Gli errori del Giappone in economia

ImmagineMenomale che il premier giapponese ha deciso di rinviare al 2017 l’ulteriore aumento dell’imposta sul valore aggiunto già prevista per il 2016.

In tanti si stanno accorgendo di quello che dicevo da tempo : questa manovra ha ridotto i consumi interni.

Quindi prima di tutto l’auspicio è che il giappone elimini totalmente questa tassa e che contestualmente la Bank of Japan cominci con l’acquisto di titoli pubblici.

Tutti lodano il fatto che il giappone pur avendo un rapporto di indebitamento sul PIL superiore al 200% riesca a non essere vittima degli speculatori esterni in quanto il debito pubblico è detenuto da cittadini giapponesi, ma non è questo il punto.

Il punto è che se si vuole crescita del PIL e inflazione ci vuole l’assenza dell’IVA sui consumi e contemporaneamente l’acquisto di debito pubblico tramite stampa di banconote che poi eventualmente può anche essere eliminato.

La moneta giapponese certamente si indebolirà, ma a regime questo sistema trova l’equilibrio e c’è pure il rischio che il debito smetta totalmente di salire nel mentre sia l’inflazione che il prodotto interno lordo continuano a crescere!

I consumi interni certamente aumenteranno, mentre oggi, dopo l’aumento dell’IVA stanno calando vistosamente.

In piu stampando denaro per nuovi investimenti si possono anche risolvere i problemi energetici che riguardano il giappone.

Non so che intenzioni avesse l’FMI quando ha dato quei consigli, ma se 1+1 fa 2, e se il giappone migliora la dinamica delle esportazioni grazie alla detassazione delle aziende ma peggiora i consumi interni, non viene certamente creata una crescita a livello globale.

E dunque l’unico sistema che può funzionare è quello utilizzato dall’italia durante il suo miracolo economico, che guardacaso è durato fin quando la tassa sul valore aggiunto non era presente, prima cioè che comparisse l’iper inflazione.

Annunci