Updates from novembre, 2014 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 20:26 il 30 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    Le modifiche che proporrei per migliorare la riforma costituzionale 

    Art 81 legge di bilancio
    sostituirei “camera dei deputati” con “dal parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei suoi membri”.
    E aggiungerei in qualche maniera che l’analisi del testo avviene “a commissioni riunite formate in proporzione alla numerosità di ciascuna camera”
    In piu metterei “sulle materie citate nel presente articolo non è ammesso lo strumento del voto di fiducia, e nemmeno il contingentamento dei tempi”
    In pratica oggi si vuol passare dal bicameralismo ad un monocameralismo in cui il senato conta praticamente zero, così viene istituita una commissione riunita dove viene analizzato il testo ed il voto finale avviene in seduta comune a maggioranza assoluta, per chiama nominale.
    Significa aver bisogno di almeno 368 voti, considerando che il senato è eletto proporzionalmente tra tutte le forze politiche, e che la camera ha una maggioranza di 340 seggi, non sarà difficile trovare quei 28 voti nell’altro ramo.
    I senatori così rimangono centrali e pur non dovendo votare la fiducia al governo sono determinanti, ma in caso di problemi insuperabili legati a litigi ad esempio sul territorio e sui soldi delle regioni, basteranno 28 deputati di altre forze politiche per approvare il testo.
    Essendoci una sola camera(in seduta comune) ed essendo quindi piu celere l’approvazione del testo, ci sono due elementi di garanzia quali l’impossibilità del ricorso alla fiducia e al contingentamento dei tempi.

    Art. 83 elezione presidente della repubblica
    toglierei l’ultimo comma(Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.)
    significa che un presidente viene eletto con 485 voti su 730, considerando che l’italicum dà 340 voti di maggioranza, che nel senato c’è proporzionalità di eletti, la maggioranza di governo può avere tranquillamente 400 voti , e ne servono altri 85 da trovare con forze politiche che non hanno ottenuto il premio di maggioranza.

    Dopodichè ci sono alcune considerazioni di merito da fare:
    senato elettivo, senato non elettivo
    rappresentazione politica, rappresentazione territoriale
    leggi che il senato vota, leggi che il senato non vota

    Premesso che con l’elezione indiretta si avrebbe un senato politico, comunque vada, perchè le regioni sono elette con un sistema elettorale politico e con l’aggiunta di un premio di maggioranza.
    Se si vuole un senato politico che rispecchi l’attuale costituzione, deve essere elettivo, ed affinchè ci sia la proporzionalità dei suoi componenti, deve esserci il sistema proporzionale puro e senza sbarramento.
    Se invece il senato è eletto indierettamente dai consigli, la proporzionalità viene rispettata nel rapporto di forza tra i partiti e movimenti piu grandi, ma viene meno la rappresentanza di forze politiche territoriali indipendenti e di forze medio-piccole di minor entità, cioè possono essere escluse anche forze che magari ottengono ragguardevoli risultati con percentuali intorno 10% in alcune zone regionali.
    Dipende cosa si intende per senato delle autonomie o senato dei territori.
    Ma il vero senato dei territori sarebbe quello con l’elezione diretta dei senatori in piccoli collegi maggioritari escludendo a priori la possibilità di inserire nella scheda elettorale dei simboli di partito, questo significherebbe l’elezione del senato con un doppio turno alla francese, che farebbe pandan con l’elezione a doppio turno della camera dei deputati se venisse esclusa a priori l’assegnazione da subito del premio di maggioranza, e vi fosse sempre e comunque il ballottaggio facendo così concorrere in solitudine le forze politiche al primo turno.
    Ma il sistema francese non garantirebbe al senato la proporzionalità tra le forze politiche,anche perchè non ci sarebbero forze politiche, dunque possono venir meno tutte le questioni sollevate in precedenza su questo tema riguardo alla maggioranza assoluta a camere riunite.

    C’è l’argomento delle leggi assegnate all’esame del senato, anche qui dipende se la rappresentanza è politica o territoriale, se c’è il proporzionale o il doppio turno alla francese.

    In caso di rappresentanza politica e proporzionale sarebbe semplice affidare in via esclusiva e monocamerale tutte le leggi del comparto giustizia, in quanto teoricamente sono escluse dal rapporto governo-parlamento , data la divisione che ci deve essere tra politica e magistratura.
    Sempre con rappresentanza politica e proporzionale sarebbe semplice affidare in via esclusiva anche le materie che riguardano ratifiche dei trattati internazionali, esclusi quelli di cui si occupa il governo e il presidente del consiglio.

    Il monocameralismo del senato potrebbe riguardare la competenza esclusiva sulla definizione dei confini territoriali, l’approvazione degli statuti regionali.

    Mentre il bicameralismo rimarrebbe non tanto per materia quanto per tipologia di formulazione della proposta.
    La trattazione obbligatoria delle proposte di legge di iniziativa popolare da parte del senato(anche su materie di competenza della camera), e in caso di approvazione la legge finirebbe all’altro ramo del parlamento per una sola e unica lettura definitiva(bicameralismo imperfetto).
    E questo sarebbe molto importante, perchè per nessuna di queste proposte si trova oggi il tempo materiale per la discussione.

    Ma si potrebbero aggiungere le leggi di iniziativa parlamentare, che come nel precedente caso possono partire dal senato su qualsiasi materia e poi finire alla camera che non sarebbe ovviamente tenuta ad approvarle, ma passati 6 mesi di tempo,entro i quali la relativa commissione alla camera deve almeno cominciare la votazione, sarà indetto sul tema un referendum consultivo senza quorum, a cui potrebbero aver accesso anche coloro che hanno compiuto il 16° anno di età.
    Ma quante leggi di iniziativa parlamentare sono oggi discusse alle camere?
    se va bene sono 3 ogni anno.
    In questo modo il senato può fare un lavoro meticoloso e fornire allacamera non solamente delle consulenze ma dei veri e propri testi elaborati.

    Anche l’indizione dei referendum propositivi potrebbe seguire un iter tutto speciale, potrebbe dapprima essere prevista la raccolta firme in una proposta di legge di iniziativa popolare, poi l’integrazione del testo da parte del senato, ci sarebbe il referendum senza quorum e si potrebbe affermare che sia senza valore legale in quanto non inciderebbe direttamente sulla legislazione corrente, ma con molto valore per i proponenti e per gli elettori, infatti potrebbe essere fatto su qualsiasi tema, anche sulle tasse.
    Nel caso in cui i promotori ritengano che il senato abbi riformulato la proposta nel modo non corretto,la possono ripresentare esattamente identica nella sua formulazione con il corretto numero di firme e il senato non potrà modificarla ed andrà a referendum così com’è, o piu semplicemente il comitato organizzatore può fornire un parere vincolante.
    Per limitare i costi di tali referendum basta inserirli obbligatoriamente nella competizione elettorale piu vicina se questa riguarda almeno il 60% degli elettori totali, in modo tale che la maggior parte dei seggi sono già aperti per un diverso motivo, tenendo conto però che il senato deve aver approvato il testo almeno 9 mesi prima di una di quelle scadenze, perchè trascorrano i 6 mesi durante i quali la camera possa valutarli e ci siano altri 3 mesi per l’eventuale organizzazione della consultazione.
    Avendo piu un valore morale che legale, si può adottare il voto elettronico nel seggio, si o no, è facile e non c’è lo scrutinio, non c’è spoglio, i risultati si sanno ancora prima degli exit poll che di solito ci sono alla chiusura dei seggi.

     
  • giamps78 09:30 il 30 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    La proposta delle due monete è l'uscita dall'euro? 

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    Una seconda moneta che affianca l’euro?
    E’ certo possibile, avere in tasca due monete e poter scelgiere se pagare con l’una o con l’altra, ma è difficile pensare ad una cassa, dove si pagano merci o servizi, collegata al mercato dei cambi che tiene conto delle oscillazioni.
    Ma cosa terrebbero in tasca gli italiani?
    Preferirebbero tenersi una moneta che si svaluta o una che rimane forte a discapito dell’altra?
    Il giorno prima compro un panino sia con euro che con lire.
    Il giorno dopo con la stessa quantità di euro compro lo stesso panino, ma per fare lo stesso acquisto in lire ne servono di piu, cosa terrò in tasca?
    Sono sempre stato favorevole all’esposizione del doppio prezzo, per comparare prezzo di produzione con prezzo di vendita,ad esempio per frutta e verdura, ma come si può immaginare il doppio prezzo euro-lira con il cambio monetario che determinerebbe la modifica in tempo reale delle etichette sulle quali sono esposti i prezzi?
    Certo si può pensare che il 31 dicembre di ogni anno ci sia una modifica del valore comparato, il che escluderebbe l’entrata della lira nel mercato dei cambi, una cosa sicuramente positiva.
    Se invece il cambio lira-euro fosse fisso cambierebbe esattamente zero rispetto alla situazione odierna
    Se al contrario si decidesse di impedire l’uso delle due monete in modo indiscriminato si parla di uscita dal sistema dell’euro.
    E’ molto piu semplice lasciar stampare euro alle banche nazionali, stabilendo una certa quota annuale in base all’inflazione complessiva, l’importante è che quei soldi appartengano a tutti i cittadini.
    C’è una visione sbagliata ed opposta al buon senso.
    i soldi stampati senza copertura sono dati a banche private che comprano titoli di stato e diventano debito di tutti, mentre in realtà quello è credito pubblico.

     
  • giamps78 16:43 il 28 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    la burocrazia nelle fonti energetiche autoprodotte 

    Da una parte si parla delle grandi opere pubbliche per costruire nuovi metanodotti, il south stream dalla Russia o quello dall’azarbaijan.. E qui va tutto bene, viva la globalizzazione che è una grande opportunità, lo ha detto Matteo Renzi. Dall’altra c’è il metano o meglio il biometano autoprodotto in italia(7 miliardi di metri cubi annui che potrebbero arrivare fino a 14 miliardi su un fabbisogno italiano di 90 miliardi). E pensare che il precedente governo aveva cominciato bene e nel decreto interministeriale del 5 dicembre 2013, stabiliva le modalità di incentivazione per il biometano. Ma come sempre, i politicanti si vedono sempre in televisione mentre denunciano la difficile situazione degli imprenditori dovuti alle regole fiscali, all’incertezza e adirittura alla giustizia presenti in Italia! Ecco che i due governi di Enrico Letta e Matteo Renzi cambiano per ben due volte in pochi mesi la tassazione sul biogas. Con la rimodulazione volontaria degli incentivi prodotti con fonti rinnovabili non solari del provvedimento destinazione italia e con il provvedimento sulla competitività dove la produzione di energia elettrica non è piu considerato un reddito agrario non tassato ma ha un coefficiente di redditività pari al 25%. E’ tutto qua? No, siamo in Italia, come mai in questa storia non c’è la farraginosità delle leggi? E dov’è la magistratura che giusto la settimana scorsa il buon Renzi aveva citato a proposito dei processi che durano troppo e non fanno investire? Infatti non una, ma ben 2 leggi vengono dichiarate contrarie al diritto comunitario! Il governo ha impugnato il piano energetico della regione marche perchè “contraria al diritto comunitario” ed i giudici gli anno dato ragione. Per ripicca la regione marche ha impugnato di fronte al tar la legge fatta dal governo di Mario Monti ed i giudici l’hanno dichiarata “contraria al diritto comunitario”. Morale della favola ci sono centinaia di impianti che producono biometano in italia che sono considerati un “abuso edilizio”, costruiti seguendo le normative vigenti che però non sono piu vigenti… Il governo Renzi ha provato ha metterci una toppa in un decreto ma senza riuscirci ed ora il governo rischia una causa di risarcimento per 1,5 miliardi di euro. Come distruggere un settore strategico della produzione industriale italiana…

    Aggiornamento 27 novembre :

    Valutazione impatto ambientale, il decreto Competitività rischia di bloccare l’Italia

    “Con l’entrata in vigore del decreto Competitività, anche al più piccolo degli impianti, ad esempio un 3 kW fotovoltaico su tetto, può essere chiesta la Via, che allunga di mesi i tempi e spesso costa più del progetto. Una situazione che rischia di paralizzare il mondo delle rinnovabili e non solo e che si spera si risolva presto con il nuovo decreto in arrivo.”(fonte : qualenergia.it)

     
  • giamps78 16:22 il 28 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    Ogni banconota stampata senza copertura appartiene a tutti i cittadini 

    Non è così difficile da capire e il concetto si può esplicitare anche in una sola frase : ogni banconota stampata senza copertura, appartiene a tutti i cittadini.
    Appartenendo allo stesso tempo a tutti i cittadini, e non potendo essere data materialmente nello stesso momento a tutti i cittadini essa deve essere amministrata da chi li rappresenta.
    Quelle banconote non possono costituire dunque un debito a fronte di un prestito erogato ai cittadini stessi, di conseguenza gli eventuali interessi maturati dovranno per forza di cose essere attivi e non passivi.
    Dunque chi amministra per conto dei cittadini quelle banconote non può riceverle come prestito così come il proprietari di una casa non possono comprare una casa già di loro proprietà ne tantomeno pagare l’affitto a se stessi.
    Ogni banconota stampata senza copertura dalla banca centrale europea appartiene di diritto a tutti i cittadini dei paesi aderenti all’euro ed è scorretto dare quei soldi alle banche se queste ultime le utilizzano per guadagnare denaro.
    Gli stati facenti parte dell’area euro sono i rappresentanti democratici dei cittadini di ogni singolo paese, spetta dunque a loro la decisione sul dove mettere quelle banconote, spetta dunque a loro percepire gli interessi maturati da quelle banconote.
    Invece oggi gli stati hanno un debito pubblico in costante aumento, e pagano gli interessi alle banche e agli investitori privati.
    In realtà quel debito non dovrebbe esistere, concettualmente.
    Al limite si può concedere alla banca centrale la stampa di moneta,
    si può anche concedere la decisione sul luogo piu opportuno dove metterla, ma quello che non si può concedere è che quel denaro impropriamente e indebitamente prestato permetta un guadagno nel tempo a chi lo riceve.
    Cioè se le banche private ricevono quel denaro , come scritto in precedenza in modo illegittimo, dovrebbero almeno applicare lo stesso identico tasso di interesse utilizzato per il prestito originariamente ricevuto, senza potervi guadagnare un solo centesimo e non invece potendo scegliere di dare il prestito al tasso piu vantaggioso.
    Quella tipologia di banconota, stampata senza copertura e appartenente dunque a tutti i cittadini, non può cioè essere sottoposta a tassi di interesse di tipo lucrativo.

     
  • giamps78 19:21 il 26 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    Il falso mito americano e gli stati uniti d'europa 

    Immagine Vogliamo veramente paragonare la forma di stato europea a quella americana? Non bisogna credere alle facili illusioni. Sò che per tutti è bello pensare idilliacamente che un certo tipo di economia dominante sia da copiare e che poi andrà tutto bene. Sò che c’è un sentire comune, a mio avviso fuori luogo, che crede negli stati uniti, che pensa si tratti di un paese liberale, con economia florida, con una invidiabile forma di stato e di governo e pensa forse l’opposto dell’europa. Viene chiesta la costituzione degli stati uniti d’europa, per uscire dalla crisi e dalla stagnazione economica e finanziaria, alcuni chiedono l’unificazione del debito pubblico degli stati membri, in un solo grosso calderone, altri un solo ministro delle finanze europeo in grado di prendere decisioni in solitudine. Adirittura ho visto degli indipendentisti usare un fotomontaggio inserendo la falce ed il martello nella bandiera europea, volendo così esprimere il loro disappunto, e il loro anti-comunismo. Sopratutto questo slogan è quello utilizzato dallo UKIP nel Regno Unito, secondo loro l’europa ha uno schema organizzativo comunista sovietico. Allora cerchiamo di fare chiarezza, gli stati uniti hanno dei numeri economici ampiamente peggiori di quelli europei, anche se questo non viene mai detto, ma è scritto nei numeri. Il rapporto debito/pil degli stati uniti è oltre il 100% e se vogliamo effettuare una comparazione piu avanzata si dovrebbero anche aggiungere i debiti dei singoli stati americani che portano il rapporto al 130%. Quello europeo globalmente è al 90%, considerando che non esiste un debito europeo ma esistono solo i debiti dei singoli stati. Ricordo che il 130% è pressapoco la stessa percentuale italiana, quella che ci fa disegnare come i peggiori dopo la Grecia, mentre gli americani sono i grandi statisti che stanno uscendo dalla crisi e che dobbiamo imitare. Restano in piedi solo perchè hanno costruito “petrol-patrol-dollar” con le loro liberali guerre , e queste non sono invenzioni, sono patti pubblici fatti sottoscrivere dagli stati uniti che difendono con il loro esercito tutti i paesi esportatori di petrolio da qualsiasi minaccia militare , e questa è la causa principale della prima guerra in Irak, quando il primo presidente Bush aiutò il piccolo stato confinante invaso da Saddam. E questo per ottenere l’obbiettivo di raggiungere una supremazia monetaria mondiale che tiene su quel debito elevatissimo con interessi da pagare minimi. Dunque gli stati uniti non sono tenuti in piedi da un efficiente sistema economico ma dalla globale guerra militare ed economica perpetuata nei decenni passati. Ma poi vogliamo parlare della forma di governo? Questi indipendentisti parlando di stati uniti come obbiettivo e di comunismo nell’attuale formulazione europea. l’unione europea e la zona euro sono due cose separate, la commissione europea è formata anche da stati che non hanno l’euro e che non sono obbligati ad entrare. Diversa è la sovranità regalata dai singoli stati, ma allora non capisco perchè se la prendono con l’unione europea. La sterlina ad esempio ha una sua banca e stampa moneta e la banca è di proprietà del tesoro e versa gli interessi maturati direttamente allo stato quando compra il debito pubblico. Si perchè l’inghilterra stà uscendo dalla condizione di dipendenza assoluta dalle banche private, a differenza del resto del mondo. il regno unito sarebbe comunista? Eppure è l’UKIP ad accusare di comunismo l’unione europea, lui che è guerrafondaio, che è per le attività estrattive del petrolio, ed era contro il referendum indipendentista sulla scozia, non a favore dei NO, ma secondo loro il referendum non doveva svolgersi. Poi nel confronto con gli stati uniti , si potrebbe mai affermare che un referendum come quello sull’indipendenza scozzese potrebbe svolgersi ad esempio in california? Non credo proprio… Quindi si , ci vuole una banca come prestatrice di ultima istanza, che compri il debito pubblico invenduto, ma questa banca deve essere quella nazionale del singolo stato e non quella europea come accaduto in via assolutamente eccezionale negli stati uniti. Ci vuole anche il federalismo ma quello americano è centralismo mondialista travestito, l’europa è già oggi piu federale, se si esclude la moneta.

     
  • giamps78 14:51 il 26 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    "Papabili" presidenti della repubblica 

    Ho letto molti nomi sui possibili futuri presidenti della repubblica,si va da Mario Draghi, a Vincenzo Visco, o Annamaria Cancellieri e così via.

    Così ho deciso di preparare una mia personale lista ,indicando anche le motivazioni, di personaggi che non gradisco ma che sarebbero degli ottimi presidenti, che verrà aggiornata di volta in volta.

    Rosi Bindi presidente della repubblica!

    Inserita dopo l’intervista uscita sul Corriere della Sera.
    Ha tutti i requisiti, ha ricoperto cariche istituzionali, come ministro e vice-presidente della camera, ed è una dissindente del Partito Democratico, è stata pure nel partito popolare italiano, quindi non c’è neppure il rischio che rinneghi il suo passato comunista.

    In aggiunta a tutto ciò è una donna e sarebbe anche la prima a ricoprire tale carica.

    Vannino Chiti presidente della repubblica!

    Ha tutti i requisiti, è stato presidente di regione, ha ricoperto cariche istituzionali, come ministro e vice-presidente del senato, ed è un dissindente del Partito Democratico.

    In piu ha un senso delle istituzioni superiore alla media.del periodo.

    Hanno tutti i requisiti ma purtroppo non i voti in parlamento!

     
  • giamps78 11:32 il 26 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    Ma quale leva finanziaria, all'europa servono tobin tax e investimenti pubblici 

    La gatta da pelare a livello monetario è senza pari.
    Il passaggio dalla moneta che aveva un controvalore, a quella senza controvalore nello svilupparsi dell’economia finanziaria, per finire oggi con quella digitale potrebbe essere devastante.
    Con un singolo euro potrei adirittura creare un debito da un miliardo, basta prestare quell’euro che a sua volta viene prestato, che poi viene riprestato, e tutto questo è nei bilanci delle banche.
    In molti hanno fatto la corretta analisi degli spread test organizzati dalla banca centrale europea e si sono accorti della differenza tra capitali disponibili e investimenti.
    Qualsiasi banca europea può considerarsi a rischio, come qualsiasi altra banca di qualsivoglia stato.
    L’economia finanziaria non è neppure piu basata sulla carta, è basata su qualche click del mouse.
    Bufere economiche possono essere organizzate a tavolino per creare vantaggi utilizzando proprio le leve finanziarie che sembrano piacere ad alcuni politici europei.
    Perchè quando parla qualcuno c’è questa volatilità nelle borse?
    Semplicemente perchè la leva finanziaria permette di guadagnare grossi capitali attraverso lo scambio di moneta, si tratta di speculazioni.
    C’è gente che studia e guadagna su questo, con il proprio mouse, con capitali molto piccoli e rischi molto alti ottiene denaro.
    Possiamo paragonare questo ad una sana economia reale?
    Ecco perchè serve una tassa sulle transazioni finanziarie, una tobin tax.
    Non serve l’investimento del privato, in questo momento non c’è neppure il privato che investe perchè i rendimenti sono bassi.
    Servono investimenti pubblici, soldi veri, anche se sono stampati senza copertura, messi in circolo nell’economia, su cui gli stati non pagano interessi.
    Serve che questi politici pagati dai poteri forti del sistema privato capiscano che l’annientamento della sovranità monetaria degli stati è un problema in primo luogo proprio per quei poteri forti che si stanno danneggiando da soli, perchè il sistema così crollerà.


    Il presidente della commissione europea ha promesso investimenti per 300 miliardi durante gli ultimi 5 mesi e poi saltano fuori in concreto solo 21 miliardi che diventano 315 con la leva finanziaria.

    Tra l’altro non capisco bene cosa intende Jean-Claude Juncker per leva che fa crescere i soldi del fondo fino ad arrivare a 315 miliardi.
    Forse vuole giocare in borsa scommettendo sulla perdita di valore dell’euro e ottenere 300 miliardi.
    A me pareva semplice la cosa, lo stato presenta delle opere su cui investire, vengono approvate dalla Banca per gli investimenti,si ottiene la garanzia che almeno l’80% di ogni donazione fatta dallo stato torna indietro , ognuno ha così un’interesse.
    Il singolo stato fa una donazione che non è disintressata, ma prefigura da subito il ritorno dell’80% dei soldi, ottiene lo scorporo dai patti europei per il 100% della cifra versata, parte subito con le opere approvate dall’europa, la BEI costruisce il fondo con tutti i 20% che non tornano subito agli stati, li mette nel calderone e li distribuisce nella UE , sperando che una parte torni a coloro che hanno fatto donazioni e che hanno ingrandito il fondo.
    Sicchè l’Italia ha presentato opere fattibili per circa 80 miliardi, fà 100 miliardi di debito con i soldi di Draghi, lì dà alla BEI, li scorpora dai patti , partono subito 80 miliardi di opere, successivamente spera che la BEI gli resituisca anche gli altri 20 che vengono versati nel fondo comune.
    Riparte il PIL e siamo tutti contenti, fin quando la prossima agenzia di rating non ci tira altre mazzate e costringe a nuovi tagli sociali.
    Alternativa : la BEI prende i soldi direttamente dalla BCE , si evita così che il singolo stato faccia debito con le piccole banche private che a loro volta hanno preso i soldi dalla BCE, per poi finire comunque alla BEI per poi ritornare allo stato di origine, facendogli però pagare gli interessi sul debito ai cittadini.

    Ma la tobin tax è imprescindibile dato il momento storico di volatitlità.

    Chi può ceare una tobin tax monetaria sul cambio con l’euro?
    La banca centrale no di certo, è una banca, deve applicare le normative non crearle,in teoria.
    Il parlamento europeo?
    No perchè il parlamento rappresenta tutti gli stati dell’unione , molti dei quali non hanno l’euro.
    Anche la commissione europea rappresenta tutti gli stati dell’unione e non solo quelli che hanno l’euro.
    Dunque una tassa sul cambio della moneta unica con altre valute potrebbe essere fatta solo con un accordo tra tutti gli stati che hanno l’euro.

     
  • giamps78 15:49 il 25 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    L'irragionevole disuguaglianza della legge elettorale calabrese 

    Quello che è successo alle elezioni in Calabria è straordinario, poi ci si lamenta della gente che non va piu a votare.
    L’affluenza al voto è stata del 44%.
    Sommando i voti validi ottenuti da forze politiche che NON hanno eletto rappresentanti in consiglio si ottiene quasi il 20%.
    Cioè ricapitolando, il 56% degli elettori non è andato a votare, 1/5 di coloro che alle urne c’è andato non ha ottenuto rappresentanza in consiglio regionale.
    Adirittura 3 seggi vengono assegnati ad ognuna delle forze politiche a cavallo del 6-7%, e nessuno alle varie forze che hanno ottenuto il 4-5%.
    E’ chiaro che non si stà piu parlando di governabilità, ma di rappresentanza.
    Dunque lo sbarramento rende il voto diseguale ed è sicuramente irrazionale visto che NCD in calabria prende 3 seggi con il 6% e il movimento 5 stelle ne prende 0 con quasi il 5%, ed entrambe le liste non fanno parte della “compagine di governo” regionale che ha ottenuto il premio.
    Sul profilo di costituzionalità nella parte che ha vinto e che ha ottenuto il premio, si notano 3 liste che hanno sostenuto il candidato presidente poi vittorioso, che insieme ottengono quasi il 10%, ma zero seggi, che però contribuiscono a far scattare il premio di maggioranza, anche se non in maniera determinante, alla luce dei risultati che vedono il presidente ottenere il 61%, ma è comunque una questione di principio e in qualsiasi altra occasione questo fattore può rivelarsi determinante.
    La validità ,o meglio il valore, del voto espresso solo nella parte che riguarda il presidente e la contestuale estromissione del conteggio di quei voti nella ripartizione dei seggi regionali, è irraggionevole, dal mio punto di vista, è contrario all’uguaglianza del voto, e al buonsenso, considerando che gran parte di quelle schede elettorali avevano una sola “x” posta sul contrassegno della lista, ed il voto è andato automaticamente al presidente.
    Si ottiene cioè un sistema per cui secondo la legge si conteggia un “non voto”, cioè quello che va al candidato presidente, la maggior parte delle volte assegnato in automatico dopo il voto alla lista, mentre quest’ultimo, il vero voto, la “x” posta sulla scheda elettorale non viene conteggiata.
    Siccome è il consiglio regionale ad approvare le leggi, si intende che questo organo sia piu importante rispetto alla giunta.
    Dunque il meccanismo elettorale esclude un voto vero, quello piu importante, espresso con una sola “x” nella scheda elettorale in corrispondenza di una lista, ma conteggia quel voto per la vittoria finale del candidato presidente, cioè potenzialmente contribuisce a creare una ripartizione dei seggi del consiglio, ma viene escluso dal conteggio di tale ripartizione.
    Il meccanismo elettorale considera come piu importante un “non voto” assegnato a seguito dell’applicazione della normativa, rispetto al voto espresso dal cittadino elettore la cui volontà è chiara ed è espressa nella scheda elettorale.

     
  • giamps78 10:07 il 24 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    I veri leader e la democrazia partecipata 

    I veri leader politici si devono trovare nel parlamento, dopo le elezioni.
    I leader politici di oggi sono capaci di parlare nel piccolo schermo ma non sanno governare, non sanno fare le leggi.
    Siamo di fronte ad un sistema che dà in mano tutto il potere politico a singoli personaggi che hanno fatto corsi di comunicazione, in grado di decidere chi deve essere eletto nel “proprio” partito personale.
    Un sistema in grado di eliminare dalla ripartizione dei seggi coloro che non sono d’accordo con il gran capo e che vogliono chiedere ai cittadini un parere, ma non hanno i mezzi del gran capo che così lì può far fuori politicamente.
    Un sistema che conseguentemente grazie a premi di maggioranza permette la creazione di governi che creano norme incostituzionali in maniera incostituzionale.
    Governi comandati da leader che a loro volta comandano il partito e l’iter delle leggi, con le minoranze a loro volta comandate da leader che sono padroni dei propri partiti e che organizzano la riscossa alle elezioni successive in modo che il giochino si possa ripetere all’infinito.
    Il parlamento nasce perchè i seggi vengano dati a persone in grado di fare le leggi senza essere sotto ricatto dei padroni di turno, degli affabulatori pro-tempore, i parlamentari non devono essere costretti a votare cose che non hanno nemmeno avuto il tempo di valutare.
    Nasce tutto dalla legge elettorale che in questo caso è piu importante della costituzione repubblicana.
    I cittadini parteciperanno sempre meno se qualcuno non capisce il significato di democrazia.
    L’alternativa all’elezione di questi piccoli leader mediatici si trova nella democrazia diretta, la possibilità per i cittadini di votare con dei referendum, ad oggi non previsti dall’ordinamento se non in rari casi.
    I delegati dal popolo devono essere liberamente eletti nelle forze politiche, e il popolo si deve liberamente esprimere questione per questione, in quanto è sovrano.
    Purtroppo buona parte degli italiani guarda troppi film, crede nel protagonismo individualista, sono abituati a pensare che una sola testa ragioni meglio di tante, allora ci vuole l’elezione diretta del presidente della repubblica o del presidente del consiglio, di colui che li ha maggiormente convinti con le sue capacità comunicative e vogliono che decida ogni cosa.

     
  • giamps78 08:45 il 24 November, 2014 Permalink | Rispondi  

    Fuga per la vittoria : debacle democratica , PD al 34% 

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    DEBACLE DEMOCRATICA!
    Sembra sia finto l’effetto del “pentolaro” di Firenze, pare che l’elettorato non abbia gradito il passaggio dallo slogan “una riforma al mese” (nel senso che ne pensava una al mese e poi la scriveva nei 140 caratteri di twitter) allo slogan “passo dopo passo” (che nell’immaginario classico sostitituisce il marzullesco piano-piano , poco-poco)

    In Emilia romagna, senza tener conto dell’affluenza alle urne, il Partito Democratico perde 8 punti percentuali(dal 52% del 25 maggio al 44% di oggi)
    Mentre come voti assoluti lo smottamento è totale, da 1,2 milioni a 550 mila voti(oltre il 50% di meno) e Stefano Bonaccini ne prende 300 mila in meno di Vasco Errani , quest’ultimo superò anche il 50% sia come voti di coalizione che come affluenza, nel lontano 2010.
    in Calabria lo spoglio va a rilento, il PD perde 10 punti percentuali(dal 35% del 25 maggio al 25% di oggi) e aprossimando per eccesso passa da 260 mila voti a 180-200 mila.

    Detto questo, Oliviero, il candidato presidente del PD ottiene il 60%, un risultato importante per l’area Cuperlo-Bersani che aveva sconfitto un renziano alle primarie, mentre il candidato renziano Bonaccini si ferma al 49% in E-R.

    Con una proiezione si può supporre che il PD a livello nazionale passi dal 40,8% delle europee al 32-34% , con andamento “flettente” e con l’affluenza a picco.
    Questo significa che se si votasse con il consultellum Renzi saluterebbe la presidenza del consiglio,con le alleanze dopo il voto forse potrebbe fare il capogruppo alla camera, sarebbe un PD senza Speranza.
    Lo stesso dicasi per l’Italicum se non viene toccato il senato.
    Per capirsi, Pierluigi Bersani | Pagina Ufficiale , quando ebbe il risultato nazionale del 25%, in E-R prese il 37% e in calabria prese il 22%.
    Mentre oggi il PD oggi ha preso in E-R il 44% e in calabria il 25%.
    Invece il PD “europeo” di Renzi del 25 maggio, in E-R prese il 52% e in calabria il 35%

    5 anni fa si votò negli stessi giorni in 12 regioni.
    L’affluenza piu alta di registrò in Emilia-Romagna(68%), quella piu bassa in Calabria(59%).
    Oggi non solo le parti si sono invertite, ma in Emilia-Romagna c’è il rischio piu che concreto di avere un presidente dimezzato, oserei quasi dire “non eletto”, perchè l’affluenza è la piu bassa della storia repubblicana, inferiore al 40% degli elettori.
    Chi avrebbe immaginato un risultato come quello che si va definendo nel voto di oggi?
    Il sistema di scontro e di regole anti-democratiche messe in atto quotidianamente dai rottamatori tengono lontano i cittadini dalle urne.
    Il sistema di elezione è una fregatura, la gente lo ha capito e resta a casa.
    Le ciniche figure uscite dalle primarie uccidono il partito che le ha promosse e fanno sprofondare la democrazia italiana e la repubblica.

    P.S.
    Matteo Renzi twitta :
    “Negli ultimi 8 mesi abbiamo avuto 5 elezioni regionali e il Pd ha vinto 5 a zero. Oggi una persona normale dovrebbe esserne felice”.

    Ed aggiunge :
    “l’astensionismo è secondario”
    “i partiti che appoggiano lo sciopero hanno percentuali da prefisso telefonico”

    Ecco cosa diceva invece Walter Veltroni dopo il 16-0 alle comunali del 2013, vinte dal PD prima che renzi fosse segretario :
    «Ai ballottaggi si è recata alle urne meno della metà degli elettori, e questo parla di una situazione complessiva di crisi del sistema. La cosa peggiore sarebbe trarre frettolose e autogratificanti valutazioni politiche dal voto di ieri e non capire invece che il rifiuto delle urne è un altro fortissimo messaggio che il Paese sta mandando per chiedere cambiamento, innovazione, dinamismo, onestà».

    Sotto sotto poteva essere considerato anche un attacco all’esecutivo di Enrico Letta, quello delle larghe intese con Silvio Berlusconi, esecitivo che tra l’altro in quel momento aveva un indice di gradimento molto alto.
    L’affluenza delle elezioni tenute ieri è ben al di sotto di quella di un comune ballottaggio(che è pur sempre un 2° turno).
    Forse il paese non ha perceputo il cambiamento, l’innovazione, il dinamismo e l’onestà di Renzi.
    .

     
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