Andare al G7 senza poter controllare la propria moneta, questa è l'europa!

“Io ritengo che le persone giudiziose alla Banca Centrale Europea ogni giorno discutano se fanno abbastanza per ciò che concerne il rapporto di cambio euro-dollaro, al fine di mantenere le capacità di concorrenza delle esportazioni europee”

Lo disse allarmato il cancelliere tedesco Gerhard Schröder​ l’11 l’luglio del 2003.

In quel momento il cambio euro dollaro si trovava al massimo storico di 1,14.

Il 18 Dicembre del 2003 c’è stata la risposta della Banca Centrale europea, che pubblicamente ha dichiarato quale politica avrebbe seguito, cioè quella di avere l’euro forte :

Se l’euro corre troppo la Bce interverrà a quota 1,30 dollari
L’euro oscilla attorno a quota 1,24 dollari. E ieri una fonte vicina alla Bce ha indicato come potenziale livello di intervento sui tassi di interesse 1,35 dollari. Ma nel caso di un’accelerazione in tempi rapidi della moneta unica, il livello soglia sensibile potrebbe collocarsi su quote inferiori, presumibilmente 1,30 dollari.

Il forte apprezzamento del dollaro delle ultime giornate ha comportato come conseguenza una serie di dichiarazioni da parte di fonti ufficiali della Bce, che solo in alcuni casi (vedi Wellink, governatore della banca centrale olandese) hanno segnalato preoccupazione per i risvolti in termini di crescita dell’economia europea. Il capo della Bce ha anzi oggi dichiarato (in un’intervista al WSJ) che il rafforzamento dell’Euro risponde perfettamente all’obiettivo della Bce di avere una valuta forte.
Sempre ieri, una nota agenzia di stampa, citando fonti vicine alla Bce, ha evidenziato come la Bce al momento non sia preoccupata dall’andamento della valuta domestica e che, qualora l’apprezzamento non diventi eccessivamente rapido e scomposto, il livello di potenziale intervento sarebbe collocato a quota 1,35, ossia ben lontano dai livelli (per quanto record) attuali.
Infine il capoeconomista delal Bce, Issing, ha esplicitamente dichiarato che in realtà occorre monitorare il tasso di cambio reale (il c.d. real Trade Weighted Index) più che quello nominale. In ogni caso l’Euro sarebbe vicino alla media di lungo termine e quindi non emergerebbe alcun segnale di allarme.

Fonte : http://www.repubblica.it/online/lf_le_analisi/031218cesarano/cesarano/cesarano.html
Si potrebbe andare avanti, magari citando l’allora presidente della banca nazionale francese Noyer, quando disse nel 2005 che gli stati che non credono nell’unione monetaria possono uscire, oppure quando nel 2008 ipotizzò il rialzo dei tassi di interesse,che vi fù realmente, e l’euro arrivò a 1,60 sul dollaro.

Ma con questo si vuole dimostrare che la Banca Centrale Europea ha perseguito una politica per una moneta forte, non si è mai preoccupata di questo e lo ha ritenuto normale, gli stati dell’unione al massimo potevano mettersi al tavolo del G7, il 31 Dicembre 2003, per parlare di euro, ma non avevano in mano il pallino del gioco.

Andare al G7 e senza poter controllare la propria moneta, questa è l’europa!

Ecco, Schroeder disse solo metà verità, quella riguardo alle esportazioni, non ha detto nulla sulla metà riguardante le importazioni, che diventando piu convenienti facilitando delocalizzazioni all’estero delle imprese europee, creando concorrenza sleale con le merci prodotte qui, alzando la disoccupazione, facendo aumentare le tasse e di fatto rendendo indispensabile l’austerità.
Poi il cambio arrivò perfino a 1,60, questo basta per capire di chi è la colpa di quello che è successo?

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