Ecco perchè l'I.R.A.P. è moralmente incostituzionale

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Il posto di lavoro sparisce quando la manodopera costa troppo rispetto alla programmazione e all’automazione.
Ci sono delle leggi di mercato che permettono di sapere in anticipo quali lavori spariranno.
Spariranno innanzitutto i lavoratori nelle grandi industrie, perchè sono quelle che producono il maggior numero di articoli e sono quelle piu facili da automatizzare.
Spariranno ma con difficoltà maggiore anche gli artigiani, prima la tendenza sarà per farli ingrandire, per poi sostituirli.
Al capitale non interessa se i beni ed i servizi sono creati con l’ausilio di lavoratori in carne e ossa o se vengono fatti dai robot, ai capitali interessa avere il proprio rendiconto, se restano per strada le persone è un problema degli ordinamenti statali.
Tutto è lavoro, anche l’acqua che passa sotto un ponte, o il vento che fa girare la pala eolica produce lavoro, così come un robot in una fabbrica lavora.
La costituzione afferma che la repubblica è fondata sul lavoro, ma non intende certo il lavoro dei robot, possiamo affermare dunque che l’automatizzazione delle fabbriche è in qualche modo incostituzionale.
Più precisamente l’articolo 4 comma 1 afferma che tutti i cittadini hanno diritto al lavoro, ma se l’automizzazione produce disoccupazione allora tale operazione dovrebbe risultare incostituzionale.
Si può rispondere che l’automizzazione produce ricchezza, che con la ricchezza il capitale paga le tasse, che quelle tasse possono servire per dare un reddito di cittadinanza.
Ma anche in questo caso si tratta di incostituzionalità, infatti la costituzione non dice che basta eliminare idilliacamente la povertà, non fornire ipoteticamente a tutti delle cure mediche gratuite ed universali, non basta fornire cibo, la costituzione dice che il lavoro è un diritto di tutti i cittadini.
Non viene dunque descritta una repubblica dove c’è il lavoratore benestante che paga le tasse che vanno a finire all’incapiente incapace di entrare nel difficile e moderno mondo del lavoro.
Viene invece descritta una repubblica dove il lavoro non deve essere al passo con i tempi, deve cioè esserci, se serve, anche posti di lavoro costruiti artificialmente, posti anche al di fuori del mercato globalizzato del lavoro, fuori dalla competitività internazionale, dove i cittadini occupati pur non essendo delle cime in quello che fanno, possono sentirsi realizzati.
Ecco che dunque la costituzione è la prima ad andare contro questo capitalismo, è la prima a dire che la repubblica deve apertamente entrare nell’economia, che deve essere interventista rimuovendo i vincoli che impediscono la partecipazione dei cittadini al mondo del lavoro.
Dunque la costituzione non afferma implicitamente che il lavoro automatizzato è incostituzionale, ma afferma che il lavoro umano è un valore, e dunque se c’è una tassa in piu sull’automatizzazione ed una in meno sugli occupati in carne ed ossa si stà semplicemente cercando di rimuovere un vincolo.
E dunque come si può ben capire una tassa come l’IRAP, che in realtà andrebbe chiamata con il suo vero nome, e cioè EUROTASSA, creata dal 1° governo di Romano Prodi​, che è maggiore tanto maggiore è il numero di occupati ed è piu bassa quanto maggiore è il livello di automatizzazione, non può che essere considerata moralmente incostituzionale.

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