Muoia la fazione(il Partito Democratico) ma viva la costituzione

ImmagineSe fossi stato ministro mi sarei seduto in commissione avrei fatto parlare tutti quanti su ogni singolo emendamento per cercare di ottenere l’unanimità.
Avrei preso le persone che nelle loro spiegazioni si fossero dimostrate piu acute e avrei fatto loro molte domande per capire il loro punto di vista.
Se ci fosse stato da perdere tempo anche su spiegazioni inutili si sarebbe perso tutto il tempo necessario.
Qui stiamo parlando di un presidente del consiglio che è anche segretario di partito che si svegli alla mattina e dice che i senatori non devono piu essere remunerati e che devono diminuire nel numero di quasi il 70%.
Che chiama una persona appena decaduta dalla carica di senatore e la invita nella sua segreteria di partito per trovare il modo di imporre al parlamento una legge elettorale e una revisione di 40 articoli della costituzione, e lo fa con “profonda sintonia”.
E’ uno scherzo, si potrebbe pensare. No no è quello che è accaduto nella realtà.

Un parlamento completamente esautorato dal suo ruolo, ministri che non sanno minimamente qual’è il lavoro che deve fare un ministro, che dovrebbe DIPENDERE dal parlamento.
E invece dopo 20 anni di Prodi-Berlusconi si è capovolta la realtà.
Un ministro può scriversi la riforma costituzionale che porta il suo nome, e attraverso un meccanismo partitico perverso, cioè attraverso il voto di meno di 2 milioni di persone in gazebo dove è stato chiesto pubblicamente il voto agli elettori dell’altra parte politica(e ci sono i filmati a testimoniarlo) si può arrivare grazie al meccanismo di scatole cinesi e centralismo democratico ad avere una ministra, che neppure avrebbe diritto al suo seggio di deputato dopo la sentenza della corte costituzionale, che impone la sua linea in commissione, in parlamento.
E imporre la sua linea significa semplicemente andare contro a tutta una sserie di articoli della costituzione, quali la l’assenza di vincolo di mandato dei parlamentari che rappresentano la nazione, prima che il partito.
Il rapporto tra potere esecutivo e legislativo.
C’è da preoccuparsi per il solo fatto che tutto questo non preoccupa e viene visto come una cosa naturale e normale.
Se tutto questo è naturale e normale, figuriamoci che cosa accadrà domani quando ci sarà il combinato disposto tra la legge elettorale e riforma costituzionale.
In pratica dopo 20 anni abbiamo scoperto che il bipolarismo altro non è se non finzione pura e semplice.
Se sei al governo le porcate le voti e le motivi, se sei all’opposizione voti contro solo perchè sei all’opposizione.
L’ulivo nel 2006 fece bocciare il referendum costituzionale, ma se ci fosse stata la grande coalizione quel testo l’ulivo l’avrebbe votato e fatto approvare in aula e motivandolo con le solite scemenze.
Quindi si è capito che a contare non sono le idee, a contare è il fatto se si è o meno al governo.
Se il proprio partito viene scalato, se il programma è fuori di una riga di case, non si sistema tutto modificando le regole per evitare di avere una direzione di partito piu proporzionale della volontà degli iscritti, si vuole tentare di asservire, dividere, distruggere, chiunque opponga tesi diverse, arrivando adirittura a dire che sarebbero questi a voler distruggere il partito.
Il presidente del consiglio continua a fissare date entro le quali tutti devono fare ciò che dice lui.
Ma non è finito il tempo, è finito il partito.
chapeau

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