Tyler Cowen (Mason University) e la grande bellezza che frena l'Italia

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Tyler Cowen sarebbe un pensatore influente, così viene descritto da chi lo ha intervistato l’altro giorno, io non ne ho mai sentito parlare perciò mi fido.

Questo persona afferma che “per l’Italia i prossimi 60 anni sono duri ma poi il futuro sarà brillante”.

Che suona una roba tipo : staremo meglio ma saremo tutti morti!

L’opzione Donner di cui parla, quella di prendere un martello per poter battere il computer a scacchi non è nuova ma con piu accuratezza e precisione avrebbe potuto utilizzare il termine corretto :  “operazione Ludd” da cui nasce la corrente luddista durante la rivoluzione industriale, un movimento di protesta operaia che considerava le macchine una minaccia per l’occupazione e per i salari.

Su questo punto, tengo a precisare che il movimento luddista non ha tutti i torti.

Hanno torto nel caso di lavori che generano una costrizione obbligatoria, il dare tanto tempo della propria vita in operazioni ripetitive, che non aggiungono e non tolgono nulla alla propria vita ma che consentono di avere uno stipendio.

Da questo punto di vista avere la meccanizzazione che spazza via tali noiose oprerazioni si può considerare una cosa positiva.

Hanno ragione invece se si considerano i lavori artigianali, di pregievole fattura, che rispecchiano l’essere di determinate persone, che non sono una costrizione ma piuttosto un modo di vivere e di interpretare la vita.

Da questo punto di vista, l’aver messo fuori mercato prima di tutto nelle abitudini,ad esempio l’anziana signora che cuciva i suoi centrini a mano,perchè ancora non esisteva uno stato sociale ma che lo faceva con tutta la sua esperienza, si può considerare un male.

Diciamo che quel centrino oggi prodotto in meno di un minuto e identico a tutti gli altri forse è anche senz’anima, e allargando il campo alla totalità delle metodologie di produzione si potrebbe arrivare arditamente ad ipotizzare che la crisi della società moderna trae da qui le sue origini.

Il fare tutti le stesse cose, il seguire la moda, il buttare il cervello all’ammasso, l’omogeinizzazione culturale ed anche il distacco con la realtà(che non è certamente possibile descrivere con un telegiornale)

Il cambiamento del precedente modello sociale,quello che è avvenuto prima dell’attuale cambiamento è descritto in ogni libro di storia ed è tutt’oggi presente nei suoi effetti, anche quelli piu drammatici.

I contadini che si spostano dalle campagne alle citta dove ci sono grandi fabbriche, la grande industrializzazione.

La denatalità dovuta ad un fattore naturale : una volta si facevano tanti figli perchè un figlio era una risorsa, piu ne avevi piu c’èra manodopera per il campo da coltivare, una garanzia per il futuro dello stesso genitore.

Oggi con la creazione e l’evoluzione dello stato sociale il figlio è un costo e bisogna mantenerlo e se si è fortunati troverà un lavoro, molto probabilmente in una città diversa e molto probabilmente senza condividere le sue fortune con la sua famiglia di origine.

I fenomeni per descrivere quanto avvenuto nel passaggio dal precedente all’attuale modello sociale sono molti e andrebbero studiati con profondità per migliorare la comprensione di quanto accade oggi.

Ci troviamo di fronte ad un altro cambiamento per dimensioni e per importanza almeno pari al precedente.

Potremmo parlare di seduzione e abbandono.

I contadini un un tempo andavano nelle grandi città per lavorare nelle grandi fabbriche mentre oggi le grandi fabbriche tendono a diminuire di numero e c’è stato l’ulteriore balzo tecnologico,non è piu memmeno indispensabile la manodopera.

In tutto il mondo, dalla Cina alla Germania, cominciano a comparire fabbriche che non hanno operai e che producono ad un costo ancora piu basso.

Adirittura internet colpisce alla base il modelli seguiti nel passato sulla concentrazione di persone nei centri abitati per ottenere un rapido scambio di informazione, cioè le zone industriali perdono una parte del loro significato potendo oggi con un click inviare a distanze rilevanti informazioni e ordini di produzione anche dalla piu piccola e disabitata provincia.

Quando Cowen afferma che il 50% dei italiani non hanno la formazione necessaria per stare al passo con le produzioni che arivano dall’est dice una cosa che non è vera.

Prima di tutto sta implicitamente affermando che il primato dello studio e della formazione sono superiori al primato dell’economia.

Non è così, è l’economia a decidere il cambio monetario che permette al determinato articolo di costare 100 piuttosto che 130, mentre lo studio e la formazione possono limare quel prezzo magari di 5, non certamente di 30.

30 non è un numero campato in aria, è la svalutazione avuta dall’euro sul mercato dei cambi negli ultimi 2 anni.

Secondariamente Cowen dimentica che noi abbiamo portato nell’est le produzioni, noi abbiamo portato il “know-how” perchè agli imprenditori occidentali faceva comodo, dopo la globalizzazione del WTO, produrre a prezzi piu bassi e vendere qui guadagnandoci.

Una volta ad esempio i cinesi non erano famosi per le scarpe “nike” a 20 euro, ma per quelle “mike”, cioè per le copie dei grandi marchi, cosa che oggi non capita piu.

Infine, contrasto ulteriormente la teoria sella formazione non adeguata al contrasto della competizione tecnologica.

Oggi gli italiani, come del resto tutti gli occidentali, hanno una formazione di gran lunga superiore a quella che c’era in passato.

La scolarizzazione è totale, molto maggiore anche di quando c’è stato in italia il miracolo economico e non è piu presente l’analfabetismo.

Il problema semmai è l’esatto opposto : c’è troppa gente che studia.

Non è difficile trovare laureati costretti a fare i camerieri!

Uscire da questa situazione è molto semplice, basta accontentarsi di avere delle galline, il proprio orto, i propri alberi da frutto!

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