Accorpamento IRAP e IVA

Io ritengo che la tassa sul valore aggiunto per come è stata concepita dall’unione europea sia funesta per l’economia.

Si verifica un peggioramento nelle variabili macroeconomiche che portano all’aumento vertiginoso della spesa pubblica e del debito pubblico,il logoramento della ricchezza pro capite e la perdita di competitività.

Oggi questa tassa vale quasi 100 miliardi di euro, può essere evasa facilmente, i piu furbi riescono sempre a pagare di meno ed è impossibile andare a verificare l’autenticità delle dichiarazioni.

Analisi serie potrebbero anche confermare che si tratta della tassa piu evasa in assoluto.

Si è così creata una giungla burocratica che ha portato lo stato ad entrare sempre piu nella vita dei cittadini.

E’ un vero cappio per l’economia, piu viene alzata, piu il cappio si stringe.

Ha il vantaggio che pur valendo ben 4 volte la tassazione sulla casa viene pagata dai cittadini senza che questi se ne accorgano, essendo una tassa indiretta.

Ma per paradosso, la minore avversione corrisponde ad un maggiore danno per i cittadini stessi attraverso le variabili macroeconomiche.

L’unione europea l’ha inventata proprio malamente facendola pagare sulla differenza tra fatturato delle vendite realizzato in un dato arco temporale e tra il fatturato degli acquisti.

In pratica una merce può viaggiare di qui e di la, può essere sottoposta a incrementi e decrementi di prezzo, l’ultimo acquirente in teoria dovrebbe versare l’imposta che in italia è del 22%.

Un sistema alternativo per semplificare la burocrazia è quello di far pagare il 3% sul fatturato degli acquisti.

Ogni acquisto avrebbe dunque l’aliquota del 3%, sullo stesso prodotto sarebbe dunque possibile pagare piu volte questa tassa, a seconda del numero dei “passaggi di mano”.

Essendo formulata in questo modo è chiaro il collegamento che avviene con l’IRAP e con altre tasse che agiscono sul fatturato.

Il gettito teorico potrebbe coprire l’abolizione per intero dell’attuale 22% , nonchè di altre tasse che le imprese devono pagare.

Si arriverebbe ad una semplificazione burocratica senza precedenti, lasciando inalterate le entrate fiscali.

In piu, a seconda del numero dei lavoratori assunti, si potrebbe in modo inversamente propozionale ridurre tale tassa.

Cioè una percentuale piu alta se vi lavorano meno persone,e decrescente se vi lavorano piu persone, esattamente il contrario di quanto accade oggi.
D’altra parte le entrate fiscali derivanti dai lavoratori incrementano comunque il totale delle entrate e quindi sono un fattore che viene aggiunto positivamente e giustificano una riduzione della percentuale sui guadagni.

Una tassa concepita in questo modo favorirebbe l’occupazione e sfavorirebbe chi investe e produce all’estero dove il costo della vita e del lavoro è meno caro, ed è esattamente il contrario di quanto accade oggi.
Oggi funziona così : si licenzia per migliorare il bilancio ed i profitti.
Con una tassazione di questi tipo avverrebbe l’opposto, chi licenzia paga di piu.

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