muta-forma costituzionale

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Stanno discutendo ancora sulla modifica dell’Italicum e questo nonostante il testo sia già stato pubblicato in gazzetta ufficiale dopo l’approvazione delle camere.
Succede che a volersi fare una legge elettorale ad personam, impedendo la discussione aperta e sincera, ponendo dei paletti irrinunciabili dal di fuori dell’aula o dall’alto delle posizioni di governo, ci si renda poi conto che tutto ciò che si è fatto non va bene.
Una legge elettorale, se vuole considerarsi solida non può considerare le contingenze di qualche situazione limitata nel tempo.
Non si può mettere la soglia al 35% perchè secondo i sondaggi a Marzo 2014 il Partito Democratico​ è al 35%, non si può mettere la soglia al 40% perchè il Partito Democratico a Maggio 2014 ha ottenuto il 40,8% e alcuni sondaggisti il mese dopo lo danno al 45%.
Per gli stessi motivi precedenti, non si può mettere la coalizione prima, il premio alla singola lista poi, rimodificando tutto dopo che le elezioni di medio termine fanno ipotizzare la sicura sconfitta al ballottaggio.
Perchè un premio alla lista non lo si può motivare positivamente quando ci sono i sondaggi favorevoli e negativamente quando il vento tira dall’altra parte.
Ma questo vale anche per tutti i firmatari del tanto odiato referendum sul premio alla singola lista tenutosi alcuni anni fa.
Siccome il Il Popolo della Libertà​ era il primo partito allora il premio alla lista andava bene e desideravano vincesse il “si” mentre oggi quelle stesse persone ridotte a rappresentare il 4° o 5° partito italiano gridano contro il premio alla lista.
Io ho avversato il premio alla lista così come proposto in quel vecchio referendum e avverso il premio alla lista così come proposto oggi in questa legge elettorale, almeno io una mia coerenza l’ho mantenuta, perchè sostanzialmente non mi interessa se un partito ha 10 punti percentuali in piu o in meno per fare delle valutazioni sull’opportunità di una legge.
Il mattarellum era una legge pessima, il porcellum non era un gran che ma è stato sicuramente migliore del suo precedessore che lo ricordo ha devastato il panorama politico italiano ed i cervelli degli italiani.
Entrambi davano premi di maggioranza incostituzionali ed entrambi avevano il 100% di liste bloccate, con l’assenza totale delle preferenze cioè l’assenza totale della scelta dei rappresentanti politici da parte dei cittadini all’interno dei partiti.
Che l’Italicum sia una brutta legge piuttosto che bella dipende non solamente dall’italicum.
E’ il combinato disposto di questa legge elettorale con questa costituzione creata grazie al sistema proporzionale nell’assemblea costituente dove la democrazia cristiana aveva il 35% dei voti.
Tutta l’architrave è costruita sul sistema proporzionale, sulla presenza di due camere.
Le regioni a statuto ordinario hanno visto l’elezione dei consiglieri decenni dopo l’assemblea costituente, stesso discorso per il parlamento europeo.
Tutti questi assestamenti hanno scoordinato e peggiorato il significato originario della carta costituzionale.
Tentare di porvi rimedio accentrando tutto su una sola camera, eliminado l’elezione delle province e dando ulteriori poteri all’unione europea sarebbe un colpo mortale.
E neppure il governo, che pure non si dovrebbe occupare di temi costituzionali, pare disorientato.
Ha descritto inizialmente come una grande innovazione la presenza dei sindaci nel senato, come se questo mutasse in qualche modo l’assetto spregiudicato di questo mutaforma costituzionale.
Oggi la discussione è sui consiglieri regionali, si tratta sempre di doppi incarichi, da sempre vietati nell’ordinamento italiano ma che improvvisamente diventano fonte di risparmio per le casse dello stato.
L’italicum con il premio ad una sola lista, con una maggioranza stabile, l’altra camera che serve solo per far assegnare fondi ai luoghi dove i senatori e consiglieri regionali sono stati eletti.
Se ci sarà una riforma costituzionale, i senatori che riceveranno i soldi ai territori di provenienza voteranno favorevolmente, ma saranno comunque fuori dalle scelte politiche dell’italia.
Questo significa che non ci sono contrappesi, che il premio di maggioranza dell’italicum non può essere contrastato in alcun modo, non c’è più il piccolo partitino ricattatore, c’è solo il piccolo partitino che ha ottenuto il premio di maggioranza e che prende tutto.
Tutto tutto, essendo il potere centralizzato in una sola camera, essendoci un nuovo titolo V delle competenze delle regioni.
Oggi si accorgono che la mancanza di contrappesi gli si potrebbe ritorcere contro se al ballottaggio vincesse una forza politica che non è, come previsto, la loro.
E molti chiedono di ritornare alle coalizioni, dimenticando che nei casi da loro citati le coalizioni non sono vietate per le elezioni dei sindaci.
Ma ancora una volta guardano i sondaggi del giorno prima e calcolano che se la legge elettorale fosse diversa allora eviterebbero di far accedere al ballottaggio la forza politica indesiderata, che non presentandosi in coalizione prenderebbe meno voti, e così loro eviterebbero di perdere le elezioni.
Vogliono che il premio di maggioranza venga dato anche al partito del 2%, e contemporaneamente fanno antipolitica contro i partiti del 2%!
Io invece preferisco pensare che gli elettori del partito del 2% abbiano bisogno COME GLI ALTRI e forse anche di più, di essere rappresentati in parlamento, MA CHE NON DEBBANO RICEVERE ALCUN PREMIO DI MAGGIORANZA.
Sottile differenza, si chiama coerenza.
Io preferisco pensare che l’eliminazione delle coalizioni al primo turno sia una cosa positiva, e che le coalizioni dovrebbero esserci semmai al secondo turno, dando il premio però solo alla prima lista e permettendo al massimo 2-3 apparentamenti.
Loro hanno votato l’italicum in prima lettura che diceva l’esatto opposto, coalizioni al primo turno e divieto di apparentamenti al secondo, poi hanno cambiato idea eliminando totalmente le coalizioni.
Cambiare idea è lecito ma se i motivi sono i sondaggi allora è demenziale.

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