Risposta a Francesco Checcacci sulla svalutazione monetaria

Il commento che ho scritto all’articolo di Francesco Checcacci sul sito “arezzo notizia” dal titolo :

“Svalutazione monetaria, spesa pubblica, l’Euro del Nord e quello del Sud. Quante assurdità”

“Se il Paese esportatore dovesse continuare a svalutare è ovvio che chi  importa reagirebbe con lo stesso strumento, annullando o superando ogni  futura mossa simile.”

E INFATTI IL QE E’ UNA REAZIONE, VISTO CHE CI SONO MONETE CHE IN 5 ANNI HANNO AVUTO IL 100% DI SVALUTAZIONE e visto che l’euro valeva piu di 1,50 dollari e per 10 anni l’europa ha subito senza reagire.

“Risulta quindi semplicemente ridicola l’affermazione che con una svalutazione continua porterebbe effetti benefici di lungo periodo, soprattutto senza alcun effetto collaterale in seguito”

Se gli altri continuano a svalutare, evidentemente la reazione descritta da lei nel punto precedente è sempre valida, altrimenti quello che lei ha espresso in precedenza non sarebbe valido.
Quindi, una delle sue affermazioni è errata, decida lei quale.

“Essi affermano che, aumentando la spesa statale finanziata con emissione di nuovo debito, una combinazione di maggior crescita ed inflazione essenzialmente ripagherebbe il debito stesso.”

Mi prendo il lusso di affermare che da almeno 6 anni indico la strada della stampa di banconote da zero, prima dei vari QE degli stati uniti e mi prendo anche il lusso di sapere perchè ne sono convinto e non scopiazzo quello che fanno altri.
L’ho spiegato in molti miei articoli, ultimamente in questo :
https://giamps78.wordpress.com…

Si chiama matematica, sa a volte è utile.

Ma posso darle ragione su un punto, perchè ciò che scrive è vero.
Non va aumentata la spesa pubblica con l’emissione di nuovo debito, va rispettato il patto di stabilità ed il pareggio di bilancio, altrimenti se si stampano banconote i problemi che ne derivano sono peggiori di quelli che si tentano di risolvere.

Infatti io sostenevo che le banconote stampate dovevano servire essenzialmente per 3 motivi :
a) svalutare la moneta
b) investimenti per migliorare la bilancia commerciale con l’estero, ad esempio investimenti energetici per dipendere meno dall’estero con delle iniziative sul risparmio energetico, sui bio carbranti etc etc , per essere meno esposti agli shock del mercato.
c) per ridurre i tassi di interesse sul debito(quindi per ridurre la spesa non per farla crescere)

“Per smentire quest’altro argomento non c’è nemmeno bisogno di ricorrere ai libri: basta ricordare proprio la decade che Lorsignori prendono ad esempio: gli anni 80”

Io prendo ad esempio gli anni 80 ma come esempio negativo in cui si è creata l’iper-inflazione grazie alla tassa decisa nella comunita economica europea, l’IVA che alla lunga ha costretto la svendita del patrimonio pubblico italiano.

E se vuole anche su questo può leggere un mio articolo con tanto di grafico, specificatamente è deleterio alzare l’IVA per uscire dalla crisi, va cancellata…

“Speriamo sia chiaro adesso che i problemi strutturali non si risolvono con la politica monetaria.”.

E’ molto chiaro che lei si trova in errore ma non c’è problema, errare è umano.

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