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  • giamps78 22:36 il 30 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    Risposta a Stephen Howking : per convenzione chiamiamo fiore un fiore 

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    Un fiore non è un fiore, per convenzione umana viene chiamato fiore.
    Esiste come fiore ed esiste come materia che è il frutto di una trasformazione.
    Un vaso esiste come vaso,per convenzione umana,ma al di fuori della convenzione umana esiste come materia che è stata trasformata e a cui è stata data una forma che noi chiamiamo vaso e che poi usiamo per metterci il fiore.

    Questa è una premessa per replicare alle assurde frasi di Stephe Howking che tra le altre cose afferma che la scienza da sola potrebbe spiegare l’origine dell’universo senza bisogno della religione e per completezza spiega pure il funzionamento di un buco nero che tra l’altro la scienza non è ancora riuscita ad individuare ne tantomeno a studiare.

    “la razza umana per sopravvivere dovrà abbandonare la terra” sostiene sempre Howking, certo, la razza umana per sopravvivere a se stessa e a tutti quelli che spiegano le cose come howking dovrà abbandonare la terra, ma nemmeno questa sarà la soluzione, perchè ovunque andrà dovrà sopravvivere a se stessa.

    Stephen Howkings sostiene che basta la scienza per spiegare l’origine dell’universo, ma il punto non è l’origine dell’universo, perchè su questo magari potremmo convergere.
    Si può pensare ci sia stata una grande esplosione promordiale e che poi ci sono state delle trasformazioni, questa è tutta teoria ma è spiegabile, si può pensarla così oppure si può pensare che invece qualcuno abbia trasformato successivamente la materia, anche questo è possibile, o magari entrambe le ipotesi sono possibili in tempi diversi.
    Quello però che non è spiegabile, partendo dalla teoria che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, e che quindi l’origine dell’universo potrebbe anche essere una trasformazione di materia, come quella materia è stata creata, attenzione, non trasformata, ma creata.
    Se nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, c’è bisogno che quel qualcosa che viene trasformato esista, e per esistere deve essere stato creato.
    Dunque affinchè qualcosa si possa trasformare deve essere stato inizialmente creato cioè deve esistere materialmente, altrimenti se non esistesse e non potrebbe essere trasformato.e poi ritrasformato molte volte.
    Può essere vista come una questione religiosa o scientifica, o quantistica o cos’altro…

    Anche la teoria del big bang manca di una spiegazione, se le rocce sono esplose, chi, cosa e come sono state create quelle rocce?

    Dal momento che questo la scienza non lo può spiegare, mi accontento di sollevare il dubbio sul chi cosa o come è stato creato un sasso o una molecola, creazione non intesa come trasformazione successiva, ma come creazione iniziale.

    E dunque il caro howking potrebbe smettere di spiegare con sicurezza teorie su cui non ha una spiegazione e smetterla di alimentare a priori il germe della “scienza che può qualsiasi cosa” perchè questo è un principio dannoso.

    Se veramente è uno scienziato come dice di essere, la cosa migliore è spiegare il dubbio e non la certezza.

     
  • giamps78 14:15 il 30 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    Un senato delle garanzie per evitare uso politico dei numeri 

    Non vorrei pensarlo ma ci sono indizi che fanno pensare ad un uso politico e distorto dei dati sugli occupati che non dovrebbero avere colore politico.
    Devo ancora capire come mai i comunicati stampa istat sugli occupati ad esempio di Gennaio ’13 differiscono di 400 mila da dati storici.
    da mesi denunciavo errori sui dati del jobsact, ero un gufo, dopo saltano fuori errori del ministro, ero ancora un gufo, poi altri errori..
    Ora salta fuori che negli ultimi mesi sono stati “manovrati” dopo opportuno ricalcolo tutti i dati sugli occupati compresi quelli del Governo Letta, per variazioni di centinaia di migliaia di posti di lavoro.
    Giusto per capire, 6 mesi prima che si insediasse il governo Renzi, l’occupazione era già in crescita, ma questo secondo i dati storici manovrati a posteriori, mentre in quel momento si diceva che l’occupazione stava calando.
    Non si può lasciare in mano ad un presidente del consiglio la gestione totale di tutti gli enti che non dovrebbero avere colore politico, per questo se c’è da fare una riforma costituzionale e se c’è ancora un senato che è fuori dal controllo del governo,dovrebbe avere la funzione di nominare i vertici delle società pubbliche.
    Stiamo parlando di democrazia e della sua alterazione, di serietà nelle rilevazioni e di veridicità dei dati, siamo in Italia non dimentichiamocelo, le garanzie non sono solo un vezzo, sono indispensabili.
    Non si può fare una riforma costituzionale in stile medioevale con il sovrano che nemmeno eletto si prende qualsiasi pezzetto di potere e che si espande come una piovra nella macchina dello stato grazie ad un premio di maggioranza.
    Se c’è un senato che valga qualche cosa deve obbligatoriamente eleggere i presidenti delle autorità, il presidente dell’INPS, dell’ISTAT etc etc.
    Altrimenti non usciremo mai da questa schifosa palude alla quale i renziani si sono affezionati e che anzi hanno fatto propria.

     
  • giamps78 12:28 il 30 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    L'unico vero jobsact lo ha fatto Mario Draghi 

    Qulcuno può pensare : il solito gufo che non accetta le grandi vittorie del nostro grande premier Mattero Renzi.

    Niente affatto, non sono (solo) mie opinioni, ci sono moltissime organizzazioni economiche che affermano questa cosa.

    Da ultimo perfino il Fondo Monetario Internazionale che nel terzo capitolo del suo scritto intitolato “Exchance rates and trade: disconnected?” afferma che “Un deprezzamento del 10% della valuta di un Paese può incrementare le esportazioni in media dell’1,5% del Pil” e ancora “i movimenti dei cambi hanno ancora un effetto notevole su import ed export con implicazioni per le dinamiche inflative e per la trasmissione delle politiche monetarie”

    Come tutti sanno, l’euro ha avuto un deprezzamento molto superiore a quel 10%, e non è un caso se praticamente tutti i paesi della zona euro hanno rivisto al rialzo le prospettive sul Prodotto Interno Lordo mentre negli anni scorsi si partiva sempre con numeri piu alti per poi ripiegare.

    Dunque non bisogna prendere lucciole per lanterne, il vero Jobsact è stato fatto da Mario Draghi anche prima dell’intervento deciso con il QE quando ha cominciato a stampare banconote.

    Di fatto anche se oggi ci fosse ancora in carica il governo di Enrico Letta, e non fosse stato fatto il jobsact di matteo Renzi, i dati sarebbero positivi ugualmente, perchè a cambiare è il quadro macro economico.

    Che poi il governo si mettesse d’accordo con se stesso, cambia idea ogni minuto, il ministro dell’economia diceva che per vedere i frutti del Jobsact messi in atto dal suo governo ci sarebbero voluti almeno 24 mesi, come minimo, l’anno scorso dicevano però hanno sbagliato le precisioni sul PIL di oltre l’1% in negativo ma affermavano che dal +0,7 il PIL sarebbe potuto crescere dello 0,3% arrivando all’1% grazie alle riforme del governo Renzi già attuate, mentre il PIL non solo non è cresciuto dello 0,7% ma era adirittura negativo dello 0,4%.

    Si tratta di propaganda a scopo elettorale, nulla che abbia a che fare con dati oggettivi, se si esclude la detassazione per i primi 3 anni di cui però non si conoscono i risvolti futuri visto che quando terminerà il QE di Mario Draghi terminerà anche la detassazione dei lavoratori assunti oggi che saranno anche senza articolo 18 e saranno licenziabili in qualsiasi momento.

    Esclusa la detassazione, il jobsact di questo governo ha varato una serie di misure che sono acqua fresca sommate ad altre misure che sono adirittura dannose il cui frutto avvelentato lo si vedrà quando tra alcuni decenni i 50enni verranno licenziati per far posto ai giovani che producono di piu e nssuna tutela crescente potrà dar loro la pensione.

    Questo per le grandi aziende, per quelle piccole già non c’era l’articolo 18 ma si aggiunge il demansionamento senza che questo sia collegabile ad alcuna situazione di criticità nei conti dell’impresa.

    Se si esclude la propaganda a reti e a social network unificati fatta dal premier Renzi, e si guarda con un minimo di oggettività anche quello che sta accadendo in altri paesi europei della zona euro dove la disoccupazione è in fase di diminuzione ed il prodotto interno lordo aumenta ben di piu che in Italia, ci si rende conto che l’unico vero jobsact, creale jobsact che funziona per le imprese per il commercio, per la produzione, per i posti di lavoro, lo ha fatto Mario Draghi.

     
  • giamps78 11:11 il 30 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    Base monetaria circolante reale VS Base monetaria circolante teorica 

    “Le banche, quando erogano prestiti ai clienti, creano denaro” (Sir. Mervyn King governatore della banca dìinghilterra)

    I tassi di interesse creano debito, cioè aumentano il deficit di fabbisogno monetario totale inteso come differenza tra base monetaria circolante teorica e la base monetaria circolante reale.
    L’una differisce dall’altra solo per il costo degli interessi che anno dopo anno si accumulano, ma il tutto significa semplicemente che i soldi non ci sono, sono virtuali, creati dai tassi di interesse ma in realtà inesistenti, cioè privi di una qualsiasi copertura.
    In parole semplici, se tutti chiedessero conto improvvisamente dei propri crediti nessuno riceverebbe alcunchè se non la quantità che ammonta alla base monetarie reale circolante che si riduce annualmente all’aumentare dei tassi di interesse comulati.
    E’ un gioco sporco perchè piu si va avanti piu coloro che prestano soldi aumentano le proprie risorse mentre coloro che i soldi li ricevono si indebitano ancora di piu.
    Ed il debito totale continua ad aumentare anno dopo anno fino a quando non avviene un confronto con i soldi realmente disponibili e si scopre che quei debiti non si possono pagare e cominciano i primi fallimenti.
    Se una banca centrale che teoricamente è pubblica apre una linea di credito con le banche private e presta dei soldi a tassi di interesse fissati in base al costo del denaro, le banche si rivarranno su coloro che hanno bisogno di un prestito, cioè guadagneranno con la differenza di interessi.
    Le banche private presteranno soldi a chiunque lo richieda, ma il meccanismo del tasso di interesse come spiegato in precedenza crea un deficit tra la base monetaria reale e quella incrementata anno dopo anno con gli interessi che è base monetaria teorica,e che racchiuso tramite meccanismo di scatole cinesi dai capitali finanziari e nei debiti degli stati.
    L’indebitamento continuerà ad aumentare all’aumento dei tassi di interesse fin quando improvvisamente non ci sarà un crack di un debitore che va a diminuire una parte di quella base monetaria teorica creata anno dopo anno con i tassi di interesse.
    Ecco che si passa in pochissimo tempo da una banca privata che concede prestiti a tutti ad una banca privata che stringe i cordoni e che non presta piu denaro a nessuno.
    La banca centrale europea ha responsabilità nel senso che se stampa denaro cioè aumenta la base monetaria reale e lo dà alle banche esse useranno quel denaro per aumentare ulteriormente la base monetaria teorica facendo aumentare i debiti e creando ulteriori default in futuro.
    Se la banca centrale europea stampa denaro lo deve stampare per evitare l’aumento della base monetaria teorica, cioè dando quei soldi allo stato che pagherà il suo debito pubblico, eviterà di pagare i tassi di interesse su quel debito, restituirà quel denaro alla banca privata che lo aveva finanziato e a sua volta quella banca privata portà restituire quei soldi ai suoi finanziatori.
    Ecco che tutta una serie di passaggi permettono una riduzione dell’incremento della base monetaria reale a favore di una base monetaria reale,cioè di debiti che si possono pagare.
    Ma se la banca centrale europea rivuole indietro i soldi stampati casca l’asino, nel senso che il problema viene solo rimandato di qualche anno, le banche private riottengono il loro denaro ma poi avviene il collasso improvviso quando vengono ritirati dalla base monetaria reale molti soldi decretando una forte diminuzione della base monetaria reale creando un scompenso ed è su questo scompenso che si fanno fieri coloro che dicono che non bisogna stampare banconote da zero, evidentemente non capendo il funzionamento del sistema.
    Per capirci, l’intero ammontare della base monetaria circolante reale, cioè la carta-moneta vera che se anche fosse digitale avrebbe una copertura corrispondente in banconote,arrivati oggi a questo punto, è molto ma molto piu piccola di quella teorica che in pratica è data dalla somma dei debiti complessivi maturati anno dopo anno e che non hanno coperture.
    Le banconote vere, vengono spostate di qua e di la a seconda del bisogno come faceva mussolini con i suoi aerei, sempre gli stessi che giravano di aereoporto in aereoporto a seconda di dove si spostava il duce, per far vedere che c’erano e che erano tanti o ad esempio come le “vacche di fanfani” sempre le stesse spostate di fattoria in fattoria per far vedere che erano tante quando il ministro le visitava.

     
  • giamps78 15:49 il 29 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    L'effetto imbuto e l'instabilita che sarà creata con la nuova costituzione. 

    Con questa riforma costituzionale il governo manterrà inalterata la possibilità di arrivare subito al voto finale di ogni provvedimento presentato anche solo la sera prima con il voto di fiducia.
    Il governo manterrà la possibilità di fare decreti legge che vengono pubblicati subito in gazzetta ufficiale e sarà la sola camera a ratificare il testo.
    Il governo potrà dichiarare urgenti dei disegni di legge presentati, cioè praticamente tutti, ed entro 70 giorni dovranno essere obbligatoriamente votati, il che significa che si creerà un imbuto parlamentare e che il parlamento non potrà esaminare i testi.
    Con questa riforma costituzionale il capogruppo di maggioranza potrà chiedere che ogni proposta di legge sia sottoposta all’approvazione finale con sole dichiarazioni di voto(quindi senza proposte di modifica) anche se il testo si trova ancora in commissione.
    Stiamo parlando di una riforma che assegna ad una sola camera e non piu a due il 90% della capacità legislativa, cioè con i sistemi sopra descritti un testo diventerà legge ed il senato se è il caso potrà consigliare all’altra camera di fare delle modifiche.
    Un solo partito con il 55,6% che ha ottenuto al primo turno meno del 20% dei voti del totale degli elettori e che al secondo turno ottiene piu del 50% dei voti solo per una questione di ovvietà matematica essendoci solo due forze politiche presenti e assegnando un premio di maggioranza senza alcuna soglia di partecipazione, senza alcun quorum.
    Forse sono strano io, ma tutto questo a me pare un cambiamento della forma repubblicana.
    Sarò un gufo, ma questi sono fatti.
    Non è vero che questa riforma dando ad una sola camera la facoltà legislativa lavorerà meglio, invece lavorerà con tempi ancora piu stretti di oggi.
    Non è vero che con questa riforma si rimedia all’anomalia del voto di fiducia e si dà al parlamento una capacità emendativa, l’anomalia diventerà maggiore, sarà ingrandita.
    Non si risolvono i problemi, non si migliora la qualità delle leggi ma si fa l’esatto opposto.
    Come potranno arrivare i beneamati investitori a creare il beneamato sviluppo se il sistema istituzionale ed elettorale italiano permettono instabilità NON del singolo governo nei 5 anni, ma l’instabilità prodotta dalla mancanza di continuità.
    Vincerà “x” e per 5 anni verranno fatte con i modi sopra descritti una caterba di leggi.
    Ma 5 anni dopo il sistema elettorale “italicum” favorirà “y” e per 5 anni tutte le leggi fatte in precedenza saranno disfatte con una velocità superiore a quanto fatto nei 5 anni precedenti.
    E così via, una palla di neve che in poco tempo diventerà una valanga.
    I deputati saranno dei pigiabottoni piu di quanto non accada ora,sarà costituzionalizzato il pigiabottonismo, con effetti molto piu gravi e pericolosi di quanto non accada oggi.
    Almeno fosse stabilito un tempo minimo,che garantisca un numero di sedute prima che sia possibile richiedere un voto a data certa per un certo provvedimento e che deroghi ai 70 giorni entro i quali il governo si aspetta di ottenere l’approvazione del provvedimento oltrechè renda impossibile la richiesta del voto di fiducia all’interno di quelle sedute “di garanzia democratica minima”, in modo tale da garantire che non ci sia l’effetto imbuto e che si crei un contrasto di interessi, essendo le stesse minoranze a non voler fare ostruzionismo per evitare che poi possano subentrare eccessi dell’esecutivo o della maggioranza.
    Ed anche la maggioranza vivrebbe meglio la sua parte da legislatore non potendo comprimere i tempi all’inizio di ogni lettura.
    Niente, nemmeno questo è stato fatto.

     
  • giamps78 14:16 il 29 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    Senato : il piano "A" non ha funzionato, serve piano "B" 

    Calderoli dovrebbe mettersi d’accordo con se stesso, perchè afferma allo stesso tempo che il governo voleva il voto finale 5 giorni prima perchè quei 5 giorni avrebbero fatto usare la ghigliottina al presidente del senato e fatto approvare il testo identico a quello della camera dei deputati, questo lo ha detto lui, ma poi presenta degli emendamenti che agevolano quella ghigliottina.
    Bisogna ammettere che la strategia è stata fallimentare, si è scudata la ministra, mentre era molto piu agevole un percorso diverso di unita delle minoranze punto per punto con l’eventuale aventino in vista del referendum.
    L’aver presentato 500 mila emendamenti in commissione è stato un errore, ma sarebbero stati giusti se fossero stati tutti pensati e scritti con un certo senso, è divertente vederne così tanti ma alla fine il risultato non è stato quello desiderato.
    Meglio sarebbe a questo punto la desistenza ed il ritiro anche degli utlimi 300 mila, andando alla conta su quei pochi necessari, utilizzando il tempo per convincere i senatori e facendoli stare tutti in aula per due settimane su quei pochi emendamenti, parlando anche per 3 ore su un singolo emendamento.
    E’ da cambiare il clima, nel senso che ora i senatori non voteranno nulla di contrario a quello che dirà il governo perchè hanno paura che cambiando una sola virgola caschi tutta l’impalcatura.
    L’unico modo per vincere il ministro Boschi è quello di escluderla dalla discussione di quei pochi emendamenti cercando di essere inclusivi con il resto del senato, creando un clima di fiducia sul lavoro che viene svolto, che fino ad ora è stato svolto al di fuori delle aule parlamentari.
    I 300 mila emendamenti verranno fatti fuori con i canguri perchè scritti con un computer e non con delle teste pensanti.
    Quindi meglio ritirarli e adottare un piano da trincea, senza arretrare di un millimetro pensando che c’è anche un referendum.

     
  • giamps78 13:23 il 29 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    L'abnormità rilevata dal presidente Grasso è giustificata 

    “l’abonrmità” identificata come causa dal presidente del Senato Pietro Grasso è una motivazione giustificata, perchè decine di milioni di emendamenti sono inequivocabilmente un’abnormità e quindi secondo il mio punto di vista questa motivazione ha un senso pratico e logico.
    Non avrei condiviso invece una scelta che alla base della bocciatura avesse come motivazione la “palese volontà ostruzionistica”, in quanto l’ostruzionismo è legittimo, e dunque la palese volontà ostruzionistica non può essere la motivazione che permette di non accettare degli emendamenti.
    Mentre i 500 mila emendamenti presentati in commissione si sono potuti leggere saltando le vacanze, ed i tecnici del senato sono riusciti a riordinarli, per questi 84 milioni non sarebbe stato possibile farlo entro la fine della legislatura.
    Mentre non condivido la scelta del ministro, e del presidente del senato di stabilire una data finale non in base al numero degli emendamenti presentati ma in base ad scadenze esterne al provvedimenti in esame, che nella fattispecie si affidano nella tempistica ad una legge ordinaria, cioè l’inizio della sessione di bilancio.
    La logica e la costituzione avrebbero voluto che prima ci dovesse essere la valutazione complessiva del numero degli emendamenti ammessi e del tempo necessario per la loro votazione e poi solo successivamente, preso atto delle tempistiche per analizzarli e votarli e della costituzione che parla di “procedura normale” si sarebbe dovuta stabilire la data entro la quale quegli emendamenti sarebbero stati votati e ci sarebbe stata la votazione finale, non certamente in base alle scelte del ministro.
    l’errore di base è stato votare una scadenza prima della valutazione di merito sugli emendamenti che avevano la priorità di una legge costituzionale rispetto ad una legge dello stato seppur importante riguardante la sessione di bilancio e che avrebbero potuto sospendere fino a gennaio il proseguimento delle votazioni sulla riforma costituzionale.

     
  • giamps78 12:28 il 29 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    L’identità digitale in fase di organizzazione è una pataccata 

    Nell’epoca di internet le province dovrebbero mandare controlli a campione per verifica manutenzion caldaie?
    La provincia dovrebbe avvertire 2 mesi prima della scadenza, non aspettare di vedere se qualcuno se lo dimentica,tramite e-mail o sms o con una normale lettera(che come per gli SMS può essere a carico del cittadino che ne fa richiesta e dunque essere a costo zero per le casse pubbliche)
    E quando viene fatta la manutenzione l’operatore accreditato complila un modulo in 5 minuti in cui sono aggiornate le successive scadenze obbligatorie, che mi risulta siano cambiate negli ultimi anni, non avendo piu cadenza annuale obbligatoria, mentre qualcuno continua a fare la manutenzione annuale che non è piu necessaria e ad intascare denaro.
    Dopo, se non sono aggiornate dall’operatore manda i controlli a colpo sicuro.
    Così c’è la leale collaborazione delle istituzioni con i cittadini ed il risparmio di denaro in controlli.
    E la stessa cosa dovrebbe essere fatta per tutta un’altra serie di scadenze, comprese quelle automobilistiche.
    Il cittadino deve avere a disposizione una propria pagina internet dove si trovano tutte queste scadenze tramite l’identità digitale, e ricevere degli avvisi.
    Tramite RAIWAY potrebbe essere creata quasi a costo zero una rete chiusa e sicura dove viaggiano solo queste informazioni e vanno a finire su un database chiuso e sicuro che si potrebbe denominare “intranet nazionale” e per il cittadino potrebbe essere gratuito accedervi.

    Vogliamo mettere la sburocratizzazione e la diminuzione dell’incertezza sulle norme e sulle scadenze che si avrebbe se oltre alle persone fisiche anche le persone giuridiche disponessero di una propria identità digitale, di una propria pagina web, e perchè no a pagamento e sempre a costo zero per lo stato anche di una consulenza normativa?
    Se ricevessero 2 mesi in anticipo le notifiche sulle scadenze non avrebbero il problema di contrllare continuamente l’aggiornamento delle leggi che le cambiano di volta in volta, non farebbero code agli sportelli.
    Se la pubblica amministrazione riuscisse per ogni legge che viene pubblicata in gazzetta ufficiale a mandare notifica ai diretti interessati, che ne hanno fatto richiesta compilando un apposito modulo,evidentemente devono essere organizzati per categorie, sarebbe tutto piu semplice per loro.
    Chi fa le leggi conosce le fattispecie e potrebbe creare degli aggiornamenti in tempo reale all’approvazione di una legge che li riguarda.
    Il cittadino senza intermediari e senza filtri può ricevere direttamente dalla pubblica amministrazione i dati in modo automatico e a costo zero per l’istituzione pubblica.
    E qui non ho accennato a sistemi di pagamento, ma solo alla notifica delle scadenze.

     
  • giamps78 08:30 il 29 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    L'ultima barzelletta sui carabinieri : multare pensionati per caporalato 

    L’ultima barzelletta sui Carabinieri:
    hanno multato per caporalato dei pensionati che raccoglievano l’uva!
    haha
    TRAGICO.

    Immagine

    Lo stato vuole impossessarsi delle nostre vite…
    ha multato 4 pensionati che tiravano giù l’uva dal vigneto,ci vorrebbe uno sciopero fiscale.
    Forse non si è capito che questa non è una semplice multa di 20 mila euro, è la distruzione di un modello di società, un modello basato sull’autoconsumo e sull’amicizia senza che quel lavoro porti un quale profitto se non la gioia di stare insieme.

    I carabinieri avrebbero voluto che gli amici pensionati andassero a comprare dei voucher per vendemmiare l’uva che con tutta evidenza non sarebbe stata venduta, al limite regalata, in cambio magari di una forma di formaggio casereccio prodotto dagli altri pensionati.

    Come si fa a multare per caporalato uno che fa la vendemmia per gli affari suoi e che non vende l’uva?

    In questo paese volontariato è libero e non si tratta di caporalato.

    Qualsiasi lavoro venga svolto, se è volontario e non è retribuito con il denaro e se i prodotti creati non vengono venduti  è legittimo e non necessita di alcuna assunzione.

    E d’altra parte, se così non fosse, anche il proprietario del terreno sarebbe da considerare come un lavoratore, e dunque andava multato per lavoro nero.

    Ma se così fosse chiunque possegga un campo e raccoglie anche un solo frutto può essere soggetto ad una multa, perchè lo fa irregolarmente.

    Quindi possiamo andare nella sicilia di Alfano a denunciare chiunque abbia degli alberi di arancio senza le arance, questo attesta che qualcuno le ha raccolte quindi va fatta una multa se non si è dichiarata tale attività.

    Altrimenti il metro di misura usato dai carabinieri è diverso…

    Giusto per capire, se il campo è mio e ci lavoro solo io non è caporalato e sono in regola, se chiamo un amico come volontario non retribuito è caporalato?
    Quindi se io do al mio amico la comproprietà del campo e viene a lavorare, essendo entrambi proprietari non è caporalato.
    Se in 100 persone sono comproprietarie di un bel campo gigantesco e ci lavorano non è caporalato,anche se poi quel prodotto viene venduto non è caporalato uguale.

    Se le cose stanno così invito i proprietari di piccole aziende a dividere la loro proprietà con i propri dipendenti, evitando di assumerli,facendoli diventare “capi” anche loro, evitando quindi di pagare tutte le tasse sul lavoro.

    Perchè si parte così e si finisce che poi torna il comunismo e che poi i carabinieri soldi in busta paga non ne beccano proprio visto che tasse non ne entrano

    Cari Carabinieri immagino che siate arrivati da una certa parte di italia quella da dove proviene il ministro dell’interno,la multa al pensionato che vendemmia ce la leghiamo al dito.

    Vadano al sud a cercare caporalato quello vero, con tutti i soldi regalati al sud e con tutto il lavoro nero che c’è al sud vengono ancora a multare 4 pensionati che raccolgono uva.

    Assurdo.

    Bisogna fare una legge,se i Carabinieri fanno una multa e dopo un ricorso viene data ragione a chi l’ha ricevuta,la multa la pagano quelli che l’hanno fatta, cioè quei carabinieri.

    E tutto questo avviene a pochi giorni dalle dichiarazioni di Raffaele Cantone.
    Immagine

    mentre Raffaele Cantone dice che Camorra dà occupazione i carabinieri multano per caporalato 4 pensionati che vendemmiano.

    Ma perchè non si preoccupano della guerra di camorra e dello spaccio di droga a Napoli invece di multare 4 pensionati che raccolgono uva?

     
  • giamps78 00:03 il 29 September, 2015 Permalink | Rispondi  

    Non ci può essere convivenza pacifica con il capitalismo d’assalto 

    ImmagineIo sono per la convivenza pacifica.
    Purtroppo non ci può essere alcuna convivenza con il capitalismo d’assalto.
    Loro, i capitalisti d’assalto vogliono prendere tutto, non vogliono convivere pacificamente.
    Convivenza significa che io rispetto il tuo stile di vita e tu rispetti il mio.
    La distanza fisica può essere di 1 km come di 10 mila chilometri,il rispetto deve essere uguale.
    Ma se la tua sfera di influeza si espande a tal punto da impregnare qualsiasi atto o azione,determinando una soggezione e una dipendenza, non si può parlare di convivenza.
    Il capitalismo d’assalto non si fermerà da solo, va fermato prima che possa cancellare, e si può stare certi, qualsiasi cosa troverà davanti alla propria strada.
    Ha separato gli esseri umani dal rapporto con la natura sostituendolo con il rapporto monetario, con il progresso.
    Distruggerà ogni società tenti di resistergli, ogni cultura non lo assecondi.
    Farà piazza pulita di ogni cosa, servendosi quando c’è bisogno dell’uno e quando non c’è piu bisogno si dervirà dell’altro per cancellare quell’uno.
    Il capitalismo d’assalto ha condizionato totalmente la politica, ed ha creato una dipendenza totale nei cittadini, e questa dipendenza è la sua forza.
    Piu gli si darà spazio meno possibilità ci saranno per combatterlo fin quando sarà diventato troppo forte.
    All’aumentare della dipendenza che crea aumenta anche la sua forza, al diminuire di questa dipendenza crescono le possibilità di combatterlo.

    Indipendenza e autonomia sono le due parole chiave, il capitalismo d’assalto non le accetta e fa in modo che chi si trova fuori dal suo sistema finisca male.

     
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