Indicizzazione pensioni : dalla finanza creativa alla finanza acrobatica

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Siamo passati dalla finanza creativa alla finanza acrobatica.
Il governo vorrebbe ipotecare la crescita di 7 decimi di punto del prodotto interno lordo per indicizzare le pensioni.
Intanto va chiarito che quello non è un tesoretto perenne, quei soldi sono semplicemente i risparmi dovuti all’intervento della Banca centrale europea sui titoli di stato, che ha fatto diminuire gli interessi sul debito pubblico.
Tale intervento, purtroppo, è da considerarsi misura provvisoria, dunque utilizzare quel margine per spese correnti quali l’indicizzazione delle pensioni è una vera acrobazia.
Infatti quando il mercato dei capitali privati coraggiosi tornerà a speculare quei soldi si renderanno necessari.

Ecco perchè quello che viene considerato tesoretto dovrebbe essere usato per una delle 3 seguenti cose :
1) investimenti mirati una tantum
2) diminuzione una tantum del debito pubblico
3) aumento denaro a disposizione della cassa depositi e prestiti

Queste non sono misure di spesa corrente e non alterano il rapporto sul 3% d/p se non nel solo anno in cui sono elargite le somme.

Ritornando al discorso dell’indicizzazione, innanzitutto l’errore deve essere sanato completamente, per chiunque, magari proprio emettendo dei titoli di stato, che viene ripagato negli anni successivi.
Sono 16 miliardi?
Va bene, ce ne faremo una ragione.
Sanata la sentenza serve una nuova legge sull’indicizzazione, che sia costituzionale e che sia a saldo zero nella spesa corrente.

Va quindi creata “l’indicizzazione contributiva” , che sostituisce la vecchia indicizzazione.

Per fare un esempio, l’indicizzazione contributiva potrebbe dimezzare l’indicizzazione delle baby pensioni anche di mille euro.

La percentuale di indicizzazione potrebbe derivare dal numero di anni di contributi, non dunque dalla quantità di soldi versati cosa che sarebbe stata piu consona ma appare piu difficile dal punto di vista matematico.

Dunque a saldi invariati, chi prende mille euro e chi ne prende centomila riceveranno la loro indicizzazione basata sugli anni di contributi, ed essa sarà del 20%, del 30% , del 50% etc etc.

Ma sarebbe meglio se i saldi non fossero invariati, sarebbe meglio che l’INPS desse ancor meno soldi di indicizzazione, e con i risparmi maturati abbassasse la quota contributiva richiesta ai lavoratori di oggi.

Sembra un controsenso, ma oggi c’è disoccupazione, l’urgenza è farla abbassare abbassando il costo del lavoro, se tra 10 anni torna al 4% allora l’INPS avrà il dovere di chiedere piu contributi per dare una pensione dignitosa ai futuri anziani.

Sarà del 100% solo per coloro che hanno avuto la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo, cioè esattamente nessuno, al momento.

Trattasi questa di una misua permanente e non dunque di una misura che scade tra qualche anno com’era invece nella legge Fornero.

E’ una misura di giustizia, perchè i pensionati di domani non riceveranno quei soldi neanche per scherzo, il nuovo calcolatore dell’INPS ha mostrato che le future pensioni saranno anche solo di 100 euro.

Non si può lasciare sui giovani questo masso, al tempo stesso non si può con la finanza acrobatica impegnare dei soldi che dovrebbero servire ad altro, facendo invece aumentare ulteriormente la spesa pubblica, nel mentre la disoccupazione giovanile è sempre piu alta.

https://giamps78.wordpress.com/2015/05/16/indicizzazione-pensioni-dalla-finanza-creativa-alla-finanza-acrobatica/

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