Lo "ius soli" inasprisce la lotta all'immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè.

E’ un dato di fatto, nei paesi c.d. occidentali , quelli presi a modello per lo ius soli , c’è un grado molto elevato di respingimenti di immigrati clandestini e un ferreo controllo delle frontiere, e a seconda della conformazione della popolazione c’è un piu elevato rischio razzismo.
Ad esempio negli stati uniti hanno perfino costruito un muro anti immigrazione con il Messico, questo perchè chiunque nasce nel territorio americano diventa senza eccezioni cittadino americano e acquisisce tutti i diritti degli americani.
Ci sono vari tipi di legislazione ius soli , piu è aperta, cioè piu è facile ottenere la cittadinanza piu la lotta all’immigrazione clandestina è aspra, le due cose sono legate.
Negli stati uniti non si parla di razzismo verso i messicani quando si rispediscono al paese di origine, ma di legge da far rispettare.
Ma gli stessi stati uniti sono l’esempio di come vi possa essere una colonizzazione dei nativi da parte di altri popoli, nel caso specifico provenienti dall’europa.
Si, gli europei hanno colonizzato gli stati uniti, ed ora per la legge del contrappasso i nativi europei devono essere colonizzati a loro volta nel loro stesso territorio di origine, grazie al modello americano che va tanto di moda.
Non ho capito bene la proposta dello ius soli temperato che vogliono far diventar legge in Italia
Si tratterebbe di dare ai figli degli immigrati la cittadinanza dopo appena un ciclo di studi, cioè magari dopo solo 3 anni.
Quello che non capisco è se questo vale solo se i genitori che abbiano ottenuto la cittadinanza italiana, con effetto retroattivo sui figli,che ottengono la cittadinanza italiana se sono nati in Italia e se hanno effettuato almeno un ciclo di studi, o se invece vale anche senza l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte dei genitori.

Paradossalmente, piu è difficle ottenere la cittadinanza, meno è alta la tensione sociale verso lo straniero, perchè non acquisendo diritti doveri e privilegi non viene visto come una minaccia.
Se non vi fosse la possibilità di ottenere la cittadinanza non vi sarebbe nemmeno l’inasprimento della regolamentazione sull’immigrazione clandestina e gli stranieri potrebbero tranquillamente circolare sul nostro territorio senza bisogno di permessi, ma senza diritti e doveri.

Sull’immigrazione il mio punto di riferimento è la densità abitativa per km quadrato e al di sopra di una certa quota la qualità della vita umana si abbassa, cresce il consumo di suolo, scompaiono le biodiversità, gli animali usati a scopi alimentari sono un numero sempre maggiore e vengono trattati in modo disumano impedendo loro una vita ed una alimentazione decente, gli insetti ed altre forme di vita una volta prosperose sono oggi scomparse.

Insomma, l’uomo stà radendo al suolo un territorio che non è suo, o per lo meno che non è solamente suo, ma che appartiene anche alle molteplici forme di vita alle quali la cittadinanza è stata ritirata e che sono state esplulse se non uccise.

In Italia ci sono 60 milioni di persone mentre poche decine di anni fa erano 30, e sono troppe, non tiro in ballo il colore della pelle o la religione, ma solo l’evidenza dovuta al differente sviluppo economico che produce in modo inversamente proporzionale delle evidenti disparità tra stati ricchi e stati poveri, a vantaggio di questi ultimi. Il tasso di natalità è direttamente proporzionale al grado di povertà, a sfavore dei paesi piu sviluppati. Dunque la soluzione è ovvia, va portata la ricchezza nei paesi piu poveri, solo così si ferma l’immigrazione. Inoltre se in quei paesi vogliono una densità abitativa molto piu alta sono liberi, come lo siamo noi nel dire l’opposto. Se poi qui si vivrà meglio, proprio perchè ci abitano meno persone, e cresce l’attrattività, si devono applicare delle strategie intelligenti di deterrenza, quali ad esempio un fondo creato e pagato dal singolo lavoratore immigrato che va a finire allo stato di provenienza se quella persona sceglie di rimanere in Italia.
Con questo sistema si porta in quegli stati la ricchezza, applicando una sorta di nuova tassa sul thè.

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