E il federalismo religioso?

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Inutile nascondere che nel mondo ci sono varie velocità nell’evoluzione dei popoli, ed in alcuni casi si assiste a delle involuzioni democratiche.

Alcune volte è anche difficile distinguere l’evoluzione dall’involuzione e viceversa.

La divisione tra religione e stato è un punto cruciale.

Abbiamo l’esempio dell’Italia, con la divisione tra stato e chiesa, dove la chiesa utilizza l’autorità morale per cercare di dettare le sue scelte, che oggi è andata in crisi non avendo piu un partito politico di riferimento all’interno delle aule parlamentari.

Nei paesi occidentali non c’è il voto da parte del popolo per decidere le cariche ecclesiastiche e queste cariche non hanno comunque alcun ruolo nella vita politica se non una presunta autorità morale.

In alcuni paesi islamici c’è un filtro delle autorità religiose che possono impedire candidature alle cariche politiche, ma anche qui, non c’è una vera votazione per scegliere l’autorità religiosa.

Una via di mezzo che oggi non esiste in nessuna parte del mondo ma che potrebbe trovare applicazioni pratiche in alcuni luoghi potrebbe essere costituita da un bicameralismo nel quale in una camera vengono eletti esponenti di partiti politici, nell’altra vengono eletti gli esponenti religiosi.

In realtà la cosa piu semplice da fare è un sistema di poteri bilanciato con un bicameralismo perfetto e paritario senza elezioni dirette di premier o di presidenti della repubblica.

Ma non è escluso anche un mix di poteri e di pootestà legislative.

Infondo pensandoci ci si accorge che la seconda camera nei paesi occidentali riguarda i territori, mentre una seconda camera nei paesi arabi potrebbe riguardare la religione, cioè l’avere un luogo di discussione in rappresentanza dei cittadini, ed anche il dare valore alla religione all’interno della via pubblica.

Una via di mezzo tra chi vuole un califfato e chi vuole eliminare qualsiasi religione dallo stato.

Certo poi gli equilibri possono variare molto a seconda dei poteri che vengono dati alle camere e alle leggi elettorali.

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