Federalismo, centralismo democratico e gabbie salariali

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Chi lavora all’interno di enti pubblici con competenze affidate a un certo livello di governo è remunerato da quel livello con tasse proprie.
Questo è federalismo, che è il contrario del centralismo democratico istituzionalizzato dove lo stato è padrone di tutto.
Questo implica che ogni livello di governo abbia competenze sclusive, determinate nella costituzione, fisse nel tempo e non ballerine, che l’anno prima ci sono poi se le riprende lo stato poi cambia il governo e vengono ridate all’ente e così via un gran tira e molla che non fa bene alle istituzioni.
Questo implica che un livello di governo superiore non deve in alcun modo uscire dal suo recinto, le competenze devono essere chiare, non ci devono essere competenze residuali incognite.
Una regione non dovrebbe poter spendere risorse a favore di iniziative che non rientrano nelle competenze appositamente affidate dalla costituzione, magari per aiutare un comune.
Altrimenti invece del federalismo si costruisce un multi-centralismo dove l’ente piu grande opera sulle stesse funzioni dell’ente piu piccolo e si moltiplicano i livelli di governo e di spesa.
Quindi se si dice la regione si occupa di sanità, gli operatori sanitari e tutti coloro che lavorano all’interno di questo ambito devono essere pagati con tasse regionali, l’equivalente di tasse statali deve essere tolto.
Che non è esattamente ciò che sta succedendo oggi, dove lo stato e il governo prendono tasse provinciali, costituzionalmente protette, e le usano per tutt’altri scopi.
Lo stato taglia ai comuni e alle regioni, incamera piu denaro dando 80 euro di bonus elettorale mentre gli enti locali aumentano le proprie tasse.
Il risultato è l’eliminazione di un senato elettivo e delle province elettive, ulteriori promesse sull’IMU e ulteriori pasticci.
Ogni ente pubblico deve avere una sua specifica tassa, all’interno della quale ci deve essere l’elenco trasparente delle voci che la compongono ognuna accompagnata dalla relativa cifra e che ne descrivono lo scopo di utilizzo, deve avere mano libera su questa tassa, ed i cittadini con il loro voto stabiliscono se il governo locale ha usato bene i propri soldi.
In piu, ci deve essere il controllo della spesa effettuata da un diverso ente, sempre eletto dal popolo, e la responsabilità del controllo della spesa dovrebbe essere affidato all’ente di poco superiore, ed in questo caso un senato delle garanzie avrebbe fatto da collante potendo controllare sia le spese del governo nazionale che quelle delle regioni.
Invece in questi anni le regioni hanno potuto spendere senza controlli, creando buchi di bilancio.
Infine ogni ente pubblico dovrebbe avere autonomia contrattuale e cioè si dovrebbero creare le gabbie salariali.

Il 70% di ogni tassa viene incamerata dallo stesso ente che può stabilirne l’ammontare, il restante 30% entra in un fondo gestito dall’unione degli enti dello stesso livello di governo(UCI,UPI,etc etc) ed è un fondo di solidarietà nazionale, che però può essere utilizzato solo ed esclusivamente per le competenze costituzionali affidate a quegli’enti e non per altre.

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