viceministro Baldassarri mi lasciano di stucco :

«I profughi siriani in gran parte sono eccellenti laureati, ingegneri, medici e quant’ altro, quindi da questo punto di vista la Merkel sta facendo un’operazione intelligente cioè prende la migliore immigrazione. Facciamo quattro conti. Un laureato italiano da quando comincia la prima elementare a quando si laurea costa allo Stato italiano grossomodo con milioni di euro. Ora, diciamo che in quei Paesi la formazione costa un po’ meno ma almeno, ogni laureato siriano vale mezzo milione di Euro, il che vuol dire che si sta spostando capitale umano da un continente all’ altro in questo caso verso la Germania. Allora l’ errore strategico che stiamo facendo da anni è non integrare nelle nostre strutture secondo le loro competenze queste persone ma pensare appunto al centro profughi da ghettizzare e quando li integriamo gli facciamo fare i lavavetri o raccoglitori di patate. Cioè uno spreco di capitale umano che sarebbe determinante invece per lo sviluppo anche dei nostri Paesi». Conversazione con il prof. Mario Baldassarri

Accogliamo siriani perchè hanno studiato ma non i libici perchè hanno studiato meno?
scherziamo?
i morti nel mediterraneo avevano studiato?

Non si possono fare speculazioni economiche.

Sono in guerra?
Vanno accolti,se finisce tornano indietro.
Se sono bravi fanno grande il loro paese, tra l’altro tutti si strumentano nel dire che dopo una guerra il paese va ricostruito, e dunque se ci sono persone in gamba saranno anche in grado di lavorare per evitare nuove guerre in futuro.

E se successivamente al rientro in patria di tutti i profughi,se la Germania o qualsiasi altro stato li rivolesse intetro,gli immigrati si recano presso l’ambasciata del proprio paese di origine e seguono il normale iter burocratico come può fare un qualsiasi altro cittadino.

Tra l’altro non si capirebbe poi la differenza tra la bambina che la cancelliera tedesca ha fatto piangere il mese scorso, che aveva studiato in germania e stava per essere rimpatriata, con invece altri profughi che poi restano.

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