Updates from febbraio, 2015 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 20:57 il 28 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    No al reddito di cittadinanza, meglio i lavori pubblici comunali 

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    Sono contrario al reddito di cittadinanza, anzi, ritengo che questa forma di finanziamento a pioggia sia incostituzionale in quanto contrasta apertamente con il primo articolo della costituzione italiana :
    L’italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
    Chiaramente la parola lavoro ha molti significati a seconda dell’ambito in cui viene utilizzata, anche un fiume che scorre stà compiendo un lavoro, così come la persona che non fà nulla compie il lavoro di respirare.
    In realtà il lavoro si può intendere anche come una partecipazione alla vita collettività della società.
    Abbiamo però un grosso problema, una lacuna che ci viene lasciata dalle grandi ideologie del passato di cui oggi ci sono solo slogan e macerie : la divisione del lavoro.
    Al momento la linea la detta il settore privato, mentre il pubblico si occupa solo di servizi essenziali e di poca altra roba.
    C’è stata in questi anni una vera aggressione verso il lavoro pubblico, in parte giustificata dal fatto che le banche centrali e nazionali sono riuscite a mettere in scacco tutto l’occidente impedendo la stampa di denaro da parte del tesoro, la società è così caduta nel trappolone che è stato organizzato alcuni decenni addietro e che nel 1992 ha trovato forma adirittura nei trattati europei.
    Dunque come si può pagare chi lavora nel settore pubblico se non si può fare debito stampando banconote?
    Evidentemente alzando le tasse, e ciò comporta minore competitività e perdita di ulteriori posti di lavoro.
    Dunque c’è davanti un cammino impossibile, da affrontare con impossibile lucidità, oppure c’è la sudditanza perpetua della società agli affaristi di turno.
    E’ impossibile dall’oggi al domani creare una nuova divisione del lavoro, perchè essa richiede una grande elaborazione e una vera comunità di intenti da parte della popolazione.
    L’importante è partire da un principio : NIENTE REDDITO DI CITTADINANZA A CHI NON LAVORA.
    Sembrerebbe un controsenso, perchè il reddito dovrebbe essere dato a chi non lavora, ed è appunto per questo che sono contrario a questo progetto.

    Ecco, in questo si differenzia il concetto spiegato in precedenza, nel tipo di società assevita al potere dal capitale privato, il lavoro può anche non esserci, ma, nella stessa società, con lo stesso numero di disoccupati, dove però viene ribaltata questa logica e si forma una nuova divisione del lavoro, la disoccupazione tende a sparire.
    Domanda semplice rivolta ai fautori di questo reddito minimo di cittadinanza :
    Per quale motivo lo stato dovrebbe regalare “un sostegno al reddito pari a 780 euro al mese per un nucleo familiare composto da una sola persona” SENZA CHIEDERE IN CAMBIO NULLA?
    Ci rendiamo conto che rischiamo di passare da un estremo all’altro esprimendo concetti assolutamente ridicoli?
    Come si può passare dal dire : gli statali sono troppi, facciamo il turn over sulle assunzioni a dire l’esatto opposto, diamo soldi senza lavorare?!?!
    Questa cosa evidentemente non stà in piedi.
    E nel mentre diamo soldi a queste persone povere e disagiate, tra le quali potrei mettermi pure io, magari, non viene fatta alcuna manutenzione del territorio, perchè mancano i soldi, non viene fatta prevenzione sul territorio e poi tutti a lamentarci quando ci sono le notizie di cronaca nera.
    Di piu.
    Il progetto dei lavori pubblici comunali prevede che i soldi siano dati solo se si eseguono dei lavori nella nuova divisione del lavoro.
    Ad esempio c’è il mercato con i prodotti locali a km 0, ad esempio si può dare una mano ai vigili urbani, e così via.
    Chi si rifiuta non piglia un soldo, a differenza di quelli che secondo il progetto del reddito di cittadinanza semplice magari lavorano in nero e prendono pure il doppio stipendio.
    Senza tener conto dei corsi di formazione continua che sono obbligatori per poter continuare a ricevere quel denaro.
    Non è per nulla facile creare la nuova divisione del lavoro, si potranno fare molti errori di organizzazione, e il reinserimento dei disoccupati nel mondo lavorativo deve passare per una socialità rigenerativa, una rete di protezione per risollevarsi dal mondo del lavoro del mercato libero, non può cioè tramutarsi in un campo di lavoro comunale della fredda obbedienza.
    Il progetto prevede la rivitalizzazione di ciò che al mercato non interessa, delle attività che per il mercato rappresentano una perdita di capitale, ma che nei lavori pubblici comunali diventano un guadagno di capitale umano.

    P.S.
    Non mi interessa per nulla se questo discorso pare copiato da quello di keynes quando vide i disoccupati in fila durante la crisi economica partita nel 1929, perchè il concetto di lavori pubblici comunali non li ho copiati da lui ma lì ho copiati da altre fonti che ho unito tra loro rendendole organiche nella mia proposta, e questo è avvenuto prima che mi capitasse di leggere alcune frasi di ciò che scrisse keynes.

     
  • giamps78 09:19 il 28 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    Mi pare fuori luogo la manifestazione anti-fascista contro salvini 

    il gufo2

    Vedo cortei a Roma contro Salvini, parlano di anti-fascismo e di difesa dei valori dei padri costituenti.

    Ma i fatti dicono che questo governo straccia la costituzione, ha tolto competenze ed il voto popolare nelle province, vuole togliere il voto popolare al senato, vuole accentrare su di sè i poteri con un monocameralismo spinto, crea una legge elettorale sullo stile della legge Acerbo con premi di maggioranza che raddoppiano il voto dato ad un partito ed eliminano i voti dati ad altre forze politiche.

    I fatti dicono che le riforme di questo governo permetteranno ad un solo partito minoritario la scelta del presidente della repubblica e delle piu alte cariche istituzionali e della corte costituzionale.

    I fatti dicono che questo ed altri governi precedenti hanno accentrato il potere fiscale, con la tesoreria unica dei comuni ed hanno effettuato tagli orizzontali.

    Ora, se qualcuno volesse manifestare sui fatti e non sulle parole, dovrebbe come minimo fare una manifestazione per dire : RENZI A CASA.

    E stupisce che chi si reputa anti-fascista non dica nulla sullo stravolgimento democratico del parlamento, sui regolamenti violati quotidianamente, sui precedenti che si vanno a creare giorno dopo giorno, alcuni esempi, per la prima volta in questa legislatura è stata usata la ghigliottina, per la prima volta nella storia della repubblica c’è stata una seduta fiume su una riforma costituzionale e questa viene modificata con soli 300 voti su 630.

    Uno dei partiti che è andato dal presidente della repubblica per chiedere il rispetto del parlamento è proprio la Lega Nord.

    Questi presunti anti-fascisti dovrebbero guardare la luna e non il dito, perchè è dittatore chi il dittatore lo fà, e l’attuale presidente del consiglio stravolge l’ordine democratico della Repubblica e non c’è alcuna manifestazione in piazza che lo sottolinea anzi vanno tutti a dirgli che è bravo.

    Non condivido l’alleanza di Salvini con la Le Pen, perchè a livello europeo era piu sensata l’alleanza con gli autonomisti con cui avevano formato un gruppo diversi anni fà.

    Non condivido le posizioni sull’immigrazione perchè secondo me gli immigrati vanni accolti tutti e poi gli va insegnato un lavoro prima di rispedirli a casa senza dargli la cittadinanza italiana.

    Non mi risulta che Salvini abbia mai aizzato qualcuno a picchiare qualcun altro, ne che i leghisti abbiano manganellato qualcuno a loro nome o per vie terze, mi risulta anzi che sia un movimento pacifico.

    Quindi a me appare fuori luogo la manifestazione anti-fascista.

    Ma sopratutto BASTA LEGGI SALVA ROMA, SE DEVE FALLIRE CHE FALLISCA, NO A ROMA CAPITALE, ROMA VA TRATTATA COME UN QUALUNQUE COMUNE, NO ALLE CITTA’ METROPOLITANE E A ROMA CITTA’ METROPOLITANA A SPESE DELLE PROVINCE E DELLA COLLETTIVITA’.

     
  • giamps78 07:28 il 28 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    Appello a Barak Obama, 1000 bil. dalla FED per produrre carburante sintetico 

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    Vari fondi speculativi, che secondo una definizione piu raffinata si chiamano “private equity” si muovono per acquisire le società che estraggono il petrolio dello shale oil americano.

    Bisogna porsi una domanda : perchè mai queste compagnie si metterebbero a comprare titoli ormai definiti come spazzatura?

    A me pare evidente che loro sono a disposizione di informazioni che noi non abbiamo, c’è un qualche piano segreto che verrà attuato al momento opportuno e che farà loro guadagnare molto denaro da questa operazione.

    L’indicatore segna con la lancetta analogica la data dell’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti.
    Probabilmente sarà Repubblicano, probabilmente guerrafondaio, probabilmente petroliere,probabilmente avrà l’appoggio della grande spculazione finanziaria e dei media.

    Evidentemente, se queste condizioni si avverassero il prezzo del petrolio tornerebbe ben presto sopra a quota 100 e l’investimento che sembra fallimentare si tramuterebbe in super redditizio.

    Caro Barack Obama lo sai che creare benzina sintetica costa meno di quella estratta dalle sabbie bituminose?
    Lo sai che se si crea una centrale solare oppure eolica o che sfrutta le maree o il geotermico, l’investimento dura decenni mentre l’investimento nel petrolio off shore deve essere rinnovato in poco tempo?
    Lo sai che la CO2 non è un rifiuto ma bensì una risorsa e che attraverso il processo di fischer tropsch unendola all’energia elettrica si può ottenere carburante sintetico, dal metano alla benzina al diesel, senza estrazioni dal sottosuolo?

    Un investimento fatto su questo settore non deve essere rinnovato ogni 6 mesi oppure ogni 12, le strutture continueranno anche per 20 o 30 anni a produrre il carburante sintetico.

    Scommettiamo che il costo del barile di greggio è già doppio rispetto a quello che serve per ottenere lo stesso barile(circa 159 litri) se si divide la spesa per gli investimenti per i minimo 20 anni che ne rappresentano la durata(evidentemente riferiti alla produzione elettrica)?
    Non vale forse la pena fare una telefonata alla Federal Reserve e dir loro : mi servono 1’000 bil. di dollari per la sicurezza nazionale, voglio far diventare gli Stati Uniti il primo esportatore mondiale di carburante sintetico e far cadere i governi degli esportatori dei energia?


    Posti di lavoro assicurati per tutta la durata dell’investimento, se si investono mille miliardi è sicuro che in tasse ne ritornano subito almeno 400, tra tasse pagate dalle ditte per l’appalto e tutto l’indotto, tra i lavoratori che spenderanno una parte dei soldi ricevuti già il primo mese ed il prodotto interno lordo che aumenta del 2% solo per questo investimento.
    La costruzione durerà circa 2 anni, serve un luogo dove creare delle centrali per la produzione elettrica, quindi basta verificare dove sono finiti i fondi per la ricerca stanziati dal governo americano, e vedere quale iniziativa sia la migliore sul piano del rendimento e dei costi, e danneggi meno l’ambiente.


    Una costruzione in un luogo sperduto ed incontaminato magari vicino all’oceano,che faccia l’elettrolisi con il glocerolo per ridurre il fabbisogno energetico negli alcoli naturali per l’elettrolisi dell’acqua, che crei anche idrogeno, che prodica magari acqua potabile da mandare nelle coltivazioni di tutti gli stati uniti, che gli scarti di quelle coltivazioni producano energia ed il gloceloro stesso, che poi viene mandato in queste nuove centrali, con qualche investimento nell’eolico, nelle maree.

    Insomma, c’è la possibilità sulle coste degli stati uniti di produrre molta energia elettrica con investimenti duraturi, di usarla anche per l’esportazione oltre che per l’uso interno di questi barili di petrolio sintetico.
    Non vale forse la pena tutto questo piuttosto che continuare a prelevare petrolio dal sottosuolo?

    Se non vuoi farlo per l’ambiente, o per far cadere i governi in giro per il mondo, o per fermare le guerre, FALLO ALMENO PER I FUTURI CANDIDATI DEL PARTITO DEMOCRATICO ALLE FUTURE PRESIDENZIALI, in quanto i repubblicani smetteranno di essere finanziati soldi dalle lobby del petrolio, e questo sarebbe un vantaggio politico.

     
  • giamps78 20:01 il 27 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    Distinzione tra banche commerciali e finanziarie 

    Le banche dovrebbero essere classificate come commerciali o finanziarie e queste ultime dovrebbero essere escluse dai prestiti della Banca Centrale Europea favorendo esplicitamente chi concede prestiti alle imprese e al mondo del lavoro.
    Qualunque banca faccia uso di titoli derivati, o movimenti capitali verso fondi speculativi, nel mercato monetario o nel mercato azionario dovrebbe essere classificata come banca finanziaria.
    Invece la banca che riceve i soldi da singoli risparmiatori, e li redistribuisce al mercato del lavoro è commerciale.
    La tassazione di quest’ultima deve essere molto piu bassa,ed i capitali investiti non dovrebbero permettere grossi guadagni in percentuale sui prestiti concessi,anzi la legge dovrebbe fissare un limite legato all’inflazione che non può essere superato.

    Le banche commerciali dovrebbero avere anche il divieto di spostare capitali al di fuori dell’ambito territoriale nel quale operano ed avere il divieto di fornire credito a chi svolge normalmente queste operazioni.
    Le banche finanziarie invece sarebbero penalizzate da una tassazione piu alta, ma avrebbero maggiore libertà di movimento dei capitali, in entrata e in uscita, e rappresentano per esclusione tutte le altre banche, cioè quelle non commerciali, ed il capitale può andare incontro a rischi maggiori ed è senza la rete protezione degli stati o della Banca Centrale Europea, e da quest’ultima non possono ricevere denari.

    I cittadini devono sapere, a monte del deposito, a quale categoria appartiene la propria banca e decidere individualmente se vogliono ottenere interessi piu bassi e sicuri mettendo i soldi in una di quelle commerciali, aiutando così l’economia sul territorio, oppure se vogliono percentuali piu alte assumendosi rischi maggiori.

    Nelle banche commerciali ed etiche, dovrebbe esserci un tetto agli stipendi dei dirigenti e degli impiegati, non superabile nemmeno dagli eventuali premi, e lo scopo di lucro dovrebbe essere conseguito solo parzialmente.

     

     
  • giamps78 11:06 il 27 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    il 40% come soglia di maggioranza nel proporzionale puro 

    il gufo2

    L’articolo 48 della costituzione afferma che : “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto”.

    Secondo la sentenza della corte costituzionale il principio dell’uguaglianza del voto si affiancherebbe ad un non meglio precisato principio di ragionevolezza, secondo il quale l’uguaglianza può essere trascurata fin quando ne venga urtata anche la ragionevolezza della legge elettorale, fin quando cioè non si verifica una “distorsione fra voti espressi ed attribuzione di seggi”.

    Ma è lo stesso principio di uguaglianza del voto ad affermare che non vi può essere alcuna distorsione, che non vi può essere alcun premio di maggioranza.

    La corte però fonda questa sua tesi guardando non al principio di diritto in se, ma alle leggi elettorali presenti in altre stati, partendo da un falso assunto, dicendo che tale distorsione è “presente in qualsiasi sistema elettorale” , cosa non vera, essendoci molti stati che continuano ad avere un sistema elettorale proporzionale.

    Ritornando al titolo in oggetto, risulta facile, rispettando il dettato costituzionale e l’articolo 48 della costituzione, costruire l’architrave democratica usando la soglia del 40% dei voti,indicati dalla corte nella sua sentenza, come limite che permette ad una maggioranza di governare, senza per questo che vi sia un premio di maggioranza assegnato dalla legge elettorale.

    Tre quinti dei seggi, che si possono rappresentare in percentuale con il 60%, può rappresentare esattamente quella soglia che nelle aule parlamentari può far approvare o meno un testo, un emendamento, un ordine del giorno.

    Partendo dall’assunto di un parlamento eletto con un sistema elettorale proporzionale puro e che dunque ogni singolo voto degli elettori viene considerato allo stesso modo anche nella ripartizione dei seggi, e partendo dall’assunto del governo e della sua stabilità , si può ottenere lo stesso risultato, anzi migliore, eliminando dal parlamento il premio di maggioranza ed evitando che quella maggioranza sia minoranza nel paese ed imponga alla vera maggioranza delle leggi ingiuste.

    Si può così evitare il ribaltamento del principio democratico sulla base di non si sa bene quale principio bipolare e di alternanza che allontana gli elettori dai seggi alterando i principi repubblicani e costituzionali in nome della governabilità fittizia.

    Se dunque in tale parlamento eletto con il sistema proporzionale, specchio dunque della società, vi fosse la semplice regola che afferma il bisogno dei 3/5 del parlamento per modificare tramite emendamenti un disegno di legge di iniziativa governativa, avremmo ottenuto lo stesso risultato di quello che la corte intendeva enunciare quando indicò la soglia del 40% come minimale per evitare una distorsione della rappresentanza.

    Dunque in questo caso, ammesso che un partito ottenga il 40% dei voti e che abbia, a costituzione vigente, la fiducia delle due camere grazie all’indicazione del presidente della repubblica, può se risulta essere compatto nel suo voto parlamentare, impedire qualsiasi modifica al testo governativo, in quanto il singolo emendamento presentato in aula necessita del 60% dei voti favorevoli per essere approvato e dunque se nessun parlamentare appartenente al partito che “vince” le elezioni dà il suo appoggio a tale emendamento, esso risulterà respinto.

     
  • giamps78 13:21 il 26 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    Elezione diretta del Presidente della Repubblica e del Premier 

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    C’è una terza via nella riforma costituzionale che prevede tutto ed il contrario di tutto, ma si basa su un fondamento storico repubblicano : ogni voto vale uno.
    Seguendo questo principio si potrà avere l’elezione diretta del presidente della repubblica e del Premier ed anche un senato dei consiglieri regionali non eletti direttamente.
    Spiegazione :
    Legge elettorale proporzionale alla camera, elezione diretta del presidente del consiglio, senato composto da consiglieri regionali.
    Questa sembra una riforma sgangherata ma ha un suo senso logico.
    La legge proporzionale non dà una maggioranza al presidente del consiglio, ma a certe condizioni NON ne ha bisogno.
    Il premier viene eletto direttamente dai cittadini, che abbia ottenuto il 20% , il 30% o il 40% non fà alcuna differenza.
    Egli diventa presidente del consiglio, non viene votato dalla Camera dei Deputati, non riceve l’incarico dal Presidente della Repubblica.
    Tra i suoi poteri ad esempio quello di veto, che il premier può porre sui disegni di legge del governo, tale veto permette l’approvazione di emendamenti o la modifica del testo governativo in discussione, solo se i 3/5 della commissione o la maggioranza assoluta dell’aula votano favorevolmente.
    E’ chiaro il discorso….
    Ogni voto vale uno e vengono eletti i rappresentanti del popolo in una sola camera, nell’altra ci sono i rappresentanti delle regioni.
    La maggioranza assoluta della camera corrisponde anche alla maggioranza assoluta delle persone che si sono recate al seggio in quanto non ci sono premi di maggioranza o sbarramenti.
    Il presidente del consiglio, ovvero colui che raccoglie un voto in piu alle elezioni ha dei poteri che però non possono sconfinare da quella che è la democrazia rappresentativa all’interno della repubblica parlamentare.
    Ha il potere di nomina e di revoca dei ministri, ha il potere di chiedere al popolo italiano nuove elezioni dopo che si è dimesso, ha il potere di chiedere i procedimenti abbreviati e la modifica dei calendari parlamentari, ha il potere di veto che permette ai testi governativi di essere modificati a maggioranza assoluta, e quest’ultima cosa è molto difficile da raggiungere in un sistema molto frazionato con un parlamento eletto con il proporzionale puro.
    Ha il potere di far approvare a maggioranza semplice gli emendamenti governativi.

    Dovrà essere eliminata la regola del numero legale in aula, si potrà votare anche se non c’è quel numero, perchè il sistema viene ribaltato nel suo senso, in quanto senza la maggioranza assoluta non viene approvato alcun emendamento anche se i favorevoli fossero di 100 unità superiori rispetto ai contrari, e quindi questi ultimi possono anche non essere presenti al momento del voto e questo toglie di mezzo alla radice l’ostruzionismo, perchè chi vota negativamente può fare a meno di partecipare al voto.
    Il presidente del consiglio però perde nei fatti il potere di chiedere la fiducia, per ovvie ragioni numeriche e questo rafforza ancor di piu il parlamento.
    Ci sono pesi e contrappesi, la repubblica parlamentare non viene stravolta e volendo si può anche aggiungerci l’elezione diretta del presidente della repubblica.
    I problemi finiscono nel momento in cui si chiarisce che ogni voto vale uno.
    In quel momento è possibile anche un senato di consiglieri regionali.

     
  • giamps78 11:37 il 26 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    La Germania torni alla realtà o tra poco avremo 2 Europe 

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    L’europa dovrebbe smetterla di combinare danni…
    Ha fatto perdere la propria sovranità all’Ucraina, con la promessa di farla entrare nella UE, e questo ha provocato la reazione del presidente dell’Ucraina che si era rifiutato, ma i media occidentali, che sono complici del regime speudo-democratico europeo hanno fatto montare la protesta, col risultato di dividere Russi e Ucraini e di creare una crisi diplomatica che può essere risolta solo ritornando indietro sulle scelte fatte.
    Dunque NO all’Ucraina nella UE, e restituzione immediata all’Ucraina della Crimea.
    La Germania è pericolosa sul piano internazionale, non può muoversi con tutta questa disinvoltura e creare danni irrimediabili(come sempre).
    La Grecia è il secondo esempio di come le grasse banche tedesche comandino il governo di Angela Merkel​ , ora che la Grecia ha bisogno di un piano vero sul debito, ora che la BCE stampa denaro e può prendersi l’impegno di rinegoziare l’intero di debito Greco restituendo i soldi del fondo salva-stati a tutti gli altri menbri della UE, la Germania con i suoi banchieri, con i suoi ministri delle finanze e con la sua cancelliera dice : nemmeno un euro alla grecia se non mantiene gli impegni.
    Bene Germania, ti sei mangiata l’economia di mezza europa, hai tratto vantaggio in questi ultimi 15 anni e lo riconoscono tutti, lo ha detto perfino Romano Prodi​ che con l’euro è la Germania ad averci guadagnato di piu : ORA BASTA.
    Non è piu ammissibile questo comportamento, se vogliono far fuori l’euro lo dicano subito, altrimenti dovrebbero evitare di distruggerlo.
    La Grecia ha l’avanzo primario, questo economicamente significa che tolti gli interessi sul debito cioè una volta che la BCE ricompra il debito agli interessi del costo del denaro, le entrate supereranno le spese, e gli interessi sul debito sono l’arma che la Germania ha sempre usato in tutte le sue guerre : ORA BASTA.
    Mario Draghi​ ha detto che ci vuole cessione di sovranità , bene allora la BCE cominci a cedere sovranità nella sua stampa di moneta.
    Se non si fanno 5 mila euro di investimenti in nuove inflrastrutture e nelle nuove fonti energetiche siamo fregati, altro si che i 30 miliardi di Jean-Claude Juncker​.
    Forse questa gente non si rende conto o vive in un castello di cristallo.

     
  • giamps78 23:08 il 25 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    Riforma costituzionale for dummies 

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    Avrebbero potuto fare la riforma costituzionale in 6 mesi…
    Bastava togliere la fiducia al governo data dal senato, e tutti sarebbero stati d’accordo, in parlamento, a me invece, personalmente, va benissmo così com’è.
    A quel punto per fare felice Forza Italia​ si sarebbe messa l’elezione diretta del presidente del consiglio, che non significa dargli un premio di maggioranza stratosferico, ma semplicemente eleggerlo direttamente e nel caso di sue dimissioni ci sarebbe stato il ritorno automatico al voto.
    Dunque, in questo senso sarebbe bastato rettificare i poteri del presidente della repubblica.
    A questo punto della riforma ci sarebbe stato un premier eletto direttamente, che non ha una maggioranza parlamentare dovuta al premio, ma è in grado di esercitare pressione sull’aula, perchè se si dimette ci sono le urne.
    A questo punto si toglie il voto di fiducia nel momento in cui c’è l’insediamento del governo, e quando il premier chiede la fiducia sui vari provvedimenti lo fa a suo rischio e pericolo.
    Questa sarebbe l’elezione diretta che rispecchia in pieno il mandato costituzionale dei fondatori della repubblica italiana.
    Non c’è l’uomo solo al comando, ed anche se il presidente ottiene meno del 40% del suffragio, ma arriva comunque primo, diventa premier, ma il parlamento deve fare il parlamento.
    Non ci possono essere norme e normette regolamentari per la tutela delle minoranze se la legge elettorale calpesta l’uguaglianza del voto popolare.
    Questo non potrà MAI avvenire.
    Avverrà invece l’opposto, il premier eletto direttamente ma debole permetterà al parlamento di svolgere al meglio il suo compito e l’ostruzionismo cesserà automaticamente, non ci sarà bisogno di tempi certi in prima lettura, ma questi ci saranno solo su richiesta del presidente del consiglio che di volta in volta potrà chiedere il procedimento abbreviato.
    Poi c’è la questione dell’altra camera, basterà fissare in costituzione in 30 giorni il tempo massimo affinchè il senato approvi la legge, rispetto alla data di trasmissione dalla camera dei deputati.
    Trascorso il termine 30 giorni, se il senato non ha approvato il testo, questo viene promulgato, indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori dell’aula.
    Approvato il testo al Senato della Repubblica, su richiesta del presidente del consiglio o dei 3/5 dei deputati, la camera a sua volta avrà 30 giorni di tempo per modificare nuovamente il testo e questa sarà la terza e definitiva lettura, se ciò non accade, il testo viene approvato così com’è uscito dal senato.
    Ecco che il senato potrà così gestire i propri lavori, scartando a priori alcuni testi di legge e prendendone in considerazione altri.
    A questo punto la riforma costituzionale è fatta, migliorabile certamente, ma votabile da tutte le forze politiche.
    Il presidente del consiglio avrà inoltre altri poteri, come quello delle maggioranze variabili, potrà cioè chiedere che i disegni di legge governativi possano essere modificati da emendamenti solo quando essi ottengono la maggioranza assoluta dei voti, cioè avrà il potere di veto sulle maggioranze semplici.
    Questo significa che la camera dei deputati eletta con il sistema proporzionale avrà degli ostacoli numerici nella modifica delle proposte di legge governative, perchè non basterà piu che i voti positivi siano superiori a quelli negativi, dovranno essere accompagnati dalla maggioranza assoluta dei componenti dell’aula.
    Questo è un premierato che dà garanzie e mantiene inalterati i contrappesi repubblicani.
    Per ottenere il voto positivo del MoVimento 5 Stelle​ basterà inserire i referendum.
    Per ottenere il voto positivo di altre forze politiche basterà andar loro incontro.
    Ci può essere perfino l’unanimità su una riforma come questa.

     
  • giamps78 21:26 il 25 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    Se minoranza significa opposizione(articolo del 2009) 

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    Indubbiamente,mi fa piacere che Gustavo Zagrebelsky si sia svegliato questa mattina ed abbia scritto il suo articolo su LaRepubblica dal titolo “La politica al tempo dell’esecutivo” , c’è qualcuno però che si è svegliato appena appena qualche anno in anticipo, che diceva quelle stesse cose quando a nessuno importava un granchè, anzi, passava per visionario e fuori di testa, cosa peraltro mai smentita dallo stesso interessato che ora si permette di scrivere pefino in terza persona!

    A parte gli scherzi, ho chiamato quel problema “virus governista” e ne può essere affetta la destra come la sinistra, ad intervalli regolari, ne viene affetto il centro ed anche chi al governo non c’è mai stato, come le nuove forze politiche appena giunte in parlamento.

    Gli anticorpi a tale virus vanno coltivati con lo studio e l’approfondimento, certamente il mio studio ed i miei approfondimenti li ho svolti partendo da radio radicale, anche dal sito del giornale LaRepubblica, ad esempio guardando le storiche edizioni del quotidiano pubblicate decine di anni addietro ed oggi facilmente consultabili via web.

    Ad esempio il cambio di linguaggio è la cosa che colpisce di piu, mi è capitato ad esempio nello stesso giorno di trovarmi di fronte ad due situazioni agli antipodi.

    Il giorno stesso in cui venivano depositati 4 mila e 500 emendamenti alla riforma costituzionale mi sono imbattuto in una pagina del 1990 in cui c’era scritto che il PCI faceva ostruzionismo perchè aveva presentato ben, 46 emendamenti.

    46 emendamenti, 4 mila e 500 emendamenti, per i giornali era sempre ostruzionismo e ne venivano spiegate le ragioni, ma è la cifra a colpire.

    I tempi cambiano ma ci sono delle ragioni, ed io queste ragioni le ho trovate, si chiamano legge elettorale e costituzione.

    Ecco l’articolo de LaRepubblica intitolato : “CONTRO IL VOTO DI FIDUCIA LINEA DURA DEI COMUNISTI PRONTI 46 EMENDAMENTI”
    Casualmente, ma solo casualmente,era un voto di fiducia sulla legge elettorale, il governo Andreotti NON voleva l’elezione diretta dei sindaci.
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/02/01/contro-il-voto-di-fiducia-linea-dura.html?ref=search

    Da decenni mi batto contro il mattarellum ed ho valutato il porcellum come passo in avanti, perchè finalmente ha messo in luce ciò che sostenevo, quello che pare ora sostengano in tanti : ESISTE IL VIRUS DEL GOVERNISMO, e Renzi è solo l’ultimo ad usare quei mezzi, ma la situazione stà peggiorando molto rapidamente.

    ECCO L’ARTICOLO CHE SCRISSI NEL 2009 A PROPOSITO DEL GOVERNISMO :

    Se minoranza significa opposizione

    Concettualmente trovo sbagliato parlare di opposizione quando si vuole far riferimento ai gruppi parlamentari che non sostengono il governo.
    Il termine corretto sarebbe minoranza o meglio al plurale minoranze.
    La minoranza può decidere di fare opposizione ma trovo sbagliato dare o darsi questo appellativo in automatico.
    Il tutto ha origine dal sistema elettorale.
    Se dal suffragio universale chi prende anche solo un voto in più percepisce un premio di maggioranza è chiaro che chi perde quelle stesse elezioni dovrà fare opposizione a prescindere per tentare di vincere la volta successiva.
    Se un candidato presidente del consiglio , grazie al premio di maggioranza presenta al presidente della repubblica una lista di ministri che compongono il governo , fatta da lui , non eletti direttamente e magari neppure parlamentari e riesce a comandare una maggioranza in modo ferreo svuotando il parlamento delle sue funzioni non siamo più in una repubblica parlamentare.
    Se quindi i parlamentari non sono eletti per fare il bene comune ma per attuare il programma elettorale del suo presidente del consiglio non servirà che questi eletti abbiano una qualche esperienza di regolamenti, di leggi o di consuetudini .
    Se sei un imprenditore prestato alla politica e formi una coalizione di parlamentari-imprenditori che svolgono il doppio lavoro e percepiscono il doppio stipendio pubblico-privato e critichi allo stesso tempo i politici di lungo corso, affermando che è il loro unico lavoro che hanno fatto nella vita, significa che si lascia al mercato l’autoregolamentazione e il conflitto di interessi non è eventuale ma diventa realtà.
    Se dopo un consiglio dei ministri si preferisce fare una conferenza stampa e propagandare ai giornalisti i propri decreti ,mentre il parlamento è estraniato dalla discussione e dal fare domande e dato che magari è lunedi o venerdì è anche chiuso, e se durante la settimana il governo e il presidente del consiglio non si presentano mai in aula significa che si preferisce fare campagna elettorale 300 giorni all’anno e che si considera un disonore partecipare alle sedute.

    Se la radio televisione italiana S.P.A. che ha la concessione del servizio pubblico statale preferisce trasformare ogni TG in una discussione politica continua su qualsiasi argomento mentre non rispetta gli obblighi di trasmettere le tribune elettorali ordinarie significa che si vuole fare una macedonia mescolando la cronaca con l’informazione con la politica a scopi elettoralistici.

    Se il presidente di uno dei due rami del parlamento minaccia la ghigliottina sui tempi di discussione e di voto di un decreto legge governativo dopo che la stessa camera è stata chiusa nei 40 giorni precedenti per ferie estive significa che è meglio fare un pò di vacanza e prendere comunque la retribuzine mensile piuttosto che avere una prolungata e democratica discussione parlamentare.
    Se solo dopo 16 mesi dall’inizio della legislatura ci si accorge che una persona ha preferito continuare la sua attività di lavoro privata saltando oltre il 90% delle votazioni in aula e trovando come scusa che si sente nominato e non votato direttamente dai cittadini e poi si dimette perchè è sotto accusa, significa che non ci ha pensato perchè poteva aspettare la metà della legislatura per percepire almeno la pensione.

    Se la legge elettorale prevede uno sbarramento del 4% e allo stesso tempo si riduce il numero dei parlamentari e si rafforzano i poteri del presidente del consiglio , si costruisce un sistema oligarchico controllato da pochi capi partito riducendo il numero di voci e tagliando fuori 10% della popolazione votante da ogni rappresentanza parlamentare.
    Se un parlamentare appartenente alla minoranza viene minacciata con l’espulsione dal proprio partito per non aver fatto adeguatamente opposizione su una proposta di legge ,significa che non si tiene conto dell’assenza del vincolo di mandato.

     
    • giamps78 00:06 il 5 maggio, 2015 Permalink | Rispondi

      L’ha ribloggato su Blog di GIAMPaolo SPOngae ha commentato:

      Io non ho cambiato idea perchè non mi piace Renzi, ho sempre pensato e scritto le stesse cose, sono gli altri che dicono l’opposto di quello che dicevano prima.

      Mi piace

  • giamps78 11:37 il 25 February, 2015 Permalink | Rispondi  

    La cessione di RAIWAY non ha avuto passaggi parlamentari 

    E’ veramente un vespaio, questa gente non è capace di fare le leggi, ma nemmeno di scrivere con un linguaggio comprensibile, sono troppo presi dalla foga di far vedere ai cittadini che fanno, si si, fanno…schifo.

    La cosa piu soprendente sulla questione RAI è questo fantomatico 49%, cioè il limite di vendita della azioni che viene sbandierato dal governo e che impedirebbe a Mediaset Italia​ di comprarsi le antenne della rai radio televisione italiana​.
    Sono andato a cercare informazioni, mi sono imbattuto in una selva oscura di norme e normette, alcune delle quali soprendenti.
    Addirittura il governo che con un decreto legge poi convertito si auto-delega la possibilità di modificare dei decreti a loro volta delegati con una legge delega votata dal parlamento, cioè con un decreto legge si permette al governo modificare decreti delegati anche dopo la scadenza temporale fissata inizialmente dal parlamento.
    Probabilmente ho letto male io, perchè è assurda una cosa del genere.
    La LEGGE 23 giugno 2014, n. 89 converte il famigerato decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66.
    All’articolo 21 si parla della privatizzazione della RAI ma non della cessione delle quote di RAIWAY.
    Il mitico decreto di privatizzazione della rai poi convertito non contiene nè la parola RAIWAY ne tantomeno la percentuale del 49%.
    Sicchè l’unica fonte del diritto dove compare questo benedetto 51% è un atto che non ha forza di legge, cioè il decreto del presidente del consiglio dei ministri, che non ha avuto alcun passaggio parlamentare.
    Documento :
    http://www.governo.it/Presidenza/DICA/6_EVIDENZA/dPCM%20RAI%20WAY_.pdf

    Comunque sia, le leggi non possono essere fatte in questo modo, il decreto legge contiene un testo, la conversione contiene le modifiche al decreto, a sua volta la conversione contiene modifiche l’allegato che modifica la legge del 2004 ed è impossibile da leggere se non si va a prendere la legge del 2004 cercando di completare il puzzle, ma a sua volta la legge del 2004 modifica altre leggi e così via.

    Cioè risulta praticamente impossibile per i comuni mortali riuscire ad ottenere le informazioni desiderate, la burocrazia parte da qui, da questo modo di legiferare, ad oggi credo sia impossibile trovare un testo integrale di questa materia, è tutta una modifica di piccole frasi e commi che si trascinano fino ad arrivare a leggi di 40 anni fà, che ne decretano l’assoluta illeggibilità.

    Non ho dovuto andare a cercare la legge del 2004 solo perchè sapevo che non c’entrava nulla con le quote di RAIWAY, altrimenti sarebbe stato letteralmente impossibile.

    L’ordinamento deve essere ordinato, lo dice la parola stessa, se c’è da abrogare una vecchia legge e riscrivere le stesse identiche parole in quella nuova lo si fà, se c’è da avere materia per materia delle leggi chiare lo si fà, non si può andare a cercare modifiche a commi o regolamenti attuativi o decreti del presidente del consiglio dei ministri MAI passati in gazzetta ufficiale e mai passati per il parlamento.

    Così non si può andare avanti.

     
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