Eliminazione IVA,stampa denaro,investimenti strategici oppure declino

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Intanto va preso atto che le banche centrali indipendenti non esistono in natura e se vengono considerate tali vi si cela dietro una maschera che favorisce i grossi capitali speculativi finanziari.

Le banche centrali svolgono politiche economiche quali la stabilizzazione della moneta e dei tassi di interesse.

Vale di piu una manovra espansiva di una banca centrale di 10 finanziarie e di 100 riforme dei governi.

Ma c’è ancora oggi difende l’indifendibile, cioè l’impossibilità di stampare banconote per rifinanziare il debito pubblico, di lasciare in mano alle agenzie di rating e ai capitali privati la possibilità di scegliere i tassi di interesse.

Tutto questo come si è visto non porta crescita economica, porta al contrario ad una crisi economica persistente, alle privatizzazioni forzate ed infine alla povertà e alla miseria.

Si pretende che il mercato si auto regolamenti, si crea la liberalizzazione totale dei mercati, si vuole impedire la stampa di banconote.
Che brutta fine quando cresce il debito, cresce la disoccupazione.

ma d’altra parte questi economisti hanno già dichiarato che un default, un crack, una crisi economica fanno parte del gioco.

Quell’1% che possiede il 50% della ricchezza mondiale mica si è impoverito da quando è cominciata la crisi economica del 2008, ha aumentato le proprie ricchezze.

Ma non è ininfluente, ha capacità di spesa, può far passare sui media che possiede(quasi tutti) il proprio messaggio, e così tutti ci troviamo a credere che con le loro ricette diventeremo piu ricchi, mentre a diventare piu ricchi sono solo loro.

Loro che impongono le riforme agli stati perchè controllano i capitali e dunque decidono se rifinanziare o meno uno stato piuttosto che l’altro, hanno economisti cresciuti nelle loro scuole culturali, hanno spin-doctor, hanno influencer, sono molto potenti.

Purtroppo o per fortuna, il sistema economico non è altro che un serpente che si morde la coda, e a lungo andare le loro bugie si rivelano per quello che sono.

L’Italia purtroppo è messa male perchè non ci sono piu i politici di una volta.

Una volta si poteva pensare alla statalizzazione delle imprese piu importanti, a piani di crescita e degli investimenti con la stampa di denaro.

Oggi si pensa a privatizzare sempre di piu, proprio perchè la classe politica non è in grado di dirigere gli investimenti, è stata messa l’imposta sul valore aggiunto, che di fatto impedisce la stampa di banconote.

Chiariamoci, gli stati uniti possono stampare banconote per uscire dalla crisi, l’europa non può permettersi questo lusso.

Da questo punto di vista hanno pienamente ragione tutti gli economisti neo-liberisti che sono contrari alla stampa di denaro della “banca indipendente”.

Non possiamo stampare denaro perchè abbiamo l’imposta sul valore aggiunto, tassa che negli stati uniti è limitata al 10% e solo per i prodotti che vengono comprati e venduti nello stesso stato.

Dunque ben venga la parentesi della BCE, con la conseguente svalutazione della moneta, non c’era alternativa se non il fallimento.

Ma questa stampa di denaro non potrà in alcun modo stabilizzare l’economia europea.

Certo, si mettono in moto a livello mondiale tutta una serie di recessioni che permettono all’europa di recuperare parte del Prodotto Interno Lordo perso dall’inizio della crisi e andato ad altre economie.

Ma dal punto di vista macro economico i consumi non possono ripartire, perchè mancano i soldi, è un serpente che si morde la coda.

Per poter far ripartire i consumi o c’è una svalutazione marcata dei prezzi, o c’è l’aumento delle buste paga.

In ogni caso se è presente l’imposta indiretta sul valore aggiunto sia la prima che la seconda opzione portano la china verso il basso.

Dunque oggi godiamoci questo 30% di svalutazione monetaria e finalmente un po di crisi economica che va altrove, ma sarà comunque momentanea fin quando non si capiscono queste due-tre regolette semplici appena spiegate.

Quindi eliminazione dell’IVA, stampa di denaro, soldi per investimenti pubblici mirati e statalizzazioni strategiche oppure lento declino.

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