Tassa su consumi non determina necessariamente aumento dei prezzi

Affermazione critica :

“Da nessuna parte è scritto che ad un aumento delle tasse sui consumi debba seguire necessariamente anche un aumento dei prezzi”

Se non è scritto da nessuna parte certamente io non ne ho colpa, infatti è un mio pregio usare il mio cervello e non buttare il cervello all’ammasso.

Per me è evidente che l’IVA è un moltiplicatore della spesa pubblica che toglie ricchezza e competitività allo stato, e nel mio blog l’ho spiegato varie volte.

D’altra parte si faccia ance lei due calcoli, se vendo una cosa a 10 e l’anno dopo mi mettono all’improvviso un 10% di tasse, non le pare evidente che il prezzo diventi 11?

E se quel prezzo diventa 11, coloro che lo comprano non dovranno a loro volta essere remunerati maggiormente in quanto spendono di piu?

E la catena continua, perchè ogni scalino fa aumentare il prezzo dei prodotti, e colui che inizialmente ha aumentato da 10 a 11 il prezzo troverà tutto piu caro e per otterere un guadagno dovrà farlo pagare 12 e così via.

Lo stato che vive di erogazioni e di servizi avrà una spesa che si moltiplica negli anni, molto maggiore rispetto alle entrate derivanti da quella tassa, andrà in deficit ed aumenterà le tasse.

Come lei giustamente ha scritto, a tutto questo c’è un limite, e lo stiamo vedendo, cioè nel momento in cui non è piu possibile rivalutare le buste paga e le pensioni, non è piu possibile aumentare i prezzi dei prodotti in quanto lo stato non può aumentare la spesa ma deve diminuirla, questa è la crisi economica ed arriva solo alla fine, solo dopo che la ricchezza viene mangiata.

I prezzi dei prodotti non possono piu alzarsi e l’inflazione si blocca in quanto non c’è piu gente che può permettersi gli acquisti.

Quindi, punto primo si deve stampare cartamoneta riconoscendo che il sistema per come era congegnato nel trattato di maastricht ha fallito.

Si svaluta il valore della moneta dunque riallineando quanto meno tale valore a quello degli anni 2000 dando un certo respiro all’economia.

Ma tutto ciò non basta.
Va riassorbita la disoccupazione,vanno diminuiti i tassi di interesse sul debito e a mio modestissimo avviso va eliminata l’IVA.

Tra l’altro, vada a vedere i dati, ogni volta che l’IVA aumenta diminuiscono i consumi interni, e la crisi si accentua.

Altrimenti può leggere il mio articolo che contiene quei dati :

L’aumento dell’IVA : stranezze di un’economia in recessione
https://giamps78.wordpress.com/2015/04/08/laumento-delliva-stranezze-di-uneconomia-in-recessione/

Tecnicamente quindi, è giusto dire come ha affermato lei che “non è vero che necessariamente l’aumento della tassazione sui consumi determina l’aumento dei consumi” infatti come le ho spiegato in precedenza, se il potere d’acquisto scende fino a corrodersi totalmente, senza l’allineamento delle remunerazioni, ovviamente per la legge della domanda e dell’offerta i prezzi non salgono, ma questo non significa affatto che la situazione economica sia buona, ma che ha già oltrepassato la fase tecnica di “snervamento”.

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