Dell'italicum e del senato elettivo

ImmagineCi potrebbe essere qualcosa che unisce la legge elettorale italicum e il sistema di elezione del senato contestualmente alle elezioni regionali.

Il presidente del consiglio con una mossa illusionistica ha tentato di far passare l’italicum per un quasi mattarellum, affermando che il capolista sarebbe paragonabile al candidato nell’unonominale del vecchio sistema che ormai pare in soffitta.

Già altre volte ho spiegato perchè non ci poteva essere alcun paragone tra l’italicum e il mattarellum, quest’ultimo aveva si un nome ed un cognome per ogni contrassegno elettorale ma chi prendeva un voto in meno non veniva eletto mentre con l’italicum si sa in anticipo che la persona presente nella lista sarà eletta, ma complice l’effetto flipper non si saprà in quale collegio avverrà la sua elezione.

Un gioco di prestigio che permette di lodare il porcellum che aveva le liste bloccate ma non c’era il gioco delle tre carte altrimenti chiamato delle 10 candidature plurime.

Penso che la corte costituzionale avrà molto da dire su questo punto, forse, se non subiscono pressioni da un qualche ex-presidente della repubblica.

In precedenza ho parlato di un filo logico che avrebbe potuto unire tutti questi confusionari sistemi, e già oggi in un articolo ho descritto l’uninominale proporzionale presente in senato dal 1948 al 1994.

In sostanza con questa legge c’era si il capolista bloccato, se vogliamo come nell’italicum, ma era collegato al risultato del collegio uninominale, e c’era il resto proporzionale.

Sicchè facilmente, se fosse applicato ai capilista dell’italicum, come da fac simile riportato qui sopra, il voto dato al partito corrisponde al voto dato al capolista nel singolo collegio.

Questo significa semplicemente che non tutti i capilista di tutte le forze politiche sono eletti per primi, ma solo eletti solo quelli che nel collegio uninominale hanno avuto un buon risultato di partito, rispetto agli altri capilista bloccati dello stesso partito.

In pratica la legge stabilisce il numero di eletti con le preferenze e il numero di eletti tramite capolista bloccati.

Se ho nella regione veneto 5 deputati eletti con le liste bloccate, saranno quelli che hanno ottenuto il risultato migliore in termini di voti percentuali NEL collegio uninominale rispetto agli altri collegi uninominali dove quella stessa forza politica ha avuto un numero inferiore di voti.

Lo stesso si può affermare per l’elezione del senato, se ci sono i collegi uninominali, il capolista bloccato nel singolo collegio non viene eletto a prescindere, ma solo se nel collegio uninominali i voti presi dal partito sono superiori a quelli che il partito ha preso negli altri collegi uninominali, sempre in rapporto voti in percentuale.

Dunque, per concludere, la stessa identica scheda elettorale per le elezioni regionali, con il voto dato al candidato presidente, si può calcolare in termini uninominali l’elezione dei senatori che ad esso sono collegati.

Se i voti dati al candidato presidente della regione, nel collegio uninominale, sono superiori al 50%, avviene l’elezione del senatore collegato alla sua lista.

Se invece sono inferiori al 50%, avviene la ripartizione proporzionale a livello regionale come nella legge del 1948, che permette ai migliori candidati nell’uninominale di essere eletti ma sulla base del sistema proporzionale.

Il problema è che risulta molto piu difficile da spiegare rispetto alla facilità con la quale poi l’elettore capisce il da farsi quando si trova in cabina elettorale.

E questo è anche un pregio.
Inoltre con questo sistema si può cercare di creare uniformità delle schede elettorali di camera e consigli regionali/senato.

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