Per eliminare le scadenze dello yogurt e l'ostruzionismo

Non è accettabile che in costituzione,senza alcun contrappeso, si indichi la possibilità, in qualsiasi momento, di approdare alla votazione finale di un testo con le sole dichiarazioni di voto.

Bisogna stabilire una regola che permetta non solo il mantenimento dei diritti delle minoranze, ma anche la pubblicità stessa dei lavori.

Infondo siamo ancora una repubblica, le leggi sono i cittadini a doverle rispettare e sarebbe giusto che almeno potessero riuscire a seguire ciò che capita nelle aule, che i dibattiti fossero sul merito e non dei meri voti su emendamenti che servono per fare ostruzionismo.

I problemi sostanzialmente sono due, da una parte c’è la possibilità di accorciare i tempi del dibattito in maniera indiscriminata da parte del governo e della maggioranza, dall’altra di presentare emendamenti che sono un insulto solo a leggerli, che non dicono nulla.
Quindi ci dovrebbero essere delle norme costituzionali che potessero ingessare il processo legislativo, che indichino cioè la durata minima di dibattito in aula, che indichino in numero minimo e massimo di emendamenti presentabili.

Se si scrive che 1/10 dei parlamentari può chiedere di passare alle dichiarazioni di voto, bisognerebbe aggiungere in costituzione che ciò può essere fatto solo se sono trascorsi almeno 7 giorni effettivi di trattazione in aula, o comunque non meno di 100 ore, comprendenti anche la discussione generale.
Solo quando è trascorso il tempo minimo può essere autorizzata la richiesta per ottenere una trattazione piu rapida.
Dunque neppure il voto di fiducia governativo può essere posto per approvare definitivamente un testo nel caso in cui non sia trascorso quel tempo.
Cioè si stabilisce che ogni legge deve avere un certo percorso legislativo, tantopiù dopo che viene tolto il bicameralismo paritario e perfetto.
Dal lato degli emendamenti, si può eliminare il termine per la presentazione degli emendamenti in aula lasciando libertà nel presentarli in qualsiasi momento all’interno dei 7 giorni descritti in precedenza, ma si mette un limite al numero degli emendamenti, ad esempio,massimo 1 emendamento per ogni comma da parte di ogni parlamentare, compresi quelli nelle commissioni.
In questo modo si creano i presupposti per avere l’aula parlamentare che ritorna al suo ruolo, da una parte c’è l’impossibilità di creare scadenze con prove di forza e voti a maggioranza, dall’altra, si mette un limite all’ostruzionismo.
Non c’è piu dunque il provvedimento urgente, fatta eccezione per i decreti che comunque sono già legge ed hanno molti giorni per la conversione.
Essendoci una sola camera che approva il testo, si stabilisce che quella camera ha un numero minimo di ore effettive di trattazione.
L’unico modo per abbreviare i tempi prima dei 7 giorni è quello di terminare la votazione di tutti gli emendamenti, e questo può essere possibile evidentemente se non c’è ostruzionismo.

Questo significa che il governo non può porre la questione di fiducia se il provvedimento viene approvato dall’aula prima di tale scadenza.

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