L’ipocrisia americana : i polli crescono bene

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“il signore vuole che togliamo la bandiera confederata” , parole applaudite di Barak Obama, il presidente degli Stati Uniti d’America al funerale del senatore ucciso da uno spietato killer,a cui il padre aveva donato una pistola per la festa di compleanno, che ha usato una bandiera confederata come ispirazione per la strage contro i neri o “negri” come li ha chiamati Obama.

Al coro si sono unite le multinazionali americane : “non venderemo piu la bandiere confederate, ritireremo i diritti per le trasmissioni dei films che contengono bandiere confederate” etc etc.

A questo punto invito a guardare i videogiochi contenuti nello stanzino di quel giovane killer, non sia mai che si scopra qualche sparatutto dove il sangue schizza ovunque, oppure che si cerchino i suoi film preferiti, non sia mai che si trovi qualche scena dove il protagonista ha in mano un fucile, una pistola, e comincia a sparare.

In realtà tutti i film e tutti i videogiochi di azione contengono scene racrapiccianti, e c’è gente che viene indottrinato alla violenza.

Si dirà che è solo un gioco, che la realtà è diversa, che c’è l’america è un grande paese dove c’è la piena libertà e nessuna limitazione alla capacità di espressione, anche se si tratta di violenza.

Insomma, è facile togliere l’indifesa bandiera confederata dai film, è facile da additare e da abbattare, è facile togliere, mentre i videogiochi che permettono a dei minorenni di uccidere virtualmente sono perfettamente in linea con lo stile di vita americano.

Infondo non c’è razzismo nei videogiochi, non si tratta di uccidere i neri e lasciar stare i bianchi, si tratta solamente di uccidere e questo non è fonte di odio, è fonte di maturazione verso una società migliore, piu consapevole.

La fantasia a volte sembra superare di gran lunga la realtà, sembra indirizzare la realtà.

Mi piacerebbe sapere per quante ore hanno giocato i terroristi dell’ISIS a qualche sparatutto virtuale, in squadra, si perchè si gioca così, ci sono i gruppi, ci si muove, e bisogna uccidere prima di essere uccisi.

Viva la libertà della grande società americana, un grande pozzo senza fondo che riesce ad andare sempre piu in basso in nome dei guadagni forniti con il televangelismo e con l’adrenalina degli spettatori.

Onestamente preferisco lavorare come schiavo in una piantagione di cotone piuttosto che essere colonizzato da queste belve americane, a patto però che il cotone sia buono, che sulla pelle faccia il giusto effetto, quindi inevitabilmente non può essere quello OGM che i bravi scienziati americani con le loro multinazionali hanno ricavato dai loro laboratori.

The show must go on, i polli sono sempre piu grandi, l’ipocrisia americana è vittima di se stessa e quel che è peggio vuole contaggiare il resto del mondo in maniera definitiva.

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