La favoletta dei 100 lavoratori, mercato e lavoro

Supponiamo di avere uno stato nazionale che ha una forza lavoro di sole 100 unità, non consideriamo ne pensionati ne giovani.
Supponiamo che questo stato nazionale abbia una sola azienda funzionante sul proprio territorio e che ci sia l’occupazione piena, cioè che tutte e 100 le unità siano occupate presso la medesima azienda, che dunque la disoccupazione sia a zero.
Questa azienda produce ogni cosa di cui quelle 100 persone hanno bisogno,lo stipendio delle 100 unità lavorative è di 500 denari e il costo medio di vendita dei prodotti creati in quell’azienda è di 50 denari per ogni pezzo.
Ora supponiamo che ci siano delle innovazioni tecnologiche che permettono a quell’azienda di produrre gli stessi identici prodotti, cioè quelli acquistati successivamente da quelle 100 persone, ma di crearli ad un prezzo inferiore passando dal costo di 50 al costo di 30 per ogni pezzo.
In cambio però l’innovazione tecnologica chiede che vengano licenziate 30 di quelle 100 persone.
Succede allora che il prezzo del prodotto cala di 20 unità ma diminuiscono anche coloro che possono permettersi di acquistare tali beni, cioè l’azienda vende un numero inferiore di prodotti, e va in sovraproduzione di beni, cioè è costretta ad abbassare ulteriormente i prezzi per poter produrre la stessa quantità di pezzi.
L’azienda vede una ulteriore opportunità investendo nuovamente in tecnologia, il prezzo si abbassa da 30 a 15, però è costretta a licenziare ulteriori 40 lavoratori.
Succede dunque che in quello stato ci sono solo il 30% di occupati, e il 70% di disoccupati, ma la capacità produttiva di quello stato e di quell’unica azienda permette di creare pezzi per tutti.
Aumenta così la povertà, per evitare tumulti quello stato decide di istituire un reddito minimo garantito, contro la povertà assoluta che ormai è diventata una piaga della società.
All’azienda vengono aumentate le tasse, il prezzi dei prodotti venduti tornano a 50 denari, ma solo il 30% della popolazione lavora, mentre l’altro 70% è mantenuto dallo stato.
A questo punto lo stato si gemella con altri stati e firma un trattato di libero scambio, entrano prodotti senza alcuna tassa doganale.
A questo punto accade però nell’altro stato i cittadini vengono pagati con meno denari, la disoccupazione è bassa, e di conseguenza anche senza investimenti in tecnologia il prezzo di quei prodotti è di 20 denari.
Nei punti vendita i prodotti non sono segnati con l’etichetta, i cittadini di entrambi gli stati non sanno se stanno comprando qualcosa che proviene da uno piuttosto che dall’altro stato.
La storiella continua, non è molto distante dalla realtà, quando le macchine potranno sostituire l’uomo nella produzione di beni, e già sta succedendo in molte parti del mondo.

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