Updates from ottobre, 2014 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 11:00 il 29 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    Legge elettorale calabra, accordo stato-regione, la corte costituzionale non procede 

    Nell’ordinanza N.233 pubblicata il 15 Ottobre la Corte costituzionale decide di non procedere contro la legge elettorale regionale calabrese(si vota il 23 Novembre), che è palesemente incostituzionale.
    In calabria succedono cose strane in materia di riforma elettorale.
    Sono già 3 le leggi elettorali regionali modificate negli ultimi 9 anni.
    Le ultime due sono state fatte negli ultimi mesi.
    L’attuale governo nazionale ha sollevato una pregiudiziale di costituzionalità davanti alla corte per lo sbarramento troppo alto, incredibile ma è successo proprio questo.
    Poi la giunta regionale ha fatto una revisione della legge portando lo sbarramento al 4% e la corte costituzionale non è intervenuta, ritenendo soddisfatte le richieste del governo nazionale.
    Stà di fatto che questa legge è incostituzionale perchè c’è un premio di maggioranza senza alcuna soglia, cosa richiesta dalla corte solamente pochi mesi fà nella sua sentenza sul porcellum.
    C’è contemporaneamente un premio di maggioranza e uno sbarramento, sbarramento che sarebbe già presente in modo naturale dopo la riduzione del numero di consiglieri.
    C’è un problema netto tra voto per il presidente e assegnazione dei seggi.
    L’elezione del presidente influisce sul premio di maggioranza e quindi sulla ripartizione dei seggi.
    Vengono cioè contati anche i voti dati alle liste che sono sotto lo sbarramento per far vincere un presidente, e quando la differenza tra due candidati è minima essi sono determinanti.
    Or dunque questi voti servono non solo per far eleggere il presidente, ma anche per determinare un numero piu alto di seggi nella coalizione, contrubuento in alcuni casi in modo determinante alla modifica dell’equilibrio dell’assegnazione.
    Si ricorda a mero scopo illustrativo che quando nella scheda elettorale è presente una sola “x” a favore di una forza politica, il voto viene assegnato automaticamente anche al candidato presidente e che dunque anche la lista sotto lo sbarramento partecipa all’elezione del presidente e modifica la distribuzione dei seggi attribuiti.
    Sono voti che ci sono, che sono fondamentali nel calcolo del computo totale, ma sono voti che per la legge incostituzionale non sono considerati nella ripartizione dei seggi.
    Le possibilità sono due : o vengono considerati, o non vengono considerati.
    Ma nel primo caso se sono considerati lo dovrebbero essere a maggior ragione nella ripartizione che hanno contribuito a creare.
    Nel secondo caso non hanno accesso alla ripartizione ma non devono nemmeno risultare determinanti per quella ripartizione.
    Ed inoltre non esistendo una soglia minima può benissimo capitare di ottenere premi di maggioranza che determinino nella casistica delle assegnazioni dei seggi quote perfino superiori a quelle effettivamente prese dalla coalizione vincente prima dell’assegnazione di tale premio.
    Cioè una coalizione del 20% in un sistema politico molto frazionato può avere il 55% dei seggi, con l’aggravante di elmininare dal quel già piccolo 20% alcune liste il cui risultato sia inferiore al 4%, permettendo cioè, magari al 10% degli elettori l’ottenimento del 55% dei seggi.
    Se non è incostituzionale questo, che cos’è incostituzionale?
    Che cosa può violare piu di questo meccanismo l’uguaglianza del voto descritto nella costituzione?

     
  • giamps78 04:43 il 29 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    Vaucher per il costo orario concordato pubblico per partite IVA e liberi professionisti 

    Odio la legge di mercato quando obbligato dalla legge chiamo una persona che lavora 30 minuti per fare manutenzione della caldaia e poi la pago 60 euro senza l’aggiunta di alcun pezzo di ricambio.
    Come può essere giusto pagare una cifra simile mentre la maggior parte delle persone ottiene se va bene 10 euro lordi per 60 minuti di lavoro?
    Chi dà poi la certezza che quei soldi vengano effettivamente dichiarati al fisco?
    Penso che ci dovrebbero essere dei vaucher speciali che servano per pagare la manodopera(esclusi i pezzi di ricambio) dei privati o liberi professionisti che si cimentano in attività obbligatorie per legge.
    Penso che questi vaucher debbano avere uno stipendio per la manodopera intorno ai 10 euro orari, al massimo 20.
    Che ci debba essere un registro pubblico in ogni comune con la lista ordinata per attività di tutti coloro che accettano il pagamento del vaucher.
    Infatti non si tratta di obbligare qualcuno ad utilizzarlo, semplicemente chi offre il servizio compare nella lista, chi non offre il servizio può far pagare anche mille euro per ora lavorata.
    In questo modo si ottiene un prezzo concordato per la manodopera e si abbassano i prezzi di mercato.
    Questo progetto può essere allargato a molte altre attività, far risparmiare gli utenti e vincere l’evasione fiscale.

     
  • giamps78 09:15 il 28 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    il nuovo partito della nazione e del socialismo europeo 

    Si sente parlare in questi giorni della costituzione del “partito della nazione” da parte di chi ha appena aderito al partito socialista europeo.
    Le spinte autoritarie a cui abbiamo assistito in questi mesi, la propaganda anti-politica contro il parlamento e il suo assetto istituzionale,gli strali contro la vecchia politica, vengono oggi descritti come il nuovo che avanza.
    A livello europeo viene prevista la creazione di un super-stato europeo, una sorta di “anschluss”, con un solo esercito e una sola persona che rappresenta politicamente l’europa.

    Così comincia il Mein Kampf, scritto dal creatore del partito nazional-socialista :
    “Era il 24 febbraio del 1920 quando tenemmo nella grande sala della Birreria reale di Monaco la prima vera assemblea del nostro ancor giovane partito, e più di duemila persone approvarono all’unanimità i venticinque punti del nostro programma politico.
    Con questo gettammo le basi e seminammo le nuove teorie che dovevano distruggere definitivamente quel lerciume rappresentato sino ad allora da teorie ed opinioni vecchie e per giunta non molto chiare. Era giunto il momento che energie nuove nascessero e si lanciassero contro la pigra e ormai anemica società borghese, a sbarrare il passo alla grande marea marxista, a riequilibrare il traballante carro del Destino.
    Come appariva chiaro ai più, il nuovo partito avrebbe potuto sperare di acquistare il peso e l’influenza necessaria a questo titanico combattimento, solo se fin dal suo nascere avesse fatto accendere nell’animo dei suoi proseliti la certezza di trovarsi di fronte un partito che voleva qualcosa di fondamentalmente nuovo, di un partito insomma che non fosse un ennesimo tentativo politico.
    Pensiamo per un attimo di quali misere idee siano infarciti di norma quelli che vengono chiamati «programmi politici» e come, di volta in volta, vengano riadattati alle mutate idee correnti! Bisogna osservare attentamente, come sotto una lente, le idee centrali delle «commissioni per il programma» dei partiti (in special modo quelli borghesi) per poter afferrare appieno la consistenza reale di questi aborti politici.
    C’è una cosa sola che preoccupa e che spinge alla creazione di nuovi programmi o al cambiamento di quelli preesistenti: l’esito delle future elezioni. Appena nella mente di questi veri e propri giullari del mondo politico s’insinua il dubbio che il beneamato popolo possa mutare opinione e sfuggire alle stanghe del carro di partito, loro non fanno altro che riverniciarne il timone. Vengono chiamati allora quelli che potremmo considerare «astrologi di partito» detti anche «esperti» o «competenti»; sono in maggioranza vecchi parlamentari rotti a tutte le esperienze politiche, essi cominciano così a ricordare casi simili, in cui il popolo, stufo, perse definitivamente la pazienza, e suggerendo vecchie soluzioni formano «commissioni», tengono d’occhio le reazioni del popolo, leggono i giornali e fiutano l’umore della nazione per sapere cosa voglia mai quest’ultima e di cosa abbia paura. Vengono analizzati minuziosamente tutti i ceti sociali e raggruppamenti professionali, di cui vengono studiati anche i desideri più riposti.
    Queste commissioni si riuniscono e rivedono i programmi creandone di nuovi, e facendo questo, detti uomini mutano le proprie convinzioni politiche con la naturalezza di un soldato che cambi la propria camicia pullulante di pidocchi. In questi nuovi argomenti ciascuno ha la sua parte. Il contadino si vede offerta la protezione dell’agricoltura, l’industriale quella dei propri prodotti, viene altresì assicurata al consumatore la difesa degli acquisti e gli insegnanti fruiscono di aumenti di stipendo, mentre i funzionari vedranno aumentate le proprie pensioni. Lo Stato penserà ai bisogni degli orfani e delle vedove, saranno ribassate le tariffe sui trasporti e favoriti i commerci, e, per finire, le tasse se non abolite saranno almeno ridotte. Capita spesso che un certo strato sociale venga dimenticato o che non si soddisfi una generale esigenza del popolo, allora viene inserito a forza nei programmi tutto quello che possa ancora trovarvi posto, nella speranza così di soddisfare in qualche modo quell’esercito di piccolo-borghesi e mogli rispettive.
    Così agguerriti, fidando nel buon Dio e nella inattaccabile idiozia dell’elettorato si dà inizio alla lotta per la «riforma» (così viene chiamata) dello Stato. Passato il giorno delle elezioni e terminato l’ultimo comizio dei parlamentari del quinquennio, allo scopo di passare dall’addormentamento delle masse ai loro più elevati ed allegri compiti, queste commissioni si sciolgono, e la battaglia per le nuove condizioni assomiglia alla lotta per la conquista del pane quotidiano. I deputati definiscono ciò «l’indennità parlamentare».
    Tutte le mattine il rappresentante del popolo arriva sino alla sede del Parlamento; se non entra, riesce ad arrivare perlomento in anticamera dove viene affisso l’elenco dei parlamentari presenti: è su questo elenco che il Nostro, servendo la Nazione, scrive il proprio nome, ed è per questa fatica enorme, giornaliera, che incassa un profumato indennizzo. Passati quattro anni, o avvicinandosi sempre più lo scioglimento della Camera, detti signori vengono sollecitati da un impulso irrefrenabile. Al pari della larva che è destinata a trasformarsi in farfalla, codesti vermi di parlamento abbandonano così il rifugio comune e volano fuori, dal popolo.
    Ricominciano nuovamente a parlare agli elettori narrando loro come siano ostinati gli altri, e di come essi abbiano invece duramente lavorato; succede invece che il popolo, questa massa d’ingrati, invece di applausi lancia sul loro viso insulti e urla piene di odio. In genere se l’ingratitudine popolare tocca livelli molto alti tocca rimediare con l’unico toccasana possibile: migliorare ancora i programmi. Perciò la Commissione si rinnova e risorge, dando di nuovo vita all’eterno inganno. Conoscnedo bene la testarda idiozia dell’umanità intera non dobbiamo poi stupirci dei risultati. È così che il gregge del proletariato e della borghesia rientra nella stalla, tenuto per mano dal nuovo, invitante programma e dalla stanga, pronto a rieleggere coloro che lo hanno ingannato.
    Con questo l’uomo delegato dal popolo a rappresentarlo si ritrasforma nella veste di Parlamento, e riprende nuovamente a nutrirsi con le fronde dell’albero statale, per iniziare nuovamente il ciclo quattro anni dopo, mutarsi cioè di nuovo in farfalla.”
    http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=htlCosiCominciaIlMeinKampf

     
  • giamps78 13:54 il 24 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    La partita di giro del bilancio europeo ai danni dell'Italia 

    Immagine Ho visto un servizio giornalistico pazzesco sul quanto costa all’Italia far parte della Unione Europea. Cioè praticamente non hanno detto alcunchè, tante parole per poi finire nella solita antipolitica dei 200 milioni di euro che servirebbero per trasferire i parlamentari da strasburgo a Bruxells. Disinformazione totale degli organi di informazione a danno dei cittadini. Certo alcune informazioni c’erano, come l’ulteriore stanziamento di 300 milioni annui che l’italia dovrà pagare a seguito delle nuove regole sul ricalcolo del PIL. Si proprio così, inserire il nero ed i reati nel prodotto interno lordo ci costa 300 milioni di euro che vanno versati annualmente alla UE, ecco dove vanno a finire i soldi del taglio alle province e la privazione del voto a suffragio universale. Ma in quel servizio giornalistico hanno omesso di dire quanto versa effettivamente l’Italia, ovvero la differenza tra quanto dà e quanto ottiene indietro, lasciando fuori dal discorso la controversia sui soldi non spesi, qui si parla di soldi a fondo perduto che annualmente vengono regalati ad altri stati europei e che fanno parte della sezione “risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo(RNL)” all’interno del bilancio UE. Sono piu di 4 miliardi di euro annui, ribadisco, non c’è alcun riferimento ai soldi non spesi o spesi male che l’Italia dovrebbe ricevere indietro, sono soldi aggiuntivi a fondo perduto che l’italia dà e non riceverà mai e poi mai indietro, nemmeno se in futuro sapesse spendere perfettamente i soldi dei fondi europei che verranno allocati nel nostro paese. Sommando questi 4 miliardi a tutti quelli persi negli anni passati dalla nascita dell’euro, si arriva ad una cifra vicina ai 100 miliardi, considerando il periodo 2001-2020. A quei soldi vanno aggiunte le decine di miliardi provenienti dall’unione europea e non spesi dall’italia in passato, che non sono propriamente quei 100 miliardi descritti in precedenza, ma ne hanno contribuito la crescita,in quanto i soldi non utilizzati smettono di essere stanziati nelle successive programmazioni economiche europee, e aumentano il gap dare-avere, perchè il “contributore italia” continua a dare cifre sempre maggiori ma a riceverne sempre meno. In più l’italia versa altri soldi nei bilanci UE, regalando lo 0,3% della propria IVA(che è una delle piu alte in europa) e regalando alla UE il 75% delle imposte sui dazi doganali. Attenzione, da tutto questo è escluso il conteggio sui vari fondi salva stati ERF(40 miliardi) o il fondo MES(46 miliardi), soldi già versati su cui paghiamo gli interessi passivi alle banche private che hanno ottenuto quegli stessi soldi gratis dalla banca centrale europea con l’imperativo di acquistare titoli di stato. Poi c’è l’altra fregatura, notoriamente c’è una grande differenza negli interessi maturati sui titoli di stato nei vari paesi UE, quindi a noi quei soldi stanno costando di piu e oltretutto quei soldi vengono “congelati” nei luoghi piu sicuri, ovvero Germania e Lussemburgo, che hanno avuto il doppio vantaggio, hanno tassi di interesse piu bassi ed hanno i soldi del MES e ERF che acquistano il loro debito. In alcuni casi si arriva all’assurdo, il giro che prendono certe banconote è incredibile. Pensiamo alla Germiana che fà debito per pagare il fondo MES, quindi ottiene dalle banche private supponiamo 30 miliardi, che solo gli stessi che quelle banche hanno ricevuto dalla BCE, ma non finisce qui, il fondo MES ricompra i titoli di stato tedeschi perchè sono sicuri! Impressionante. Qualcuno pensa veramente che i soldi del MES potranno in qualche modo tornare in Italia? Io penso di no… sono soldi persi, l’unica loro funzione è quella di abbassare i differenziali sugli interessi degli stati, ma appena uno di questi andrà in difficoltà gli interessi torneranno a salire e se l’italia dovesse uscire dall’euro quei soldi sarebbero definitivamente persi, ma il debito contratto lo dovremo pagare ugualmente, un simil furto. Può esistere il differenziale tra bund tedeschi e titoli di stato italiani o francesi? Abbiamo un debito pubblico inferiore di 100 miliardi rispetto a quello tedesco e superiore di 100 miliardi rispetto a quello francese ma paghiamo il doppio degli interessi annui sul debito pubblico, piu di 40 miliardi di euro la differenza, non solo, in europa siamo quelli che hanno pagato i piu alti interessi sul debito in questi ultimi 30 anni, 3 mila miliardi di euro, mille miliardi in più dell’attuale debito pubblico italiano. Questo perchè siamo stati vittime della speculazione capitalistica privata e delle regole di Mastricht che hanno impedito ad una banca considerata “indipendente” di calmierare gli interessi al di sotto di una certa soglia tramite l’intervento pubblico, o meglio, l’intervento privato visto che la banca d’italia è stata privatizzata all’insaputa degli italiani e della legge e questa privatizzazione nei fatti è stata resa nota solo 10 anni fa, quando è stata cambiata la legge che vietava la privatizzazione di quella banca. Abbiamo la stessa identica moneta di Francia e Germania, non ci sono confini per le merci o per le persone, ma loro pagano meno interessi sul debito che in cifra assoluta differisce molto poco. L’assurdità trova il suo apice nel progetto di unione bancaria che non riguarda gli stati ma riguarda solo le banche private. In piu va considerata la perdita di competitività dovuta alla c.d. “moneta unica” che unica non è vista la contemporanea presenza di molteplici valute nazionali all’interno dell’unione europea, in economie dove il costo della vita e del lavoro è piu basso che sono rese competitive dalla presenza del libero scambio, oltrechè finanziate con gli euro dei fondi europei, ovvero quei famosi 100 miliardi che l’italia ha donato a fondo perduto. Queste sono le condizioni per porre fine alla moneta unica, costruita in modo totalmente errato.

     
  • giamps78 07:20 il 24 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    Lo "ius soli" inasprisce la lotta all'immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè. 

    E’ un dato di fatto, nei paesi c.d. occidentali , quelli presi a modello per lo ius soli , c’è un grado molto elevato di respingimenti di immigrati clandestini e un ferreo controllo delle frontiere, e a seconda della conformazione della popolazione c’è un piu elevato rischio razzismo.
    Ad esempio negli stati uniti hanno perfino costruito un muro anti immigrazione con il Messico, questo perchè chiunque nasce nel territorio americano diventa senza eccezioni cittadino americano e acquisisce tutti i diritti degli americani.
    Ci sono vari tipi di legislazione ius soli , piu è aperta, cioè piu è facile ottenere la cittadinanza piu la lotta all’immigrazione clandestina è aspra, le due cose sono legate.
    Negli stati uniti non si parla di razzismo verso i messicani quando si rispediscono al paese di origine, ma di legge da far rispettare.
    Ma gli stessi stati uniti sono l’esempio di come vi possa essere una colonizzazione dei nativi da parte di altri popoli, nel caso specifico provenienti dall’europa.
    Si, gli europei hanno colonizzato gli stati uniti, ed ora per la legge del contrappasso i nativi europei devono essere colonizzati a loro volta nel loro stesso territorio di origine, grazie al modello americano che va tanto di moda.
    Non ho capito bene la proposta dello ius soli temperato che vogliono far diventar legge in Italia
    Si tratterebbe di dare ai figli degli immigrati la cittadinanza dopo appena un ciclo di studi, cioè magari dopo solo 3 anni.
    Quello che non capisco è se questo vale solo se i genitori che abbiano ottenuto la cittadinanza italiana, con effetto retroattivo sui figli,che ottengono la cittadinanza italiana se sono nati in Italia e se hanno effettuato almeno un ciclo di studi, o se invece vale anche senza l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte dei genitori.

    Paradossalmente, piu è difficle ottenere la cittadinanza, meno è alta la tensione sociale verso lo straniero, perchè non acquisendo diritti doveri e privilegi non viene visto come una minaccia.
    Se non vi fosse la possibilità di ottenere la cittadinanza non vi sarebbe nemmeno l’inasprimento della regolamentazione sull’immigrazione clandestina e gli stranieri potrebbero tranquillamente circolare sul nostro territorio senza bisogno di permessi, ma senza diritti e doveri.

    Sull’immigrazione il mio punto di riferimento è la densità abitativa per km quadrato e al di sopra di una certa quota la qualità della vita umana si abbassa, cresce il consumo di suolo, scompaiono le biodiversità, gli animali usati a scopi alimentari sono un numero sempre maggiore e vengono trattati in modo disumano impedendo loro una vita ed una alimentazione decente, gli insetti ed altre forme di vita una volta prosperose sono oggi scomparse.

    Insomma, l’uomo stà radendo al suolo un territorio che non è suo, o per lo meno che non è solamente suo, ma che appartiene anche alle molteplici forme di vita alle quali la cittadinanza è stata ritirata e che sono state esplulse se non uccise.

    In Italia ci sono 60 milioni di persone mentre poche decine di anni fa erano 30, e sono troppe, non tiro in ballo il colore della pelle o la religione, ma solo l’evidenza dovuta al differente sviluppo economico che produce in modo inversamente proporzionale delle evidenti disparità tra stati ricchi e stati poveri, a vantaggio di questi ultimi. Il tasso di natalità è direttamente proporzionale al grado di povertà, a sfavore dei paesi piu sviluppati. Dunque la soluzione è ovvia, va portata la ricchezza nei paesi piu poveri, solo così si ferma l’immigrazione. Inoltre se in quei paesi vogliono una densità abitativa molto piu alta sono liberi, come lo siamo noi nel dire l’opposto. Se poi qui si vivrà meglio, proprio perchè ci abitano meno persone, e cresce l’attrattività, si devono applicare delle strategie intelligenti di deterrenza, quali ad esempio un fondo creato e pagato dal singolo lavoratore immigrato che va a finire allo stato di provenienza se quella persona sceglie di rimanere in Italia.
    Con questo sistema si porta in quegli stati la ricchezza, applicando una sorta di nuova tassa sul thè.

     
    • giamps78 10:58 il 21 aprile, 2017 Permalink | Rispondi

      L’ha ribloggato su Blog di GIAMPaolo SPOngae ha commentato:

      In questo articolo spiego perché lo #iussoli fa aumentare il razzismo,chi lo vuole ci manderà tutti a destra.
      Cara sinistra autolesionista,ottieni percentuali da prefisso telefonico,chiediti perché…

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  • giamps78 19:45 il 23 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    La crisi economica spiegata in soldoni 

    Immagine
    Secondo Bankitalia rimane quindi “elevato il rischio che un periodo prolungato di bassa inflazione, se non di calo dei prezzi, metta a repentaglio l’ancoraggio delle aspettative; ne scaturirebbero effetti sfavorevoli sul livello dei tassi di interesse reali e sull’andamento del debito in rapporto al pil”.

    Non ci sono effetti sfavorevoli sul livello dei tassi di interesse anche perchè le banche private prendono i soldi dalla BCE a gratis.
    Ci sono invece effetti positivi, quali l’abbassamento dei tassi sui debiti sovrani e il miglioramento dei conti pubblici, nonchè sui mutui abitativi e sui tassi di interesse applicati alle aziende.

    Non ci sono effetti sfavorevoli nel rapporto debito pil, perchè se è vero che con l’inflazione piu alta il PIL viene gonfiato annualmente dai rincari(ovvero compro la stessa quantità ad un prezzo piu alto e il PIL cresce), il debito ha tassi di interesse inferiori e quindi una crescita inferiore.

    D’altra parte è un cane che si morde la coda, il blocco dei salari presente in Italia(ma come si è visto anche in altri paesi ci sono scioperi per ottenere una remunerazioni piu alte) impedisce la crescita dell’inflazione per la normale dinamica domanda-offerta, un prodotto che va oltre un certo prezzo non viene piu acquistato, questo provoca la mancata crescita del PIL e in alcuni casi la sua decrescita e provoca disoccupazione in una spirale sempre piu profonda.
    E’ questa la nostra crisi economica, descritta in modo facile e comprensibile.

    Ma perchè sono stati sbloccati i salari e perchè non vengono sbloccati?
    Si risolverebbe subito il problema, ripartirebbero i consumi, ripartirebbe l’inflazione, scenderebbe la disoccupazione, questa è la teoria che si sente molto frequentemente.

    Sono stati bloccati, o non vengono adeguatamente rinnovati perchè gli stati non hanno piu la facoltà di fare spesa pubblica e di incrementare il proprio debito sovrano e devono cercare di contenerlo.

    Semplice no? Si chiama rigore nei conti.
    L’economia ripartirebbe se gli stati potessero continuare ad avere le finanze allegre!
    Si alzano le buste paga e le pensioni, ripartono i consumi, per la legge della domanda e dell’offerta riparte l’inflazione, quindi anche il PIL viene gonfiato dai rincari, decresce la disoccupazione, ma la crescita generata da questo tipo di politica crea un enorme buco nelle casse degli stati che dovranno poi tagliare la spesa pubblica e alzare le tasse.

    Il cane si morde la coda, perchè la crescita ottenuta da questa politica è molto inferiore all’incremento del debito, ovvero alla distanza diventa insostenibile, come d’altra parte è insostenibile un rigore assoluto nei conti senza risolvere le problematiche su cui si basa l’accesso al credito degli stati.

    Tutto questo va visto sotto vari profili macroeconomici e geopolitici

    Abbiamo una popolazione italiana e mondiale raddoppiata, quindi un numero superiore di persone che vivono negli stessi territori, contemporaneamente abbiamo macchinari in grado di sostituire in modo sempre maggiore le persone nel loro lavoro, producendo un numero piu elevato di prodotti a costi inferiori.

    Ma chiaramente se produci tanto, il prezzo piu basso rimane inaccessibile per i disoccupati ai quali il lavoro è stato tolto, si crea dunque l’eccesso di domanda, la recessione e la deflazione.

    Inoltre le barriere occidentali sono cadute con le nuove regole WTO , così come sono cadute le barriere nella nuova unione europea.
    Sono così entrati in concorrenza dei mercati molto diversi per stato sociale, costo della vita e del lavoro, numerosità di abitanti.

    Gli stati in via di sviluppo ormai sono diventati dei veri giganti mondiali, e sono paragonabili alla situazione italiana del miracolo economico.
    Essendo i loro prodotti meno costosi, ed essendoci un problema di elevato costo della vita negli stati occidentali, o meglio nei vecchi stati industrializzati tra i quali va inserito anche il Giappone, il costo del lavoro è fuori mercato, quindi molte produzioni sono finite proprio negli ex-paesi in via di sviluppo, creando ulteriore disoccupazione.

    Se oggi venissero alzate le buste paga la Cina invece di crescere il 7% tornerebbe a crescere il 10%,mentre il PIL dei paesi occidentali crescerebbe come una bolla solo grazie all’inflazione.
    Il sistema economico precedente all’apertura dei mercati mondiali ed europei è fallito, o meglio, non può piu essere usato, servono nuove ricette, per questo sorrido quando sento gli economisti di oggi parlare utilizzando vecchie ricette che erano buone quando le economie erano chiuse.

    Chiaramente questa bassa inflazione stà a significare un intervento ininterrotto della BCE, altrimenti i debiti sovrano non vengono acquistati in quanto poco remunerativi, e c’è il default.

    Ma attenzione bassa inflazione significa anche recuperare competitività verso quegli stati oggi in via di sviluppo, in quanto i loro prodotti cresceranno di prezzo e fino ad eguagliarsi con i nostri.

    Certamente serve tempo, loro dovranno adeguare le bustepaga alla loro inflazione, poi l’inflazione dovrà crescere, e poi le buste paga dovranno essere alzate e così via.

    Infine quei paesi in via di sviluppo falliranno, semplicemente perchè ci saranno altri paesi in via di sviluppo con costo della vita e del lavoro inferiori, e non pensiamo solo ad una Cina meno attrattiva verso gli imprenditori stranieri che emigrano nello stato di fianco dove non c’è un diritto e le buste paga sono 10 volte inferiori.

    Questo però stà già capitando oggi a noi.

    Ecco perchè nei prossimi 10-20 anni deve esserci una strategia pubblica mirata, che parta subito, immediatamente, che riduca l’acquisto di beni energetici dall’estero con la transizione energetica portando posti di lavoro in Italia ed in europa, ma non basterà questo.

    Servono posti di lavoro creati dallo stato , che deve essere bravo nel cercare il giusto ambito dove c’è una domanda che però viene tradotta in acquisto di beni esteri.

    Ad esempio una detassazione del “Made in” permette di salvare posti di lavoro e di crearne di nuovi, ma va contro i vai trattati sul libero scambio.

    Servirà anche risolvere il problema dell’approvigionamento degli stati sui mercati finanziari, o meglio dell’acquisto di titoli pubblici da parte delle banche nazionali.

     
  • giamps78 15:19 il 23 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    Nuove truffe elettorali all'orizzonte 

    Il mattinale di Renato Brunetta se la prende con l’assenza dello sbarramento elettorale nell’ipotesi formulata da Roberto Formigoni nella sua intervista all’espresso e definisce le forze politiche sotto la soglia come “rimasugli protestatari e antimoderni”.
    I rimasugli sono talmente antimoderni che se nella prima repubblica ci fosse stato lo sbarramento oggi non avremmo il divorzio e avremmo qualche centrale nucleare in funzione, oltrechè alcune in costruzione.
    Conta così poco lo sbarramento che se non ci fosse stato in Germania alle ultime elezioni la Merkel governerebbe con i liberali e non con la SPD.
    Parliamo di legge truffa, ad esempio nel 1953 era considerata una legge truffa quella che assegnava un premio di maggioranza per raggiungere il 65% dei seggi alla lista o coalizione di liste che avesse superato il 50%+1 dei voti.
    Un premio che dunque poteva raggiungere il 15% di seggi addizionali era considerato una truffa e fu necessaria una mobilitazione popolare per sopprimerlo, quelle elezioni furono il primo caso di effettivo bipolarismo in italia, o da una parte o dall’altra, e la democrazia cristiana perse molti voti in campagna elettorale fino a non raggiungere neanche il 50%+1 dei voti che sembrava alla portata solo pochi mesi prima.
    Qui la situazione è simile, la soglia del 40% consegna un premio di maggioranza del 55% dei seggi, esattamente il 15%.
    Con la differenza che nella legge truffa degasperiana una qualsiasi legge ordinaria veniva approvata in parlamento da una lista, o da una coalizione di liste, che superavano nel paese il 50% dei voti effettivamente ricevuti dagli elettori.
    Naturalmente quella legge aveva anche l’obbiettivo non secondario di cancellare le soglie per l’elezione di figure di garanzia e di permettere le revisioni costituzionali senza un referendum, anche questi elementi hanno determinato la grande reazione popolare.
    Con l’Italicum invece si permette ad una minoranza di fare le leggi per la maggioranza degli italiani.
    Altro che “partito della nazione”, considerando l’abbassamento dell’affluenza alle urne tra 1953 e 2014, finirà che una ristrettissima minoranza di persone farà delle leggi per tutti gli italiani.
    Oltretutto c’è anche qualcuno che osa parlare della presenza di sbarramenti, cioè di un ulteriore taglio della rappresentanza parlamentare.
    Adesso, con onestà, va riconosciuto che non ci può essere un premio del 55% a chi supera di poco il 40% dei voti.
    Un premio del 55% si può dare a chi supera almeno il 45% dei voti, per dargli la necessaria governabilità.
    Con risultati inferiori, ovvero un ballottaggio che non vede nessuna delle liste superare il 40% al primo turno, o con una sola lista che senza ballottaggio prende il 42 o il 43%, è immaginabile un premio di maggioranza inferiore, che varia dal 51 al 53% a seconda del risultato ottenuto.
    Si può adirittura evitare di prevedere un ballottaggio dando alla prima forza politica il premio di maggioranza, che però porta ad ottenere solo il 51% nei casi esplicitati in precedenza e stabilendo un premio massimo del 15% nel caso in cui la soglia del 40% non venga superata dalla forza politica che ottiene il premio.
    Questo per dire che un sistema che mette una sola soglia e che dà un premio di maggioranza così ampio a fronte di un risultato così basso toglie la rappresentanza e indebolisce le istituzioni stesse, in quanto una minoranza di cittadini crea leggi per tutta la collettività, l’esatto contrario della democrazia.
    Se dunque un partito prende il 40% si dovrebbe accontentare del 51% dei seggi e dovrà fare delle alleanze con forze politiche che abbiano almeno una ventina di seggi, seggi che naturalmente derivano dal consenso popolare, che non può essere a senso unico dovendo considerare il premio dato ai vincitori e tutti gli altri elettori come perdenti.
    Si tratta di coniugare rappresentanza e governabilità.
    Chi prende 300 mila voti ha pari diritto di partecipare alla ripartizione dei seggi come chi ne ha presi 3 milioni, è un principio meramente democratico, perchè gli ultimi seggi che vengono assegnati a chi ha preso i 3 milioni di voti possono utilizzare nella ripartizione dei resti quote inferiori ai 300 mila, dunque è inaccettabile e non ragionevole stabilire che lo stesso numero di voti valga per qualcuno e possa non valere per qualcun altro, sopratutto perchè vengono assegnati seggi a chi li ha già, quindi in modo incostituzionale si toglie a chi non ha per dare a chi già ha.

     
  • giamps78 06:23 il 22 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    Renzi si gioca la carta movimento 5 stelle? 

    Forse è passata inosservata la frase che ha detto Renzi all’ultima direzione del partito riferendosi alla legge elettorale : “premio di maggioranza alla singola lista”.
    Questa è esattamente la proposta che il movimento 5 stelle ha presentato all’ultimo incontro avuto sul tema.
    Se poi si aggiunge la reazione stizzita di Paolo Romani che tira in ballo direttamente la tenuta del patto del nazareno, e sul non essere stati consultati, ma se ci si aggiunge la frase detta ultimamente da Berlusconi “sogno una forza italia che vince da sola” si possono formulare alcune ipotesi.
    La prima è un tentativo di renzi di stringere le redini del patto del nazareno, piu di quanto non accada oggi, facendo intendere che lui ha anche una seconda scelta, il movimento 5 stelle.
    La seconda è che Renzi stia in gran segreto trattando con l’ex cavaliere e che siano giunti ad un accordo ma che ancora i “big” di forza italia non ne sono venuti a conoscenza.
    C’è anche l’ipotesi dell’ ex-cavaliere messo alle strette che deve dire si a Renzi, altrimenti esce dal gioco.
    Tra l’altro ci sono anche altri movimenti da tenere sott’occhio, all’ultima direzione Renzi a parlato di scelta civica e di led e della vocazione maggioritaria.
    Poi c’è il movimento nel centro, con i gruppi unici tra NCD, UDC ed altri.
    Questo farebbe pensare ad una strategia per ottenere la maggioranza dei seggi anche al senato in caso di elezioni anticipate.
    Infatti il consultellum del senato non viene toccato dall’italicum, ciò significa che ad Alfano & company basterà essere alleati con il PD, creando un solo contrassegno elettorale affiancato a quello del PD, per partecipare in tutte le regioni alla ripartizione dei seggi, evitando lo sbarramento.
    Un possibile 6% che da solo raccoglierebbe pochi eletti, ma coalizzato potrebbe essere determinante per ottenere la stessa maggioranza di oggi anche dopo le elezioni, sempre se il PD riesce a raccogliere il 42-44% di voti.
    E proprio per ottenere questa cifra si guarda ai vari cespugli dei cari LED e Scelta civica.
    Dunque il piano C per Renzi potrebbe essere quello di far saltare momentaneamente il patto del nazareno e accordarsi con i 5 stelle,che significa fine della legislatura anticipata in quanto le riforme costituzionali sarebbero bloccate senza Forza Italia.
    Anche perchè al senato la maggioranza scricchiola, visto che la legge di stabilità deve essere approvata a maggioranza assoluta e solo per il voto di un ex 5 stelle è stato approvato il rinvio del pareggio di bilancio.

    Inoltre Il PD si giova del fatto che al senato ottiene storicamente circa un 3% in piu rispetto alla camera, dovuto alla differenza di età dei votanti.
    Questo significa che il 40,8 delle europee potrebbe considerarsi come un 43,8% al senato.
    C’è anche la variabile SEL, che verrebbe tagliata fuori e darebbe al PD i seggi non assegnati a loro, ma avrebbe un Vendola libero da impegni da presidente che in campagna elettorale potrebbe presentarsi candidato e sparare a zero su Matteo Renzi e potrebbe superare la soglia dell’8% nelle regioni dove è piu forte.
    Ad esempio in Emilia-Romagna potrebbero superare lo sbarramento sia SEL che Lega, questo toglierebbe qualche senatore al PD.
    Da non escludere che sia il partito della nazione a riunire il centro-destra, diventando la somma di forza italia, PD renziano, alfaniani e centristi.
    Fatti due conti avrebbero i voti per la nuova legge elettorale ma solo con il premio alla lista unica voluto dal movimento 5 stelle di cui avrebbero bisogno dei voti in parlamento.
    La sinistra del PD+sel raggiungerebbe se va bene il 12%.
    Al partito della nazione basterebbe il 45% dei voti per governare in “solitudine”.
    Forza Italia apporterebbe l’8-9% , NCD e UDC apporterebbero il 3%, il PD apporterebbe il 32%, SC e CD apporterebbero l’1%, totale 45%.
    Alla camera vincerebbero il ballottaggio con 5 stelle, ma con difficoltà.
    Al senato con il consultellum avrebbero la maggioranza assoluta.

     
  • giamps78 21:51 il 20 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    L'incostituzionalità del bonus irpef alle neo-mamme 

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    Gli 80 euro di bonus irpef alle neo-mamme?
    Semplicemente incostituzionale, una disoccupata e una occupata eseguono la medesima azione, mettono alla luce un nuovo essere vivente,ma la prima non ha un reddito e non riceve gli 80 euro , la seconda ha un reddito dunque se la passa economicamente meglio, ed in piu riceve il bonus.
    Viene premiata la persona che stà meglio ma compiono entrambe la medesima azione, che ha il medesimo valore ma la repubblica promuove l’uguaglianza e dovrebbe rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, mentre qui viene fatto l’esatto opposto

    Invece la proposta di Salvini da questo punti di vista è corretta perchè l’asilo nido gratuito vien fruito da tutti i ceti sociali, anche se secondo me dovrebbe riguardare quelli pubblici e comprendere quelli privati ma solo fino ad una certa quota massima e per chi non supera un certo reddito.

    Articolo 3 :
    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

     
  • giamps78 23:08 il 19 October, 2014 Permalink | Rispondi  

    Caos globale : la UE può far fallire U.S.A. e Russia in 3 anni 

    Immagine
    Il piano presentato di seguito prevede la creazione di un periodo di caos globale con fallimenti multipli di molti stati, tra i quali USA, nuova U.R.S.S(vecchia Russia), Venezuela, Libia, Arabia Saudita, e molti altri che non elenco.

    Ma prima una segnalazione :
    AttenzìònA il circolo dei soldi nel ciclo economico è errato!
    AttenzìònA il circolo dei soldi nel ciclo economico è errato.
    Le banche private disimpegnano investimenti fatti in precedenza alle imprese sostituendoli con i soldi della BCE e disimpegnano i soldi ottenuti dalla cessione di ABS e covered bond per portarli altrove.
    I soldi devono passare prima per gli stati abbattendo gli interessi e andando a restituire alle banche il credito.
    Inoltre soldi necessari per gli investimenti devono avere il tasso di interesse sotto 1% e devono avere durata medio lunga nel settore dell’energia, minimo 5 anni.
    Esempio pratico, se non vi piacciono le opere pubbliche le facciamo tutte private!
    La Banca europea per gli investimenti riceve i mille miliardi dalla BCE che così non compra ABS e covered bond.
    Ogni stato crea una società pubblica e riceve questi soldi e deve progettare opere snelle, pronte massimo in 3 anni(vedi energie alternative, metano sintetico,biocarburanti, punti di ricarica elettrici e ad idrogeno).e si impegna perchè siano rispettati i tempi.
    Finiti i 3 anni tutte le opere sono completate e la società viene quotata in borsa e viene venduto il 49% delle azioni ai privati, questi soldi ripagano una parte del debito contratto con la banca europea per gli investimenti che provvederà a restituirli alla banca centrale europea.
    Ora l’azienda appena realizzata è una controllata dallo stato un profitto ed un mercato.
    lo stato se vuole può aspettare un certo numero di anni e fare cassa tagliando il proprio debito pubblico, ovvero vendendo il restante 51% delle azioni, oppure mantenerne il controllo.
    nel frattempo lo stato riduce gli interessi sul debito con l’acquisto da parte della banca centrale dei titoli e migliora il bilancio.
    Al termine dei 3 anni lo stato migliora la bilalcia commerciale con l’estero non comprando piu petrolio o metano ma autoproducendolo.
    si sono creati posti di lavoro e investimenti remunerativi, migliorando la compeitività mondiale e i conti pubblici.

    Il risultato collaterale è l’eccesso di offerta del petrolio che tornerà sotto i 30$ al barile e rendera non produttivi tutti gli investimenti fatti dagli USA con la tecnica del Fracking, e il fallimento della metà degli stati esportatori di petrolio.

    Le nostre banche private però saranno salve visto che avranno la liquidità dovuta alla restituzione del debito pubblico come descritto in precedenza, le altre banche mondiali avranno qualche problemino.

    Poi c’è la fase B del piano che non esporrò, mi limito ad indicare l’immagine degli spaghetti associandola alla fine che farà fare la UE a USA e Russia.

    P.S. erano maccheroni, gli spaghetti sono stati espulsi.

     
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