Sul senato elettivo 2 punti di vista diversi

Se le opzioni per l’elezione del senato fossero solo le seguenti :
a) elezione indiretta ma incompatibilità con l’incarico di consigliere regionale
b) elezione diretta da parte dei cittadini ma compatibilità con l’incarico di consigliere regionale

La prima opzione dice che il senato nomina i senatori ma costoro hanno 30 giorni per decidere se rimanere consiglieri regionali o fare i senatori

Personalmente preferirei questa, in quanto è molto meglio, soprattutto per il senato, avere dei rappresentanti che svolgano le funzioni con la testa H24 su determinate questioni.

Cioè in questo caso il male minore sarebbe l’elezione indiretta.

Con la seconda opzione ci sarebbe l’elezione diretta da parte dei cittadini ma i senatori sarebbero anche consiglieri regionali(con diritto di voto) e questo nel gioco maggioranza-minoranza in consiglio regionale può creare dei problemi e crea dei problemi sopratutto in senato.
Infatti non si può pensare di avere una camera votata con il sistema elettorale Italicum e di avere l’altra camera che potrebbe e dovrebbe controllare e chiedere modifiche legislative che però è vuota in quanto i senatori sono dopolavoristi, o doppio-lavoristi.

C’è anche l’opzione di eleggere a senatori i consiglieri regionali che abbiano ottenuto il maggior numero di preferenze, ovvero senza l’utilizzo di listini regionali separati, conteggiando cioè le medesime preferenze provinciali che hanno premesso la formazione del consiglio regionale.

Questa scelta sarebbe ottima se vi fosse l’incompatibilità tra senatore e consigliere regionale, cioè l’opzione di scelta tra l’uno e l’altro incarico.
In questo modo il consigliere che diventa senatore lascia il posto in consiglio regionale al primo non eletto della sua forza politica.

Al limite considerandolo come “consigliere regionale esterno” cioè consigliere senza diritto di voto in assemblea regionale, in quanto senatore.

Così come al senato potrebbero essere “senatori esterni” cioè senza diritto di voto sia i presidenti di regione che i presidenti delle giunte regionali, ed alcuni sindaci.

In questo caso però sarebbe meglio specificare in costituzione che i presidenti delle giunte regionali sono eletti a maggioranza qualificata, in questo modo si evita di avere lo stesso colore politico e si ottiene una vera figura di garanzia che rappresenta anche parte delle minoranze.

P.S.
Altra ipotesi è quella di far diventare senatori i candidati che nei listini provinciali alle elezioni regionali hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, ogni provincia ha 1 eletto. In questo caso NON c’è un listino a parte per i senatori in quanto le preferenze sono ottenute sulla medesima scheda elettorale.

Il senatore eletto, cioè colui che arriva primo per numero di preferenze nella sua provincia e accetta di diventare senatore, è quindi di diritto consigliere regionale “esterno”. Ma se decade da senatore decade anche da consigliere regionale e il suo posto viene preso dal candidato di qualunque forza politica che è arrivato secondo come preferenze ricevute nella medesima provincia.

In questo caso è evidente che c’è la copertura di tutte le province con 1 senatore che rappresenta il proprio territorio.

P.P.S.

Se dipendesse da me,senato avrebbe 350 seggi e verrebbe eletto con la legge elettorale del 1948,abbassando soglia uninominale da 65 a 50%, contestualmente o meno alle elezioni regionali è indifferente in quanto in tale legge i calcoli erano già separati da regione a regione.

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