Tassa pubblica per la stabilizzazione del mercato borsistico.

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Questa tassa vale il 3% del valore di qualsiasi azione scambiata nel mercato borsistico, ma non finisce nei bilanci dello stato, serve per alimentare un fondo che contribuisce alla stabilizzazione dei prezzi delle azioni stesse, quindi è una granzia sui prezzi.

Supponiamo che ci siano 100 azioni, ognuna che ha valore 1 €, il valore totale è di 100 €.

L’acquirente pagherà 1€ e 3 centesimi per azione, dunque solo nella prima fase di contrattazioni la tassa pagata sarà di 3€, cioè il valore di 3 azioni.

Mano a mano che il tempo passa le azioni continuano ad essere scambiate e continua a salire il numero di azioni che possono essere acquistate dall’ente di sicurezza in caso di necessità.

Supponiamo ora che il valore delle azioni passi da 1€ a 2€ , con il trascorrere del tempo, maggiore sarà il numero delle azioni scambiate, maggiore sarà la soglia di sicurezza contro la speculazione.

Supponiamo ora che la soglia di sicurezza creata con questa tassa arrivi al 50% del valore delle azioni.

Supponiamo poi che una manovra speculativa porti le azioni a dimezzare il proprio valore.

Ecco che quel 50%, con il dimezzamento del valore delle azioni diventa 100%, cioè il fondo di sicurezza può acquistare tutte le azioni, dunque la società diventa totalmente a controllo pubblico.

Chi ha pagato?
Ha pagato chi ha scambiato le azioni, ci ha guadagnato il popolo, perchè il pubblico diventa proprietario e se vuole può rivendere l’azienda ricavandoci soldi, oppure può ottenere i dividendi azionari tra tutti i cittadini.

P.S. review
Si può pensare di dividere in due parti il 3%, 1,5% al momento dell’acquisto dell’azione, 1,5% al momento della vendita.
Quest’ultima è esentata per coloro che detengono l’azione da almeno 12 mesi.

Per chi non lo avesse capito questo fondo non serve per far incamerare tasse allo stato, viene pagato da chi scambia le azioni ed è a compartimenti stagni, cioè si creeranno tanti piccoli fondi di sicurezza indipendenti tra loro, e il loro valore sarà noto e di dominio pubblico.

In poche parole tramite questi soldi l’autorità di sicurezza potrà intervenire comprando azioni nel momento in cui si verifica un ribasso speculativo, e tale fondo va proprio a garanzia degli investitori, cioè di coloro che detengono le azioni.

l’autorità per la sicurezza non toglie dal mercato le azioni che compra ma le potrà rivendere solo al prezzo nominale pre-speculazione, ma quelle azioni fino a quel momento faranno parte del patrimonio pubblico, e questo serve anche per evitare che la speculazione colpisca una seconda volta, quando ingurgita aziende dopo il crollo borsistico, per pochi spiccioli.

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