Tsipras porti fuori la Grecia dall’euro senza Default

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Ottimo l’avvio di tsipras come premier, ci ha provato, ha intavolato una trattativa con l’unione europea, le ha provate tutte, ha preso le risorse dagli enti pubblici, le riserve delle banche e così via e le ha date alla troika.

Ha fatto de suo meglio per una trattativa che potesse portare i frutti sperati.

Purtroppo, sopratutto l’unione europea, ha preferito il suo egoismo, ha preferito il capitalismo legato a riforme che non hanno nulla a che fare con la realtà, sono solo nelle loro teste.

Invece di dire : “vi togliamo tutti gli interessi dai prestiti, avrete un miglior avanzo primario e ci restituirete comunque i soldi senza morire”.

Questo significa che l’unione europea ormai difende solo le grosse imprese private, i capitali delle banche private e ci sta portando via sovraità per darla a loro, NON perchè il parlamento europeo possa gestirlo a favore dei popoli.

A questo punto la cosa migliore è EVITARE IL DEFAULT, sarebbe drammatico, ma al tempo stesso la Grecia deve uscire dall’euro ma rimanendo nell’unione europea.

Quindi ci vuole un accordo con l’unione europea, dal punto di vista dei trattati potrebbe significare l’uscita amichevole dall’unione europea, in modo da uscire anche dall’euro con la promessa il secondo successivo di rientrarvi(solo nell’unione europea e non nell’euro).

A questo punto qualcuno potrebbe pensare che la Grecia fuori dall’euro perisca, niente di piu falso, succederà l’esatto opposto, a perire saranno gli stati che fanno ancora parte dell’euro.

Infatti il modello che andrebbe bene per la Grecia è quello inglese.

Una moneta sovrana ma collegata al valore dell’euro, un tasso fisso di cambio che però potrebbe essere scelto autonomamente dalla grecia, senza nessun vincolo di qualcunque trattato.

La banca nazionale pubblica, come quella inglese, che stampa moneta da anni e che si ricompra pian piano l’intero debito inglese versando gli interessi al ministero del tesoro suo proprietario, scacciando i privati che vogliono far pagare interessi piu alti ed invece accettando soldi da coloro che vogliono maturare interessi piu bassi.

Per interessi bassi si intende quelli che vanno dallo zero all’1%.

Il problema però rimane il vecchio debito, per questo ogni euro circolante in Grecia dovrebbe essere restituito all’unione europea, mano a mano che viene sostituito con l’altra moneta.

La Grecia dovrà dunque fare investimenti per non dipendere piu dalle importazioni di energia, in quanto una volta uscita dall’euro il prezzo di quel bene potrebbe anche raddoppiare.

Il vantaggio però sono le esportazioni, con il cambio di moneta deciso a tavolino si può tenere la moneta al di fuori della speculazione del mercato dei cambi, e toglierle valore al variare dell’inflazione per avere competitività nelle esportazioni.

Attenzione che un defaul della grecia potrebbe impedirle di esportare in europa, per questo l’uscita dall’euro deve essere pattuita e amichevole.

L’importante è togliere completamente la tassa sul valore aggiunto, tassa creata alla formazione della comunità economica europea, infatti avrà un impatto totalmente negativo in caso di stampa di moneta da parte della banca centrale greca e bloccherà i consumi, favorirà l’evasione, farà aumentare i pressi e l’inflazione impedendo alla Grecia di uscire dalla crisi.

Il trucco è dunque svelato, il basso valore della moneta sfavorisce le importazione e favorisce le esportazioni, la stampa di moneta dalla banca nazionale con l’acquisto del debito impedisce ai tassi di interesse di aumentare e permette all’inflazione di essere normale.

Infine la cancellazione dell’imposta sul valore aggiunto creata con l’ausilio della CEE nei primi anni ’70 va completamente tolta per lasciare i parametri dello stato in equilibrio armonico.

In 10 anni la grecia potrebbe entrare nel G20 ed a quel punto potrebbe consigliare all’unione europea di fare le riforme per uscire dalla sua crisi senza fine.

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