La speculazione finanziaria mondiale e la stampa di banconote

La Svezia ha visto alzare il valore della sua moneta del 2% perchè attrae capitali sopratutto europei, per questo motivo ha i tassi di interesse e di deposito negativi.

L’errore classico sarebbe stato quello di guardare e non fare nulla, di dire perfetto, gli investimenti vengono da noi, quindi va tutto bene.

In realtà gli svedesi si rendono conto che una moneta che si rafforza crea dei problemi seri di sradicamento dell’economia da un paese, cioè tende ad escludere l’economia reale facendo crescere l’economia della finanza, questo porta a vivere al di sopra delle proprie possibilità pensando di essere in un periodo florido, in realtà si innestano dei meccanismi totalmente negativi, dal punto di vista sociale prima ancora che economico.

La soluzione l’anno trovata, rendendo piu sconveniente l’arrivo di capitali stranieri, grazie diminuendo i tassi di interesse che già erano negativi.

In pratica hanno detto : se volete prestarci i soldi va bene, ma dovrete guadagnare meno, anzi in questo caso perderci, e tutto questo va a favore della svezia che riceverà il pagamento di interessi invece che doverli pagare.

Si è esattamente il contrario del funzionamento ideale descritto da molti econocrati.

Ma la Svezia non si è fermata qui, ha deciso di stampare ulteriori 45 miliardi, in barba ai capitali degli investitori privati.

Queste due manovre servono per evitare che la moneta svedese si apprezzi.

Un sassolino dalla scarpa me lo voglio levare, ci sono banche che possiedono migliaia di miliardi, che possono investire sia in titoli di stato sia nello scambio di valute.

Anche uno stupido può capire che grazie alla leva presente nel cambio di moneta e grazie a grossi investimenti nei titoli di stato si può creare artificialmente un profitto.

Se ad esempio ho una quantità di soldi molto elevata e voglio raddoppiarli, mi concentrerò nel comprare titoli pubblici di un solo e unico stato, non mi interessa se gli interessi sono negativi, e farò aumentare il valore di quella valuta nazionale, ma prima di fare questo comprerò molte monete di quel paese con il trading e con la leva con valori massimi.

A quel punto ottenuta la “vincita”, cioè ottenuto il valore della moneta che mi interessa posso fregarmene se perdo qualche cosa sui titoli che hanno interesse negativo, in quanto ho almeno raddoppiato i soldi puntati sulla moneta che si rafforza ed essendo io che decido quando togliere i capitali da quello stato, sò esattamente quando è arrivato il momento di ritirare tutto quanti.

naturalmente questa ardita speculazione è permessa, è legale, non c’è nemmeno una tassa che possa in qualche modo portare moralità, e alla fine se qualcuno guadagna qualcun’altro ci perde.

Chiusa questa parentesi si ritorna alla Svezia.

La Svezia disincentiva i capitali esteri, stampa banconote e tenta di far calare il valore della sua moneta, stampando 45 miliardi.

La manovra è perfetta, ma a questo punto manca una cosa : cosa ci fai con i soldi che hai stampato?

La risposta piu ovvia ma che nessuno vuol sentirsi dire è : si fanno investimenti pubblici in deflazione tecnologica, per diminuire i costi, migliorare la competitività, trovarsi delle infrastrutture al passo con i tempi e diminuire il costo della vita e del lavoro.

Il tutto dovrebbe essere fatto con misure una tantum senza alimentare la spesa corrente e sotto l’sservanza delle regole di bilancio e dell’austerità.

La deflazione tecnologica in questo momento storico riguarda sopratutto l’energia, e dunque il risparmio energetico e la produzione energetica.

In poche parole spendere meno, spendere meglio, ottenendo di più e facendo abbassare i costi di produzione e i costi per tutti i cittadini.

Attenzione, si stampa denaro per alimentare la deflazione, ma la stampa di denaro fa aumentare anche l’inflazione, ma il surplus di investimento è dato dal valore della moneta che si abbassa, con il risultato di avere maggiore competitività e migliore propensione all’offerta tecnologica, cioè progresso.

I’errore di base è pensare che il mercato fa fallire che non merita di stare nel mercato.

Invece se c’è l’investimento in deflazione tecnologica rientrano nel mercato prodotti che prima ne erano usciti, creando prosperità in quanto il loro prezzo è piu basso.

Il tutto condito con il miglioramento della salute e dell’ambiente per i cittadini.

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