Dopo il latte anche lo zucchero. L'europa ci mangia per colazione!

ImmagineAnche sullo zucchero, come accaduto per il latte, la miopia europea rischia di devastare ulteriormente il nostro settore primario.
Il crollo del prezzo dello zucchero è ormai una realtà consolitata.
Già nel 2014 il prezzo era sceso e di molto, nei soli ultimi 6 mesi del 2015 il calo è stato del 30%.
Questo significa semplicemente che gli agricoltori riceveranno meno denaro a causa del mercato.
Alcuni giornali riportano anche dei movimenti aggressivi di Francia e Germania in questo settore.
Si prepara l’ennesima fregatura per l’italia, con i nostri politici ormai culturalmente e colturalmente supini da un lato alle leadership europee, dall’altro all’americanismo marcatista e ormai incapaci di difendere le nostre produzioni.
I nostri politici utilizzano con favore il momento di debolezza della politica italiana, così da potersi intrufolare nelle stanze dei bottoni adottando poi il sistema “forte con i deboli, e deboli con i forti”.
Non potendo dirlo pubblicamente, continuano nella loro foga menzoniera e cercano di difendere un mercato che ha creato solo crisi, disoccupazioni e inquinamento ambientale e dicono che così fanno il bene dell’italia.
Per la produzione di zucchero, non servono i 14 euro a tonnellata di aiuti comunitari e ministeriali, non servono nemmeno le quote di produzione.
Serve un prezzo fisso e identico, fissato annualmente dal centro al di sotto del quale gli agricoltori non possono scendere.
Serve una tassa per le importazioni per fare in modo che il prezzo estero quando arriva in europa arrivi all’uguaglianza rispetto a quello prodotto da noi.
Questo è il vero mercato a concorrenza perfetta!
L’europa invece di dare aiuti ai produttori di zucchero riceverà del denaro dallo zucchero proveniente dalle importazioni.
In piu, serve un piano energetico, in quanto con lo zucchero si può fare anche l’etanolo, che in europa non è molto usato, ma che può essere trasformato in metano o in altre forme di energia.
Quindi la legge dovrebbe stabilire due prezzi fissi e annuali, uno per lo zucchero e uno per la produzione di energia, quest’ultimo evidentemente deve fare i conti con la concorrenza dei paesi esteri nell’ambito piu opportuno che riguarda le fonti energetiche e non certamente quelle alimentari, il numero di occupati, e il consumo annuale dei beni, nonchè le scorte di magazzino.

P.S.
Leggo che il ministro si vuole battere contro il caporalato.
Ma è evidente che tutto è collegato, se il prezzo lo fa il mercato e c’è il libero scambio di beni a livello mondiale è chiaro che la creazione di un prodotto non permette alcuna remunerazione per il lavoro svolto, che dunque verrà favorito il lavoro in nero e si creerà disoccupazione e verranno tolti diritti di chi lavora regolarmente.
Non capisco come possano meravigliarsi e lottare contro fenomeni che sono insiti nel sistema che loro difendono e promuovono.
E in piu c’è la beffa nel dire che certi lavori gli italiani non li vogliono piu fare e che servono gli immigrati!

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