Il senato "quasi" elettivo

il gufo2

Leggo che ci sarebbe la proposta per un senato “quasi” elettivo che consiste nel mettere un listino bloccato su cui l’elettore non potrà mettere la classica “x” sul candidato prescelto e che adirittura si potrà facilmente prevedere prima delle elezioni il nome del candidato che andrà a ricoprire anche la carica di senatore.

Questo sistema potrebbe anche andare bene nel caso in cui l’italia diventi monocamerale, ed il senato non servendo piu a nulla diventa una semplice cameretta di discussione tra amici consiglieri regionali.

Vorrei ora spiegare altri due metodi tra loro molto alternativi e che andrebbero scelti anche a seconda delle funzioni attribuite al senato.

1)Ogni singolo collegio provinciale diventa un collegio uninominale.
Tra parentesi,credo che tutte le regioni utilizzino i confini provinciali per i propri collegi.
Dunque è molto semplice, sono 110 seggi attribuiti con il sistema uninominale, e viene eletto un rappresentante per ogni provincia.

Il listino potrebbe essere legato al contrassegno elettorale del candidato a presidente di regione.

Se a vincere è qualcuno che non è consigliere regionale lo diventa ma senza diritto di voto, per non modificare i numeri del consiglio.

Ma il buon uninominale è solo quello che non ha alcun contrassegno di partito, dunque per rendere tutto piu degno e aperto si potrebbe permettere di candidarsi a chiunque raccolga le firme(come accadeva nei collegi del mattarellum), mettendo come condizione 1 o piu mandati pieni svolti nelle amministrazioni locali ed evitando che i partiti mettano becco nell’elezione.

2)L’altro sistema che invece è rispettoso del sistema proporzionale ma non dei territori, prevede che ogni singola forza politica presenti a livello regionale un listino con 3-4 nomi.

Gli elettori mettono la “x” sul nome a loro piu congeniale o la doppia “x” in caso di quote rosa.

La sera delle elezioni, considerando solo il numero dei voti e non i seggi attribuiti con il premio, si divide proporzionalmente il numero dei seggi senatoriali a disposizione tra tutte le forze politiche.

Se ad una forza politica spetta 1 seggio, verrà eletta la persona che nel listino avrà ottenuto il maggior numero di preferenze.

Considerando che le preferenze nelle elezioni regionali non ci sono a livello di collegio unico ma solo a livello di collegio provinciale, non c’è alcuna interferenza tra le due schede.

Evidentemente sono due sistemi opposti che dipendono dalle funzioni del senato.

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