Regole facebook del nuovo partito comunista : si sono fusi il cervello

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Stavo leggendo le regole del nuovo partito comunista italiano sui social network :
http://ilpartitocomunista.it/2015/06/07/regole-per-uso-facebook-ed-ogni-altro-social-netwoork/

Mi chiedo come sia possibile arrivare a tanto senza accorgersi dell’obrobrio che si sta compiendo

Io capisco che non hanno armi contro il capitalismo dopo che li ha corrosi e che li ha sconfitti, e dopo che si sono dovuti sottomettere al vincitore sono rimasti senza argomenti.

Capisco dunque che senza argomenti è inutile neppure che gli iscritti del PCI si mettano adirittura in testa di scrivere qualcosa sulla propria bacheca di facebook o di twitter.

Ma tutto questo non è accettabile, non è accettabile avere un partito di servitori ubbidienti dove non è possibile esprimere la propria opinione, dove ci si abitua ad essere servi del capo partito.

Ai non-compagni incostituzionali riporto quello che c’è scritto nella costituzione :

Articolo 2 :
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità[…]

Articolo 21 :
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La
stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

Ma ora chiedo ai non-compagni incostituzionali, cosa direste se domani mattina Sergio Marchionne applicasse queste vostre regole a tutti i lavoratori della FIAT?

Una roba del tipo : “Chi nella propria vita privata osa pubblicare qualche opinione politica viene licenziato”

Sareste contrarissimi, immagino,alzereste le barricate, ma se potete farlo voi, perchè non potrebbe farlo lui?

Immagino che qualcuno di voi tirerebbe fuori l’articolo 3 della costituzione, parlando di violazione del “pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica” e di discriminazione in base alle “opinioni politiche”.

Quindi l’invito è a ripensare questo decalogo, a non vietare in modo incostituzionale l’uso dei social network, anzi l’invito che rivolgo è per la creazione di un social network di partito.dove si possono iscrivere solo quelli del vostro partito, dove esprimere liberamente il proprio pensiero, e di sconsigliare ma non vietare l’uso dei social network tradizionali.

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