La corte costituzionale non ha bocciato la legge fornero!

Ho smesso di capire…

Fino ad ora tutti hanno parlato di bocciatura della legge fornero, cioè la 92/2012, quella delle famose lacrime in conferenza stampa.

Ma la corte costituzionale con la sentenza 70/2015 non ha bocciato quella legge , bensì il decreto legge 6 dicembre 2011, l’atto che è stato approvato dal consiglio dei ministri alla sua prima riunione.

Cioè questi super geni dei tecnici , arrivati perchè la politica non sapeva fare il proprio mestiere(non l’avevamo già sentita con gli imprenditori prestati alla politica?) , dopo ben 7 giorni dal loro giuramento riscono a creare una legge di ben 50 articoli.

Il comma in censurato dalla corte l’art. 24, comma 25 , la parte in grassetto è quella eliminata dalla corte costituzionale, che ne ha specificato i virgolettati nella sua sentenza, il resto del comma invece è ancora in vigore :

25. In considerazione della contingente situazione finanziaria,  la
rivalutazione automatica dei trattamenti  pensionistici,  secondo  il
meccanismo stabilito  dall'articolo  34,  comma  1,  della  legge  23
dicembre 1998, n. 448 per il biennio  2012  e  2013  e'  riconosciuta
esclusivamente ai trattamenti pensionistici  di  importo  complessivo
fino a due volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 100 per
cento. L'articolo 18, comma 3, del decreto-legge 6  luglio  2011,  n.
98, convertito con  legge  15  luglio  2011,  n.  111,  e  successive
modificazioni e  integrazioni,  e'  soppresso.  Per  le  pensioni  di
importo superiore a due volte trattamento minimo Inps e  inferiore  a
tale limite, incrementato della  quota  di  rivalutazione  automatica
spettante ai sensi del presente comma, l'aumento di rivalutazione  e'
comunque  attribuito  fino  a   concorrenza   del   predetto   limite
maggiorato.

Ma attenzione, non si tratta di una apbrogazione, la sentenza della corte costituzionale elimina l’atto ed anche i suoi effetti con retroattività, SALVO CHE NELLA SENTENZA NON SIA SPECIFICATO DIVERSAMENTE.

E nella sentenza non è specificato diversamente, cioè ad esempio i motivi di bilancio rendono la norma incostituzionale ma i suo effetti rimangono nel tempo e dunque la corte avrebbe potuto dichiarare l’incostituzionalità parziale.

NO, L’INCOSTITUZIONALITA’ E’ TOTALE, CIOE’ LA CORTE NON SPECIFICA DELLE MOTIVAZIONI COSTITUZIONALI QUALI AD ESEMPIO IL PAREGGIO DI BILANCIO MOTIVANDO NELLA SENTENZA UNA POSSIBILE APPLICAZIONE PARZIALE DEL DISPOSITIVO.

Quel comma diventa retroattivamente insesistente e tutte le norme successive che fanno riferimento a quel comma non sono applicabili.

Per spiegare la cosa in modo semplice è come se io mettessi un link di un sito internet, con il collegamento sbagliato, e con il mouse lo aprissi, comparirebbe una pagina che non esiste.

Qui è lo stesso, quel comma non è piu esistente.

Cosa si intende per comma?

Si intende “l’andare a capo” , se non c’è piu una frase evidentemente quella successiva prende il posto di quella che scompare, il capo 3 diventa 2 , quello 2 diventa 1 , ma una cosa è certa, il comma incostituzionale non può essere utilizzato nelle leggi successive.

Cosa fa invece il governo?

Fa il decreto-legge 21 maggio 2015, n 65 (pubblicato ieri ) dove scrive :

1) il comma 25 e' sostituito dal seguente: 
      "25. La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici,
secondo il meccanismo stabilito  dall'articolo  34,  comma  1,  della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni 2012  e  2013,  e'
riconosciuta: 
        a)  nella  misura  del  100 [...] 
[...]
[...]

LA FACCENDA E’ CHIARISSIMA DAL PUNTO DI VISTA COSTITUZIONALE, c’è una legge che è stata fatta nel 2011, che viene “sovrascritta” nel 2015 , la legge del 2011 è come se non fosse stata mai fatta, la legge del 2015 NON HA ALCUN EFFETTO RETROATTIVO, e non potrebbe nemmeno averlo perchè sarebbe incostituzionale, quindi vanno effettuate tutte le rivalutazioni delle indicizzazioni dal 2011 ad oggi, e le prossime pensioni dovranno tener conto di tale nuovo parametro.

La corte avrebbe potuto tener conto della problematica legata al bilancio nella sua sentenza ma non l’ha fatto.

Quindi fatevi tutte le leggine che volete, tanto domani mattina parte una class action.

Naturalmente, la corte costituzionale sarebbe costretta ad ammettere che nella sua sentenza non vi è alcun riferimento ad altri principi costituzionali, quali ad esempio il vincolo di bilancio.

QUESTA E’ LA LEGGE, CHI NON LA RISPETTA SI METTE FUORI DALLA LEGGE.

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