Analisi voto elezioni regionali e proiezioni Partito Democratico

ImmagineIl voto regionale si può dividere in tre zone territoriali : Nord, Centro, Sud.

Affluenza :

L’affluenza rispetto alle elezioni europee è stabile al Sud, in calo al Nord(-9,5%), in calo molto marcato al Centro Italia(-17%).

Campania : stabile, leggermente piu alta
Puglia : stabile, leggermente piu bassa
Toscana : -18%
Marche : -18%
Umbria : -15%
Veneto : -9%
Liguria :  -10%

Casualmente, ma solo casualmente, le regioni dove l’affluenza ha avuto un calo piu marcato rispetto alle elezioni europee sono quelle dove il PD e prima il PDS e prima il PCI storicamente governano la regione.
Ok, qualcuno potrebbe dire che essendo sicuri di vincere gli elettori non si sono recati alle urne, ma qualcun altro potrebbe far notare che proprio l’elettorato storico del PD è quello maggiormente colpito dalle riforme di questo governo e gli fa perfino nausea recarsi alle urne.

Ma passiamo all’analisi di coloro che alle urne ci sono andati.

Proiezioni voto del Partito Democratico a livello nazionale

Nell’analisi che segue si considerano il voto del 31 maggio come un campione che poi viene proiettato a base nazionale rispetto al voto delle elezioni europee.
Campania : 37,6%
Puglia : 39,8%
Toscana : 32,5%
Marche : 35,4%
Umbria : 32,35%.
Veneto : 26,3%
Liguria :  31,2%

Queste sono le percentuali del partito democratico a livello nazionale, utilizzando come campione il voto del 31 maggio che si ottengono dopo alcuni calcoli, cioè trovando il differenziale regione per regione rispetto al 40,8% ottenuto dal Partito Democratico alle elezioni europee, sommando per intero le liste del presidente e le liste civiche di queste elezioni regionali.

Ad esempio in Toscana il differenziale nelle elezioni europee era di 15,55(56-40,8) , cioè in questa regione il PD ha ottenuto molti punti percentuali al di sopra del 40,8 nazionale.

Ciò significa che si può tericamente ipotizzare che il voto regionale del 31 Maggio sia 15,5 punti al di sopra di quello nazionale in caso di elezioni,utilizzando il voto regionale come campione ,il che fa proiettare il PD al 32,5%(48-15,55).

Come si può facilmente si può verificare, le proiezioni nazionali piu alte del PD, sono ottenute al sud Italia, proprio dove l’affluenza alle urne è rimasta stabile.

Al centro italia le proiezioni danno il partito democratico intorno al 33% ma quelle sono le regioni dove il partito democratico ha un discriminante positivo rispetto al 40,8% delle europee, dunque l’abbassamento dell’affluenza in un calcolo piu complesso, che qui ora mi risparmio anche per ragioni di tempo, determina un gran numero di voti in meno, proprio perchè quello è il bacino di voti del Partito Democratico e se la gente non va a votare la percentuale nazionale ne risentirà pesantemente.

Al nord italia le percentuali sono le piu basse, in veneto la proiezione colloca il risultato del PD a livello nazionale poco sopra al risultato ottenuto dal segretario Bersani nel 2013 alla camera dei deputati.

Essendo 30 milioni gli aventi diritto al voto nel centro-nord, 12 milioni nel sud e 5,7 milioni nelle isole(dove non ci sono proiezioni), le alte percentuali del sud non possono in alcun modo essere un campione di riferimento per una media nazionale ponderata.

In altre parole il PD sarebbe tra il 28 e il 31% , considerando anche la penalizzazione dovuta all’affluenza piu bassa nelle regioni dove raccoglie molti piu voti(toscana,marche, umbria)

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