La riforma costituzionale, se dipendesse da me…

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Se dipendesse da me, il ministro per gli affari regionali giurerebbe separatamente,e verrebbe proposto al Presidente della Repubblica dalla Conferenza delle regioni.
Il ministro per gli affari europei verrebbe proposto al PDR dagli europarlamentari italiani.
Il ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il parlamento verrebbe proposto al PDR dal parlamento.

Tuttavia sottolineo che questo non inficia l’attività di governo, infatti in linea teorica all’interno del consiglio dei ministri il presidente continua ad avere una maggioranza schiacciante e che le leggi possono essere approvate anche con il voto contrario di qualche ministro.

Diciamo che però si tende a dar voce anche agli organismi istituzionali “esterni”, si riduce l’influenza dell’uomo solo al comando, si migliora la sinergia tra le amministrazioni locali, il parlamento italiano e quello europeo.

Mentre la proposta del ministro della giustizia Andrea Orlando che vorrebbe far decidere alla corte costituzionale per l’arresto dei parlamentari, credo sia una porcata.
Diventeremmo il paese delle banane,in quanto la corte costituzionale non ha mai avuto il compito di verificare la sussistenza di accuse fatta ad una persona, di decidere riguardo al cd. fumus persecutionis.

Il suo compito è valutare la costituzione e se le leggi la rispettano, ma d’altra parte chi ha tirato fuori dal cilindro un titolo V che ha incasinato il lavoro della corte per 15 anni, altro non può fare se non incasinarla ancora di più.

Basterebbe provare ad immagina che cosa sarebbe successo con la decadenza di Berlusconi, dopo gli strali contro la corte che hanno contraddistinto la sua carriera politica.

Si rischia veramente di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato, invece di un giudizio super partes, una corte costituzionale che diventa di parte e politicizzata, che entra nel dibattito politico.

E sarebbe l’ennesimo capolavoro messo in opera da incapaci.

Forse la scelta migliore sarebbe una commissione esterna composta dai soli membri del CSM e dalla corte costituzionale,votati ed eletti dal parlamento.

Oltre al ministero per le riforme costituzionali eletto dalla conferenza delle regioni, altre volte ho proposto una “commissione bicamerale paritaria speciale” eletta con un particolare sistema di salvaguardia delle pluralità politiche e costituzionalmente capace di dirimere le controversie che si vengono a creare.

Di questa commissione ne farebbero parte anche i presidenti delle due camere, che a differenza di quanto prevede l’attuale riforma costituzionale non sarebbero i soli a decidere in merito alle controversie.

Tale commissione avrebbe anche il compito di dirimere le questioni sollevate sul titolo V della costituzione e se è il caso, di spedire in corte costituzionale la diatriba.

In caso di unanimità potrebbe promuovere una riforma costituzionale con soli 2 passaggi parlamentari invece che 4, e senza emendamenti.

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