Updates from agosto, 2015 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 20:32 il 31 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    Tassa su consumi non determina necessariamente aumento dei prezzi 

    Affermazione critica :

    “Da nessuna parte è scritto che ad un aumento delle tasse sui consumi debba seguire necessariamente anche un aumento dei prezzi”

    Se non è scritto da nessuna parte certamente io non ne ho colpa, infatti è un mio pregio usare il mio cervello e non buttare il cervello all’ammasso.

    Per me è evidente che l’IVA è un moltiplicatore della spesa pubblica che toglie ricchezza e competitività allo stato, e nel mio blog l’ho spiegato varie volte.

    D’altra parte si faccia ance lei due calcoli, se vendo una cosa a 10 e l’anno dopo mi mettono all’improvviso un 10% di tasse, non le pare evidente che il prezzo diventi 11?

    E se quel prezzo diventa 11, coloro che lo comprano non dovranno a loro volta essere remunerati maggiormente in quanto spendono di piu?

    E la catena continua, perchè ogni scalino fa aumentare il prezzo dei prodotti, e colui che inizialmente ha aumentato da 10 a 11 il prezzo troverà tutto piu caro e per otterere un guadagno dovrà farlo pagare 12 e così via.

    Lo stato che vive di erogazioni e di servizi avrà una spesa che si moltiplica negli anni, molto maggiore rispetto alle entrate derivanti da quella tassa, andrà in deficit ed aumenterà le tasse.

    Come lei giustamente ha scritto, a tutto questo c’è un limite, e lo stiamo vedendo, cioè nel momento in cui non è piu possibile rivalutare le buste paga e le pensioni, non è piu possibile aumentare i prezzi dei prodotti in quanto lo stato non può aumentare la spesa ma deve diminuirla, questa è la crisi economica ed arriva solo alla fine, solo dopo che la ricchezza viene mangiata.

    I prezzi dei prodotti non possono piu alzarsi e l’inflazione si blocca in quanto non c’è piu gente che può permettersi gli acquisti.

    Quindi, punto primo si deve stampare cartamoneta riconoscendo che il sistema per come era congegnato nel trattato di maastricht ha fallito.

    Si svaluta il valore della moneta dunque riallineando quanto meno tale valore a quello degli anni 2000 dando un certo respiro all’economia.

    Ma tutto ciò non basta.
    Va riassorbita la disoccupazione,vanno diminuiti i tassi di interesse sul debito e a mio modestissimo avviso va eliminata l’IVA.

    Tra l’altro, vada a vedere i dati, ogni volta che l’IVA aumenta diminuiscono i consumi interni, e la crisi si accentua.

    Altrimenti può leggere il mio articolo che contiene quei dati :

    L’aumento dell’IVA : stranezze di un’economia in recessione
    https://giamps78.wordpress.com/2015/04/08/laumento-delliva-stranezze-di-uneconomia-in-recessione/

    Tecnicamente quindi, è giusto dire come ha affermato lei che “non è vero che necessariamente l’aumento della tassazione sui consumi determina l’aumento dei consumi” infatti come le ho spiegato in precedenza, se il potere d’acquisto scende fino a corrodersi totalmente, senza l’allineamento delle remunerazioni, ovviamente per la legge della domanda e dell’offerta i prezzi non salgono, ma questo non significa affatto che la situazione economica sia buona, ma che ha già oltrepassato la fase tecnica di “snervamento”.

     
  • giamps78 18:21 il 31 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    La possibile connessione elettorale tra province,regioni e senato 

    Una volta ogni 6 anni si potrebbe votare lo stesso giorno per comporre il senato della repubblica, i consigli regionali, i consigli provinciali.

    Il senato sarebbe composto dai 19 presidenti di regione, 110 presidenti di provincia, ed altri senatori eletti direttamente dai cittadini attraverso una legge elettorale che compensi politicamennte la proporzionalità tra le forze politiche.

    Non è così difficile applicare questo sistema, piu volte ho spiegato come la legge elettorale proporzionale del 1948 permetteva la presenza di collegi uninominali per l’elezione dei senatori.

    In quella legge ogni regione sarebbe ripartita in collegi uninominali che sarebbero le province.

    Nelle elezioni regionali la lista del presidente di giunta regionale si presenta anche nei collegi uninominali, cioè nelle province con un proprio candidato a presidente di provincia.

    Chi prende un voto in piu ottiene il presidente di provincia che è anche senatore.

    La somma 110+19, è la somma dei presidenti di provincia e dei presidenti di giunta regionale che diventano senatori.

    Ma la legge del senato avrebbe uno scorporo  elettorale proporzionale, che permette anche ai candidati presidenti di provincia che non hanno vinto di essere eletti senatori.

    Si otterrebbe così un senato eletto per 6 anni, nella stessa scheda del senato ci sarebbe un collegio uninominale(senatore-presidente di provincia) con le preferenze( per il consiglio provinciale).

    Nello stesso giorno si accorperebbero 3 elezioni con 2 sole schede elettorali, e ci sarebbe una vera e propria connessione tra province, regioni e senato.

     
  • giamps78 09:53 il 31 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    Senato della repubblica eletto per 6 anni 

    L’originale articolo 60 della costituzione  :

    «La Camera dei deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei.
    La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra»

    La durata dei consigli regionali potrebbe essere di 6 anni e non piu di 5 come avviene oggi, e contestualmente, potrebbero svolgersi le elezioni sempre e in tutte le regioni,lo stesso giorno, lo stesso anno.

    Come detto in precedenza, nel Trentino Alto Adige funziona così, se ci sono elezioni anticipate la legislatura successiva ha una durata inferiore in modo da non avere mai disallineamenti con le altre istituzioni territoriali che vanno al voto il medesimo giorno.

    Questo significa che in 30 anni sono svolte 5 elezioni regionali e 5 rinnovi del senato della repubblica invece che 6.

    I padri costituenti pensarono ad un senato indipendente dalla camera dei deputati, e inserirono l’elezione “su base regionale” proprio perchè pensavano che vi dovesse essere un rapporto territoriale diverso rispetto a quello della camera dei deputati.

    Io purtroppo non sono in grado di scorgere cosa ne derivi da questa loro iniziale scelta, sono abituato a pensare ad un senato che viene eletto lo stesso giorno della camera dei deputati, e mi riesce difficile il pensarlo eletto ogni 6 anni.

    Poi gli stessi padri costituenti, presenti anche nella legislatura successiva a quella del 1948 si sono accorti che il sistema non poteva funzionare ed hanno preferito allineare le date di elezione dei due rami del parlamento.

    Potrebbe comparire la figura del deputato a vita nelle figure degli ex-presidenti della repubblica.

    C’è anche l’opzione riguardante i senatori a vita, che nella legge costituzionale boschi sarebbero nominati non piu a vita ma per 7 anni.

    Basterebbe ridurre da 7 a 6 quegli anni, basterebbe dire dunque che anche loro al termine della legislatura senatoriale terminano il loro lavoro, ed il senato sarebbe rinnovato nella sua interezza ogni 6 anni, senza porte girevoli, lo stesso giorno delle elezioni regionali.

     
  • giamps78 09:24 il 31 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    Elezioni regionali “nazionali” e contestuali al senato 

    Non condivido molto l’idea di un senato che non si sciolga mai, che rimanga sempre in carica con la porta girevole.

    Meglio sarebbe un sistema dove tutte le elezioni regionali si svolgono lo stesso identico giorno, ed il senato si forma interamente durante quella giornata.

    Certo, ci potrebbero essere le eccezioni, ad esempio in trentino alto adige è previsto che in caso di scioglimento anticipato delle amministrazioni locali ci sia un voto anticipato ma con scioglimento anticipato della legislatura, in modo che sia rinnovata lo stesso identico giorno di tutte le altre.

    E io penso sia una buona idea istituire delle annualità fisse nel tempo dove votare nelle le varie scadenze, magari stabilendo i casi in cui un commissario può sostituire le istituzioni elettive ad esempio quando mancano meno di 12 mesi dalla scadenza naturale della consigliatura o nei comuni sotto i 15 mila abitanti.

    Qui si sta parlando anche della democraticità del voto della sua valenza, oltreche della pubblicità dell’evento, in quanto se in una singola regione viene sciolto il consiglio c’è una minor pubblicità dell’evento a livello nazionale e meno persone che si recano alle urne.

    Poi bisognerebbe fare un ragionamento sull’accorpamento delle varie scadenze, tenendo conto che elezioni diverse possono aver bisogno di proprie campagne elettorali e quindi necessitano di scadenze diverse.

    Lo scioglimento del senato e la contestuale elezione di tutti gli organi elettivi regionali nello stesso giorno permette di avvicinare da una parte il senato elettivo, che va a scioglimento a data certa ed è votato direttamente dai cittadini e dall’altra le elezioni regionali il cui voto sarebbe contestuale nel medesimo giorno.

    La decadenza dei senatori non sarebbe piu legata alla decadenza del consiglio, in quanto come scritto in precedenza, se dopo 2 anni viene sciolto, le nuove elezioni lo faranno restare in carica solo per i restanti 3 anni, e dunque i senatori eletti in precedenza restano in carica fino alla scadenza naturale.

     
  • giamps78 22:26 il 30 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    Proposta di soluzione del problema israele-palestina 

    La proposta è molto semplice, alla fine del percorso i due stati indipendenti di palestina dovranno accettare di riconoscere israele e israele dovra riconoscere i due stati indipendenti di palestina.

    Ovviamente, nessuno può obbligare a riconoscere nessuno, evidentemente serve la volontà.

    Innanzitutto si divide la palestina in due stati indipendenti, il primo stato è la striscia di gaza, il secondo stato è la cisgiordania.

    Secondariamente si prendono le mappe del 1948, prima che Israele muovesse guerra per le sue conquiste.

    I due stati indipendenti di palestina accettano di ricevere come risarcimento per la sottrazione di quei territori, per i prossimi 50 anni, il 10% dei proventi delle tasse riscosse da Israele.

    La parte di territorio limitrofo alla striscia di gaza, conquistato nel 1948, pagherà questa tassa per 50 anni allo stato indipendente della striscia di gaza.

    La parte di territorio limitrofo alla Cisgiordania, compresa Gerusalemme, pagherà questa tassa per 50 anni allo stato indipendente della cisgiordania.

    Trascorsi i 50 anni, la questione dell’occupazione dei territori è risolta con l’annessione completa ai territori di israele e il riconoscimento reciproco.

    Nell’accordo c’è la completa smilitarizzazione dei due stati palestinesi per 50 anni, il divieto di importazione e vendita di armi.

    Un cenno storico sul come si è arrivati a questa situazione odierna :
    Per comprendere il problema Israele-palestina bisogna tornare indietro di oltre 100 anni.
    Sostanzialmente israele non esisteva, c’era l’impero turco che aveva conquistto gran parte di quelli che poi sono diventati via via stati indipendenti.
    Ma prima in egitto, è stato costruito il canale di suez, visto questo, inglesi e francesi partirono alla conquista.
    In palestina c’erano solo 15 mila ebrei e non c’era israele, ma bensi uno stato interamente arabo.
    Gli inglesi che lo conquistarono chiesero aiuto internazionale, nel frattempo si formò lo stato ebraico, che militarmente era forte e che aveva appoggi internazionali.
    Gli arabi non riconoscono questo stato, in quanto fino a pochi anni prima quello era uno stato unico e arabo.
    Mentre a occidente in molti hanno riconosciuto israele.
    15 mila ebrei solo pochi anni dopo divennero 60 mila e aumentarono sempre piu.
    Gli israeliani continuarono con le loro avanzate ed hanno dichiarato guerra ad ogni stato confinante che nel frattempo si era reso indipendente dal vecchio impero turco e dai colonizzatori europei, e ad ogni guerra conquistarono terreno fin quando non vi fu la reazione dell’egitto e della siria che a riuscirono a recuperare alcuni territori.
    Questa è la premessa storica, molto importante.
    Resta da stabilire se vi può essere convivenza pacifica tra israeliani e arabi.
    Questo è il punto, la guerra non si fa per gioco, ma perchè non si va d’accordo, e molto spesso non si riesce ad andare d’accordo.

     
  • giamps78 22:09 il 30 August, 2015 Permalink | Rispondi
    Etichette: migranti   

    Non basta preoccuparsi dei morti nel mediterraneo o nei tir 

    I migranti che muoiono in mare o nei TIR in direzione di alcuni stati europei in precedenza hanno subito mesi di violenze, hanno dovuto in alcuni casi svolgere lavori forzati, in altri hanno subito violenze fisiche e prigionie per molti mesi.

    Non basta fermarsi a guardare i morti nel mediterraneo e nemmeno quelli nei tir solamente perchè il problema pare toccarci da vicino, scordando tutto il resto.

    Come ho ripetuto varie volte il problema non è europeo è internazionale.

    Per questo motivo servono campi profughi negli stati da dove provengono i profughi, gestiti dall’ONU,serve costruire isole dove non c’è la guerra all’interno degli stati dove c’è la guerra.
    Non per prevenire in modo diretto i “viaggi della morte” ma per prevenirli in modo indiretto.
    I viaggi della morte inizialmente non si fermeranno, ma i profughi vengono riaccompagnati nei campi profughi del paese di provenienza dove non trovano la guerra ma trovano l’ONU ed il suo esercito, vanificando il viaggio della morte.
    Zone franche dove non c’è il controllo del singolo stato ma dell’ONU, dove è fornito il cibo, l’acqua, le cure mediche.
    Piu queste zone si ingrandiscono piu l’ONU avrà necessità di un intervento in quello stato per portarlo ad una normalità, pensando alla difesa dei civili, non al controllo dello stato.
    Si tratta di una operazione costosa ma propedeutica.
    Non può invece funzionare la costituzione di punti di controllo dove chiedere lo status per poi essere trasferiti.
    Questo non toglie i viaggi della morte ma aggiunge ulteriori profughi a quelli che intraprendono i viaggi della morte.
    Vanno invece costituiti dei campi profughi all’interno di ogni stato dove è in corso una guerra e vanno accettati solo i profughi provenienti da quel singolo stato, gli altri devono essere portati nei relativi campi del proprio stato.
    Ognuno di questi campi deve avere delle attività fatte dai profughi stessi, che si danno una mano l’un l’altro nel fare le cose di tutti i giorni, riducendo il numero di personale dell’ONU, presente con uomini che difendono l’incolumità delle persone e dei i medici.

     
  • giamps78 13:21 il 29 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    La costituzionalizzazione della “ghigliottina fiduciaria” 

    Il nuovo articolo 77 della legge costituzionale boschi prevede la costituzionalizzazione della ghigliottina,inglobata al voto di fiducia.

    il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto.

    Quindi 63 deputati della camera oppure meno di 10 deputati nella commissione possono non solo sostituire il presidente della camera per l’applizione della ghigliottina, ma tolgono perfino l’impaccio al governo che non dovrà nemmeno piu chiedere la fiducia!

    E’ incredibile, perchè almeno oggi si conosce il responsabile, domani le tutele e le garanzie scompariranno e non ci sarà nemmeno un colpevole e si eviteranno perfino le code per la votazione nominale!

    L’articolo 77 dice tante belle parole sulla proporzione delle commissioni in base ai gruppi parlamentari ma non considera minimamente che il regolamento viene scritto a maggioranza(e su questo la costituzione lascia fare) e che dunque qualunque minoranza otterrà il premio di maggioranza potrà modificarlo a suo piacimento.

    Infatti nella costituzione tengono a precisare che esistono i diritti delle minoranze, peccato che se non sono scritti diventano tante belle parole inapplicate, un cosmetico, un trucco,un falso storico.

    Scrivono che ci sono i diritti delle minoranze per eliminare i diritti delle minoranze.

     
  • giamps78 12:20 il 29 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    L'orrore costituzionale della madrina costituente 

    Giusto per fare un semplice esperimento ho preso la legge costituzionale boschi e ho semplicemente inserito le modifiche della nuova costituzione in quella vecchia così da poter leggere gli articoli per intero, così come la vedremo stampata su qualsiasi libro, quando, speriamo di no, sarà approvata.

    Ho trovato degli errori ORRIPILANTI.

    Ad esempio la modifica dell’articolo 77 fa venire i capelli dritti!

    In quanti giorni deve essere convertito un decreto?
    In 60 giorni o in 40 giorni?

    La legge Bischi scrive 40 giorni, ma le modifiche costituzionali contenute in quella legge NON CANCELLANO i 60 giorni.

    Avete capito benissimo, le parole “entro 60 giorni” NON SONO CANCELLATE!.

    “”decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione”

    Questa frase non è stata cancellata!

    in piu nella legge boschi compare la seguente frase

    L’esame, a norma dell’articolo 70, terzo e quarto comma, dei disegni di legge di conversione dei decreti è disposto dal Senato della Repubblica entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera dei deputati. Le proposte di modificazione possono essere deliberate entro dieci giorni dalla data di trasmissione del disegno di legge di conversione, che deve avvenire non oltre quaranta giorni dalla presentazione.

    Ora non si capisce bene se quei 40 giorni si riferiscono alle proposte di modificazione del senato che poi devono essere riconsiderate dalla camera nei rimanenti 20 giorni.

    Non si capisce che cosa “deve avvenire” , il disegno di legge di conversione “deve avvenire”?

    Forse il disegno di legge “deve avvenire convertito”!

    Ahh, forse le proposte di modificazione “deve avvenire” (o forse devono avvenire?!?).

    Bho, chiedermo lumi alla madrina costituente.

    Un momento, non vuoi mai che prima la costituzione parla di perdita di efficacia da parte dei decreti e poi subito dopo obbliga il parlamento a convertire un decreto.

    Ribadisco,il secondo periodo, quello che contiene i 60 giorni per la conversione dei decreti non è cancellato, e lo si capisce benissimo in quanto si sostituiscono al sui interno solo 2 parole, ergo tutto il resto è valido.

    Credo vada fatta una legge costituzionale interpretativa, chiedendo prima lumi alla madrina, in quanto non si capisce proprio che cavolo è sta cosa, oppure vanno riscritti i libri di italiano per avvicinarci tutti alla modernità culturale della neo-lingua fiorentina nel nuovo millennio.

    Tra parentesi, ad un primo veloce confronto con il numero di parole e di righe del vecchio articolo 77 con quello nuovo si evince un raddoppio, di parole e di righe, molto piu difficili da leggere, non adatte nemmeno a chi studia diritto pubblico!

    Taglieremo la costituzione a metà, quella leggibile e quella illeggibile!

     
  • giamps78 09:13 il 29 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    L'interesse nazionale e l'ingarbugliamento costituzionale 

    La legge costituzionale del ministro Boschi, è già stata approvata in doppia lettura conforme relativamente al comma riguardante l’interesse nazionale :

    “Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.”

    Non è però specificato il metodo usato dalle due camere per misurarsi con l’approvazione di questa legge promossa dal governo,vi può dunque essere un contrasto con quanto affermato nell’articolo 10 della legge Boschi, che modifica l’articolo 70 della costituzione in cui si dice chiaramente che su leggi che riguardano determinate materie serve una legge approvata da entrambe le camere con il meccanismo paritario e perfetto.

    Quindi è chiaro il contrasto che si ha nel momento in cui in futuro un governo prenda l’iniziativa per far valere l’interesse nazionale che tocca, anche minimamente, una delle materie elencate nell’articolo 70 della costituzione.

    Vi è poi un terzo fattore, l’articolo 116, anch’esso riformato dalla legge costituzionale Boschi, anche se non in maniera profonda, prevede un terzo strumento di decisione per la devoluzione di specifiche competenze statali alle regioni ordinarie ed in questo caso non solo è richiesto il bicameralismo paritario e perfetto, cioè la conformità delle letture tra camera e senato ma anche la maggioranza assoluta di entrambe le camere.

    Quindi si potrebbe avere una situazione in cui la camera dei deputati a maggioranza semplice tramite l’interesse nazionale potrebbe valere di piu di un voto a maggioranza assoluta dato non solo dalla stessa camera dei deputati, ma anche dalla maggioranza assoluta del senato.

    P.S.
    E’ indispensabile dunque prima di tutto chiarire il procedimento legislativo riguardante l’interesse nazionale e poi se è la sola camera dei deputati a doversene occupare magari aggiungere una maggioranza qualificata che possa andare oltre il premio di maggioranza dato con la legge elettorale.

     
  • giamps78 08:34 il 29 August, 2015 Permalink | Rispondi  

    La “devoluzione flessibile” dell’articolo 116 della costituzione 

    Ho notato che la legge costituzionale entrata in vigore nel 2001 ed attualmente in vigore contiene già il principio della “devoluzione flessibile” di cui parlavo in un mio precedente articolo relativamente alle competenze dello stato date alle regioni, limitatamente ad alcune materie.

    Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge e’ approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.

    Quindi questo principio è già costituzionalizzato.

    Ritengo che non abbia senso scrivere per inciso le competenze dello stato e delle regioni, molto meglio sarebbe l’attuazione completa della “devoluzione flessibile”.

    Le due camere che a maggioranza assoluta e con legge semplice possono approvare la devoluzione o l’accentramento di poteri.

    E se dunque deve esserci l’interesse nazionale, questo non può essere confuso con l’interesse politico di chi governa una sola camera con premio di maggioranza.

    Se c’è violazione dell’interesse nazionale anche il senato deve prendere parte alle decisioni, con un bicameralismo paritario e perfetto.

    Solo in questo modo il senato può essere considerato delle autonomie, altrimenti, non vi può essere fattivamente alcuna autonomia se un governo nazionale(che rappresenta la minoranza dei cittadini) può indiscriminatamente votarsi una legge senza che il senato abbia voce in capititolo, se si esclude una semplice “richiesta di rettifica” all’altra camera.

    E’ evidente che questa disparità va colmata e dunque buona parte delle materie dovrebbero poter essere devolute dallo stato alle regioni e dovrebbero poter essere eventualmente riprese dallo stato attraverso una legge semplice con lettura paritaria e perfetta e voto a maggioranza assoluta di entrambe le camere.

    Ed ecco che buona parte del titolo V della seconda parte della costituzione potrebbe trasformarsi in legge semplice ed essere tolta dalla costituzione, per poi per essere modificata con il nuovo procedimento della maggioranza assoluta della camera dei deputati e dal nuovo senato(delle autonomie).

    Un senato infondo infondo è titolare della rappresentanza dell’interesse nazionale, in quanto è l’unione delle istanze locali, quindi al pari della camera dei deputati dovrebbe avere voce in capitolo.

     
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