Proposta : Divisione in due della RAI senza privatizzazione

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La cosa piu semplice ma al tempo stesso piu difficile sarebbe stabilire un doppio bilancio della RAI, uno che ha come entrate i soldi derivanti dal canone, l’altro i soldi derivanti dalla pubblicità.

Lo so che a parole sembra facile, che risulta difficile stabilire quali programmi siano di servizio pubblico e quali no, ma basterebbe cominciare da quelli che sono condotti da presentatori che prendono tanti soldi, dalle trasmissioni piu seguite ed affermare che le loro remunerazioni, i costi delle trasmissioni sono totalmente pagati tramite la pubblicità.

Cioè risulta piu facile partire dalle trasmissioni che non rappresentano un vero ed “essenziale” servizio pubblico e quindi sfogliare la margherita e poi dichiarando i programmi rimanenti di servizio pubblico.

Ovviamente questi ultimi devono avere un proprio consiglio di amministrazione, così come un proprio bilancio, e ci deve essere anche il parlamento, ma anche gli enti locali nella creazione e nel controllo dei palinsesti.

Dunque seguendo questo filo logico non c’è una vera privatizzazione della RAI, c’è una promiscuità di canali e di programmi.

I programmi che si pagano con il canone non dovranno avere pubblicità, i programmi che si pagano con la pubblicità non avranno il tetto pubblicitario, o meglio, nel complesso delle ore di trasmissione il tetto pubblicitario attualmente in vigore sarebbe rispettato, considerando appunto che c’è una parte delle trasmissione dove non c’è pubblicità e l’altra dove questa è libera.

Per quanto riguarda la vigilanza del parlamento, esso riguarderderà i contenuti solo ed esclusivamente della parte di trasmissioni dove viene pagato il canone, l’altra parte avendo un proprio consiglio di amministrazione potrà operare senza essere chiamata in causa.

Ricordo che è stata l’europa a chiedere alla RAI di fare due bilanci e che anche la commissione di vigilanza aveva formulato questa richiesta, ma la Presidente Tarantola ha detto che era impossibile.

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