Violentare le istituzioni repubblicane non le renderà migliori

I valori non sono in vendita.

La carta costituzionale è la carta dei valori e non è messa in discussione in base alle stime sul PIL.

CHE SIA CHIARO.

La magistratura inoltre dovrebbe indagare sullo scambio scellerato tra Renzi e Verdini, tra abolizione TASI e la distruzione della carta costituzionale.

Il presidente del consiglio dice che “chi blocca le riforme costituzionali blocca la ripresa”.

Bisognerebbe dunque rinunciare ad avere una repubblica parlamentare per afferrare la ripresa economica?

mussolini chiedeva direttamente le fedi d’oro…

Se la presidente della commissione affari costituzionali non ha intenzione di rendere modificabile l’articolo 2, chiaramente modificato nell’altro ramo del parlamento, c’è anche l’opzione dell’aventino che è sempreverde ed è stata utilizzata anche alla camera dei deputati.

se forzano la mano,vediamo se arrivano a 161 con senatori a vita.

La verità e che oggi stanno facendo i discorsi che ripeteranno domani, ma oggi sono falsi e domani saranno veri.

Oggi dicono che non possono ripartire da zero, evidentemente si, in quanto il numero delle letture potrebbe essere identico o differire di 4 mesi.

il testo che anche questo giro potrebbe passare a maggioranza relativa,domani dovrà essere approvato a maggioranza assoluta, ripeteranno che non si potrà ripartire da capo, le stesse identiche cose che dicono oggi, ma in quel caso tutta la legge costituzionale sarà in doppia lettura conforme.

In realtà è tutta la riforma a fare schifo, al di la di quanto è scritto nell’articolo 2, ci sono degli svarioni approvati in doppia lettura conforme, cioè con alcuni articoli del testo votati da camera e senato della repubblica nella medesima formulazione, che in teoria non sono modificabili.

Quando si parla di “medoto”, si parla proprio di questo.

Violentare le istituzioni repubblicane non le renderà migliori.

Purtroppo la corruttela partita nel 1993 si è allargata a macchia d’olio, oggi i politici sono corrotti moralmente di natura, con il loro individualismo che rappresenta la corruzione della democrazia nell’istante in cui si è abituati a pensare che la singola persona e non il consiglio, non l’aula, possa prendere decisioni per l’intera collettività.

E questa degenerazione non ha un fine, non si ferma neppure di fronte alla carta costituzionale, unico e ultimo argine per ristabilire l’equilibrio.

La corruttela antidemocratica che visibilmente nel mondo porta avanti il suo scopo di lucro e le sue guerre democratiche, per poi trovarci tutti sotto una pioggia di piombo, un domani in un futuro non troppo lontano.

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