Ancora sulla svalutazione della moneta e l'IVA

Affermazione critica :

“E dato che c’è rifaccia i conti: i guru della svalutazione, Bagnai compreso, sono almeno abbastanza onesti da ammettere che l’effetto funziona solo se i salari non si adeguano. Il problema che lei ha individuato, ovvero la perdita di potere d’acquisto, è reale ma non deriva se non in parte dalle tasse al consumo, come vediamo anche in altri Paesi che o non le hanno o le hanno costanti. Il problema è di produttività: gli italiani producono poco per quel che costano e uno dei motivi è l’alta tassazione sul lavoro.”

L’italia ha pagato 2 mila miliardi di interessi sul debito negli ultimi 30 anni, altri stati con una tradizione bancaria differente e moneta nazionale pesante no.
il debito è salito proprio perchè l’inflazione è arrivata a toccare anche il 25%, e ovviamente se non puoi stampare banconote gli interessi vengono decisi dai privati.
L’italia a causa dell’inflazione ha dismesso la proprietà della banca d’italia e segretamente l’ha fatta diventare privata, contro la legge italiana che è stata poi modificata quando nei primi anni 2 mila una fuga di notizie ne ha rivelato la vera proprietà.
L’italia, a differenza di altri stati del nord europa è sempre stata un’economia con moneta debole, ma fino a quando non è entrata in vigore l’imposta sul valore aggiunto sia l’inflazione che i tassi di interesse, nonchè la spesa pubblica erano assolutamente sotto controllo.
Lo dimostra il fatto che la banca d’italia poteva acquistare titoli di stato invenduti e che aumentava la riserva aurea.
Se dal giorno prima al giorno dopo i prezzi sono aumentati del 10%, e questo non lo può contestare, nel momento in cui è nata l’IVA, chiaramente si è aggiunta all’inflazione precedente anche quella relativa alla nuova tassa.
Questi sono dati storici forniti ufficialmente ed anche il buon senso non può che dire che quell’inflazione è stata creata da quella tassa.
Ma se tutti i prezzi aumentano del 15% , cioè del 10% dell’iva appena istituita sommata al 5% di inflazione corrente, è evidente che anche le spese dello stato aumenteranno almeno del 15%.
E’ così cominciato l’effetto domino che è durato molti decenni e che ha fatto aumentare il debito, le ricordo che l’italia ha da decenni l’avanzo primario positivo.
Il tutto sta nel dire che quella tassa costa allo stato molto di piu di quello che gli fa incassare, questo è il principio che sto cercando di spiegarle.
Dunque sta a lei voler capire o meno, questo principio che io ho compreso benissimo, anche se non lo trova scritto su un libro specializzato.
E da qui anche si valuta l’intelligenza delle persone, che non sta nell’imparare a memoria dal libro scritto da economisti di “fama” per poi ripetere come un pappagallo concetti SBAGLIATI.
E se anche lo ripetessero tutti, quei concetti da sbagliati non diventano giusti, anzi l’errore diviene piu grande anche se meno evidente.
Il principio che le ho enunciato è molto semplice da capire, se lo vuole capire.
E quando lei mi parla di commercio con l’estero in positivo mi viene da sorridere, in quanto lei certamente lo sa bene che se io esporto 100 ed importo 80 ho un commercio positivo di 20.
Ma che il valore della moneta di quell’80 può anche essere doppio rispetto a quel 100 che ho esportato in quanto, come sempre, bisogna fare i conti con il costo del lavoro e della vita all’estero ed anche con il valore della moneta.
Per cui se esporto 100 ombrelli che costano 100 euro l’uno e importo 200 ombrelli che costano 10 euro l’uno, la differenza è diecimila meno duemila, cioè ho un valore positivo per ottomila ma ho importato il doppio di quando ho esportato.
E’ lo so, non è facile capire queste dinamiche per cui non mi aspetto certo che mi dica che ho ragione, e d’altra parte se lo facesse non capirebbe nemmeno il perchè di questa ragione, pertanto preferisco che lei neghi tutto questo, che lei neghi che l’IVA aumenta la spesa pubblica, che lei neghi che riduce i consumi interni, la competitività ed i posti di lavoro, facendo alzare il costo della vita e del lavoro.

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