Il TTIP e l'invasione alimentare

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Mentre per quanto riguarda il TTIP l’ultimo problema è l’arbitrato, infatti verremo invasi da prodotti americani,canadesi ,messicani etc etc…
Si perchè se non lo sapete stiamo firmando anche con loro questo trattato e loro dovranno firmare.
A noi ci hanno detto che conteremo di piu, che le nostre aziende avranno un valore maggiore perchè produrranno beni di qualità(e prezzo) superiore, che verranno eliminati i marchi copia(tipo parmesan).
La realtà sta però uscendo fuori pian piano, ad esempio la notizia della possibilità di fare formaggio senza latte e l’obbligo di lasciare libertà di vendita a tali prodotti, sommato alla libertà di avere etichette che non favoriscono il consumatore nelle scelte, lascerà che sia solo il prezzo del bene a fare la differenza, e com’è noto, anche grazie ai problemi economici che gran parte della popolazione ha, i prodotti meno costosi avranno vendite maggiori, condannando coloro che fanno qualità ma non internazionalizzazione.
In poche parole ci saranno poche grandi marche italiane, che saranno multinazionali del cibo di qualità riconosciute in tutto il mondo, mentre qualsiasi altro prodotto sarà sottoposto a tali stress economici-produttivi da far morire buona parte delle nostre produzioni per lasciar posto a quelle degli altri.

Questo significa che in apparenza l’Italia continuerà ad essere conosciuta per il cibo e la cucina, ma sarà solo una piccola nicchia ad aprofittarne, e sarà quella sotto i riflettori dei media, per tutti gli altri la situazione della qualità alimentare peggiorerà e di molto.

A fronte di tutto questo, non basta nemmeno la richiesta minima dell’etichettatura “100% made in”, che permette al consumatore di sapere che quel cibo è fatto interamente in Italia durante tutta la catena produttiva, che dunque non contiene OGM, che permette di capire se il formaggio è fatto solo con latte fresco.

Questa etichettatura non basterebbe, non basterebbe mettere sulle etichette di esposizione del prezzo, e sulle confezioni, la bandierina italiana, ma sarebbe comunque l’inizio per difenderci dall’invasione, perchè i cittadini scegliendo quel cibo stanno dando lavoro ai loro concittadini.

E non ci sarà nemmeno il “projected in” , che indica il luogo di progettazione che andrebbe fornito ai prodotti che non hanno il made in al 100%, ma che danno lavoro a nostri ingegneri.

Ecco, nemmeno questo verrà fatto, pur non essendo sufficiente a garanzia del lavoro italiano è giudicato troppo, la proposta europea per il “made in” sarà la solita scorr****a

Ci dicono che, adirittura, le nuove etichette, a differenza di quelle usate fino a ieri, non conterranno piu nemmeno l’indicazione dello stabilimento dove i prodotti vengono confezionati, che tra l’altro non significava nemmeno indicarne la vera provenienza.

I polli siamo noi.

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