Il falso storico sul Trattato di Maastricht

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Stavo ascoltando la presentazione del libro “NON CHIAMATELO EURO…” in cui si dice come siano illegittimi il patto di stabilità ed il pareggio di bilancio.

La tesi poi esposta dall’on. Renato Brunetta è radicalmente sbagliata.

Lui afferma che il trattato di Maastricht, quello originario, quello firmato dai politici della prima repubblica era migliore e avrebbe risposto meglio a questa crisi perchè non c’erano strani algoritmi per calcolare il 3% e perchè c’era una possibilità maggiore per i governi nazionali nelle loro politiche economiche.

La mia tesi è esattamente opposta, il pareggio di bilancio ed il vincolo del 3% sono cose estremamente positive e valide, ad aver danneggiato l’Italia e l’Europa intera è l’articolo 104, che istituì il divieto alle Banche centrali di stampare moneta per l’acquisto del debito sovrano.

Si tratta di errori strutturali importati dagli Stati Uniti d’America, come ho già ripetuto varie volte, questa crisi non è certamente cominciata ieri mattina, l’inflazione diminuisce da svariati decenni, e ancor prima di quel trattato di Maastricht si credeva ancora che fosse sbagliata la stampa di moneta per l’acquisto dei titoli di stato.

Ma dopo tutto quello che è successo, dopo questa violenta crisi economica, dopo che la FED americana ha stampato migliaia e migliaia di miliardi di dollari , dopo che anche la BCE europea, la BOI inglese, BOJ Giapponese hanno stampato denari su denari non è che per sbaglio , per pura casualità, se ne sono accorti?

Ma certo che no, figuriamoci, e allora diamo la colpa al pareggio di bilancio, diamo la colpa al 3%.

Abbiamo consegnato per decenni la nostra sovranità a dei fondi speculativi, con delle regole che ci hanno legato le mani, con le agenzie di rating a decidere degli interessi sul debito in un conflitto di interessi assurdo : o svendete il vostro patrimonio e la vostra sovranità alle nostre leggi di mercato oppure non vi diamo i soldi.

Il pareggio di bilancio è la clausula di salvaguardia CONTRO TALI SPECULATORI e le voci che si levano contro il pareggio di bilancio sono messe in giro proprio da loro, da questi spietati controllori dei capitali e delle nostre politiche.

Forse ancora non ci si rende conto del fatto che nel mondo esistono 2 tipi di economie :
1) quelle dove la banca centrale può stampare denaro per comprare titoli di debito

2) quelle dove la banca centrale non può stampare denaro per comprare titoli di debito

Se si guarda all’europa ci sono i piu grandi paesi che hanno un debito di 2 mila miliardi di euro, la Francia, la Germania, l’Italia e da poco si è aggiunta l’Inghilterra che fino a 4 anni fa aveva un debito di mille miliardi e che ora è raddoppiato.

Quest’ultimo stato, l’Inghilterra è un caso da esempio di scuola, il debito è si cresciuto, ma buona parte di quel debito è stato stampato da zero dalla BOI, e gli interessi che l’Inghilterra paga vanno alla banca d’Inghilterra che essendo di proprietà pubblica li ritorna al ministero del tesoro.

Se vogliamo è comparabile con quanto fatto da Draghi, la BCE acquista titoli e poi le banche centrali nazionali ottengono gli interessi da quel debito che viene restituito agli stessi stati nazionali.

Diciamo che non è proprio così in Italia visto che nelle privatizzazioni richieste dagli speculatori internazionali c’è stata anche quella di privatizzare la banca centrale nazionale che pertanto oggi vede tra i proprietari delle quote anche delle banche private.

E’ tutto molto semplice com’è semplice capire che l’imposta sul valore aggiunto riduce il prodotto interno lordo, riduce i consumi e fa perdere nel tempo la competitività creando inevitabilmente nuovo debito pubblico.

Senza imposta sul valore aggiunto la banca centrale stampare denaro ottenendo l’inflazione poco sotto al 5%, con il debito che non aumenta, con il prodotto interno lordo che cresce seguendo l’inflazione.

Dunque grave errore l’articolo 104 del trattato di Maastricth,così come è stato un grave errore aver scelto l’imposta indiretta sul valore aggiunto come tassa della Comunità Economica Europea nei primi anni ’70.

La crisi viene da molto distante e non è solo economica,ma è anche sociale, non si può dare la colpa al pareggio di bilancio sopravvenuto dopo.

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