Il governo prende a pugni il diritto(2)

Secondo il ministro dell’economia Padoan, la corte costituzionale nella sua sentenza avrebbe dovuto valutare l’impatto economico nel graduare il suo giudizio sul decreto-legge che ha bloccato l’indicizzazione delle pensioni.

“se ci sono sentenze che hanno un’implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell’impatto. Anche perché questa valutazione serve a formare il giudizio sui principi dell’equità”

e ancora :

“Che la Corte Costituzionale sostiene di non dover fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti e che non c’era una stima dell’impatto, che non era chiaro il costo. Ora, non so chi avrebbe dovuto quantificarlo, ma rilevo che in un dialogo di cooperazione tra organi dello stato indipendenti, come governo, Corte, ministri e Avvocatura sarebbe stata opportuna la massima condivisione dell’informazione”

Ma chi è stato udito in corte costituzionale e quali atti ha depositato per far si che la corte potesse tener conto anche del principio costituzionale del pareggio di bilancio(ogni uscita deve avere una copertura finanziaria)?

Ecco la lista  delle persone udite in corte costituzionale durante il dibattimento, ognuno di loro può consegnare una memoria scritta :

  • Luigi Caliulo e Filippo Mangiapane per l’INPS
  • Avvocato dello Stato Giustina Noviello per il Presidente del Consiglio dei ministri.

In particolare l’avvocato Noviallo rappresentava la presidenza del consiglio dei ministri, ha preso parte al dibattimento, quindi il presidente del consiglio dei ministri NON POTEVA NON SAPERE DELLA SENTENZA, invece ha detto di averlo saputo 30 giorni dopo la pubblicazione e solo grazie ai giornali.

Ma c’è di più, ne i rappresentanti dell’INPS ne l’avvocato della presidenza del consiglio hanno consegnato o fatto qualche accenno all’articolo costituzionale che prevede il pareggio di bilancio, non hanno consegnato alcun documento sui risvolti economici dell’eventuale sentenza di incostituzionalità.

Questo lo confermano due fatti :
1) Nemmeno il ministro dell’economia aveva questa cifra ben presente, prima ha parlato di 4 miliardi, poi di 6, poi di 8, e così via, oggi si parla di 18 miliardi , a cui loro hanno messo una toppa da 2 miliardi.

2) Il presidente della corte costituzionale ha dichiarato che durante il dibattimento non è stata sollevata la questione delle coperture, d’altra parte non può essere la corte a fare il lavoro del ministro dell’economia.

Il terzo fatto è dunque esplicitamente presto detto , l’incostituzionalità della norma è TOTALE, in quanto tutta questa serie di errori non ha permesso la salvaguardia dei conti inseriti da pochi anni nella costituzione italiana con il pareggio di bilancio, e la sentenza NON PARLA ASSOLUTAMENTE DI RIMBORSI PARZIALI.

ASINI!!!!

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