Gli economisti sono corrotti dall’idea di capitale

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Abbiamo un problema…
il mondo gira a rovescio.

Nel mondo che va nella direzione giusta i capitali che girano sono in perdita, invece qui si è costruito tutto al contrario, il capitale finanziario è molto ambito e ricercato e ci si guadagano sopra molti denari con i tassi di interesse.

Teoricamente le cose dovrebbero funzionare al contrario, l’economia reale, il vendere prodotti e servizi non dovrebbe comportare una tassazione, anzi dovrebbe permettere una detassazione rispetto a tutte le altre attività, in modo da favorire il lavoro e l’impiego su tutto il resto.

Vice versa i capitali, quelli che non producono lavoro ma producono debiti insostenibili sono praticamente esentasse se confrontati con l’imposta indiretta sul valore aggiunto che può arrivare a superare anche il 20%.

Purtroppo questi alti economisti non arrivano a capire che abbiamo superato il limite, loro pensano ancora che questi limiti non esistano.

Parlano ancora di riforme da fare, cianciano a casaccio.

Il problema oggi è l’irreversibilità di questa situazione.

Infatti quelli che hanno i capitali sono anche quelli che controllano le economie e soprattutto la politica.

La politica è quella che in teoria dovrebbe essere capace di risolvere una volta per tutte questo problema.

Ma il sistema è corrotto dalle fondamenta, non sono gli economisti a non essere capaci, sono molto capaci, ma sono tutti corrotti non dal capitale ma dall’idea di capitale.

A loro non serve la mazzetta reale, a loro basta la mazzetta ideale, poi chiudono gli occhi e sognano tutta la terra con una sola moneta, un solo parlamento mondiale, un solo esercito mondiale, telecamere e controlli ovunque contro il terrorismo(che loro hanno indiscutibilmente provocato).

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