Aggiornamenti Recenti Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 12:55 il 20 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Vi presento il “menefreghellum” 

     

    Il rosatellum è un sistema completamente bloccato ed io credo sia anche incostituzionale senza la possibilità del voto disgiunto che esiste in qualsiasi altra elezione, da quella comunale a quella regionale è possibile votare per una forza politica ma anche per un diverso sindaco o in diverso presidente di regione.
    Non ha alcun senso mantenere l’uso di una sola scheda elettorale anziché di due se non è presente lo scorporo dei voti ricevuti dall’uninominale e se non è possibile votare il capo politico su una apposita seconda scheda, raggruppando quindi giustamente uninominale e proporzionale in una unica.
    L’essenza della legge elettorale che propongo qui, il menefreghellum, non cerca di correggere gli errori di base del rosatellum, ma li utilizza per fare in modo che gli elettori abbiano comunque una scelta in più, così il sistema non risulta essere totalmente bloccato.
    Anziché un solo nome per Collegio, la coalizione be presenta 3  e l’elettore può mettere la preferenza su uno dei tre.
    L’errore del rosatellum rimane inalterato, se qualcuno vota uno dei tre candidati, il voto va a tutte le forze politiche della coalizione nel proporzionale.
    Se al contrario l’elettore vota solo per la forza politica, il voto viene assegnato a tutti e tre i candidati uninominali.
    Attenzione,anche senza la presenza del voto disgiunto, un candidato di altra forza politica che prendesse meno voti come coalizione ma più voti come candidato uninominale, risulterebbe eletto nel collegio.
    Questo può capitare quando un candidato ottiene molti più voti dei concorrenti all’interno della stessa coalizione e lo scarto di voti con la coalizione avversaria risulta inferiore a tale differenza.
    Dopotutto è pur sempre un collegio uninominale e c’è pur sempre un ripescaggio proporzionale e per i migliori perdenti dell’uninominale.

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  • giamps78 16:55 il 19 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Referendum 22 ottobre: governo ha deciso di privatizzare le forze dell’ordine? 

     

    Il governo chiede il conto alle due regioni, veneto e Lombardia, per il dispiegamento delle forze dell’ordine ai seggi il 22 ottobre in occasione dei referendum per chiedere ulteriori forme di l’autonomia.
    Sono allibito!
    Dovrebbe essere lo stato a dare 2 milioni di euro al giorno alle regioni per tutto il resto dell’anno, per tutte quelle forze dell’ordine che dovrebbero essere retribuite dalle regioni, dalle province e dai comuni con proprie tasse!
    Sono allibito perché le regioni compongono la repubblica al pari dello stato ed i cittadini pagano le tasse per pagare lo stipendio quotidiano a quelle forze dell’ordine.
    Sono allibito perché quei soldi chiesti rientrano nei costi fissi che sarebbero comunque ed in ogni caso sostenuti in quanto nn vengono assunte persone solo ed esclusivamente per questa circostanza, ma sono già assunte con posto fisso.
    Sono allibito perché allora il conto deve essere mandato sempre a chiunque per qualsiasi evento, dalla partita di calcio a quella di pallacanestro, ai concerti.
    E questi eventi sono privati.
    Ma perfino un comizio politico allora dovrebbe prevedere che il partito paghi le forze dell’ordine come se si trattasse di sicurezza privata.
    Ma se ognuno dovesse pagare le forze di sicurezza, come se fossero private, allora bisogna abbassare le tasse che servono poi per remunerare quelle forze di sicurezza.
    Mica possiamo pagarle due volte, la prima con le tasse e la seconda successivamente pagando un servizio privato.
    Se così fosse, allora le regioni potrebbero allo stesso modo far pervenire il conto allo stato per tutti i servizi che le regioni erogano ogni giorno per conto dello stato.
    Un governo che ha speso 300 milioni per un referendum costituzionale che ha poi perso, ed un partito, il partito democratico, che puntava a ricevere un rimborso elettorale in caso di vittoria!
    Come rimborso elettorale?!?
    Paghino prima il costo per la sicurezza predisposta nei seggi!
    Chi paga dal biglietto del treno per le forze dell’ordine che stanno seguendo la dirigenza del partito democratico intorno all’Italia e che viaggiano gratis su dei treni regionali dove magari le regioni hanno speso molti soldi pubblici per l’investimento?

     
  • giamps78 21:24 il 18 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    referendum del 22 ottobre in lombardia non è nemmeno la preistoria del voto elettronico 

     

    Vengo a sapere che non è possibile annullare la scheda, vengo a sapere che la scheda bianca non è veramente una scheda bianca, cioè l’assenza di una scelta, ma che è diventata una vera e propria scelta.
    Il cittadino troverà si uno schermo tattile, ma quello schermo non sarà accoppiato a matite digitali, non sarà possibile scrivere nulla.
    Mi pare poi di aver capito che non ci sarà alcuna delle 2 proposte antifrode che da anni propongo perché sono a costo zero e sono di buon senso.
    Non ci sarà il fermo immagine, ovverosia la registrazione in formato fotografico (ad esempio jpeg) di ogni singolo voto, nel momento in cui questo avviene,ovviamente facendo in modo che il voto resti anonimo.
    Questo sistema che ho ideato personalmente alcuni anni fa, permette di avere un database digitale con le foto di ogni voto all’interno dell’urna digitale, ovviamente il database non deve essere posto su memoria riscrivibile, non deve essere quella che con l’abbreviazione inglese si indica con le due lettere RW, ma deve essere memoria indelebile.
    Quindi se qualcuno vota alle 8:05 della mattina , quel fermoimmagine che finisce nel supporto removibile (ad esempio un DVD) posto all’interno del seggio digitale registrerà il voto in maniera indelebile a meno che non sia toccato il tasto “cancella”.
    Il fatto che manchi una matita copiativa,ancorché digitale, credo che vada contro la legge sui referendum, e potrebbe anche renderlo non valido.
    Così come l’impossibilità di non votare alcuna delle possibilità previste in scheda, ovvero votare scheda bianca che si è invece trasformata in una scelta posta all’interno della scheda.
    Poi c’è un secondo sistema antifrode, che è rappresentato da uno scontrino cartaceo(che ultimamente ho visto essere stato proposto anche nel rosatellum) di avvenuto voto che finisce dentro una vera e propria urna sempre all’interno del seggio elettronico, contenente i dati fondamentali della votazione che in caso di ricorso possono essere incrociati con i fermi immagini descritti precedentemente.
    Insomma, il software non è intelligente, non riesce a rilevare i tocchi sullo schermo (ovviamente tocchi digitali indelebili) e a rilevare l’assegnazione del voto chiedendo conferma all’utente, dicendogli ad esempio:
    Stai votando per il si, confermi
    Stai annullando la scheda,confermi?
    Il tuo voto non contiene scelte, quindi sarà considerato scheda bianca, confermi?

    P.s. Ovviamente l’antifrode sta anche nella possibilità che ha l’elettore di controllare il proprio voto anonimo descritto nel piccolo scontrino che poi finisce nell’urna.

     
  • giamps78 09:52 il 16 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Subito le gabbie salariali per limitare le disuguaglianze del centralismo romano 

     

    Quando fa comodo siamo tutti italiani, quando invece c’è da ricevere le agevolazioni, lo stato centralista,governato dai renziani effetti una sistematica contrapposizione per classi d’età o per zona geografica.
    nulla che sia fondato sul merito,anzi…
    Lo stato centralista sta minando l’unitarietà della repubblica con delle leggi a dir poco infami.
    Con i soldi del nord si detassa il sud, perché , dicono loro, bisogna aiutare le zone depresse.
    È questa la soluzione rappresentata dallo spostamento degli ordinativi da una parte all’altra dello stivale?
    Certo che no.
    Già le tasse sono le più alte d’Europa, già è difficile competere con il resto d’Europa, ma qui oltre al danno si aggiunge la beffa.
    per decisione centralista romana chi già oggi paga meno tasse, in cifra assoluta sul totale degli occupati, deve pagare ancora meno tasse rispetto a chi versa nel calderone romano il doppio o il triplo.
    E questo doppio o triplo già finisce al sud, basta verificare i trasferimenti di denaro regione per regione, ovviamente facendo i calcoli giusti, non come fa la lega nord che non considera nemmeno i soldi pagati dall’inps ai pensionati dati regione per regione
    Fatti i calcoli giusti, si evince che la cifra risulta veramente importante, non alta quanto afferma la lega ma si tratta comunque di molti denari.
    No dico, fossero almeno soldi che arrivano dall’unione europea destinati alle regioni meno sviluppate…
    Non che cambi il concetto base visto che i soldi che riceve l’unione europea è il nord Italia che li versa.
    Ma almeno se sono fondi europei si evita lo spreco di fondi non spesi che altrimenti andrebbero persi, e sono parecchi miliardi tra quelli scaduti l’anno passato ma ancora da spendere dopo una nuova deroga e quelli del nuovo ciclo di 7 anni che è da poco cominciato.
    No, non sono nemmeno fondi europei.
    Sono il primo a dire che ci devono essere una tassazione differente tra regioni del sud e regioni del nord,non solo, anche tra regioni confinanti.
    Ma questo sistema non può essere fondato sul calderone centralista romano che fa preferenze con un sistema feudale che involve dall’alto verso il basso.
    Deve essere fondato sulla responsabilità e sulla capacità.
    In definitiva, chi vuole abbassare le tasse lo può fare se ha le coperture finanziarie per farlo, se diminuisce le spese.

    Qui invece c’è un sistema che si fonda sulla irresponsabilità, meno sei meritevole più ottieni denaro e vice versa.
    Come si può dire di essere a favore della meritocrazia, del libero mercato, della produttività, e poi mettersi a fare gli apprendisti stregoni penalizzando chi è più produttivo,chi è più meritevole, in sostanza chi permette al sud di spendere i soldi di altri, oltretutto riempiendosi di debiti nelle amministrazioni locali?
    Qualcuno potrebbe controbattere dicendo che non si sta minando l’unità della repubblica perché chi ha di più aiuta chi ha di meno e questo produce sviluppo che aiuta anche chi ha di più.
    In realtà il punto di vista può anche essere ribaltato, e a me sinceramente pare una versione più credibile:
    Abbassando le tasse al nord italia invece che al sud, il Nord compete maggiormente con le altre realtà europee e mondiali, cresce e questa crescita si tira avanti anche il sud.
    Dopotutto chi spende di più deve avere anche tasse più alte, altrimenti i discorsi sul merito sono del tutto infondati alla prova dei fatti.
    Le gabbie salariali permettono alle regioni del sud, se vogliono, di abbassare le tasse, ma alla luce delle spese effettuate dalle pubbliche amministrazioni.
    Il sud deve necessariamente avere stipendi più bassi se vuole rilanciarsi, ma deve avere anche un costo della vita inferiore che permetta a quegli stipendi più base un maggiore potere d’acquisto e riduca così la spesa pubblica in maniera automatica.
    Perché se un comune deve asfaltare una strada e gli operai guadagnano un 30% in meno, a parità di conoscenze, il lavoro finito costerà meno e quel comune chiederà tasse inferiori ai suoi cittadini generando un ciclo virtuoso.
    A maggior potere d’acquisto corrispondono ad esempio pensioni sociali inferiori, dunque un ulteriore risparmio per la cosa pubblica che si trasforma in minor tasse per i cittadini e per le imprese di quella regione o di quella macroregione.
    Ma i sindacati, che plaudono a questa detassazione centralista renziana che premia la disuguaglianza e mina l’unità della repubblica sono contrari.
    Sono contrari perché credono di essere paladini dei diritti che invece stanno contribuendo a far togliere, anno dopo anno.
    Io invece vedrei bene una tessera della CGIL che costa il 20% in meno al sud rispetto al Nord, ma fermando le decine di miliardi di trasferimenti che vengono buttati nel calderone centralista, con questo autolesionismo insito in costoro che magari saranno spinti dalle migliori intenzioni, ma che ,come testimoniano i fatti in decenni e decenni in cui la differenza tra nord e sud è aumentata,, non funziona per niente, anzi si ottiene l’effetto opposto.

    Siamo in Europa, abbiamo tutti la stessa moneta ma costi della vita e del lavoro differenti da stato a stato.
    Dov’è la CGIL a livello europeo?
    Semplicemente non esiste perché gli interessi nazionali dei suoi pensionati superano il famigerato internazionalismo dei sindacati.
    Abbiamo l’est Europa con l’euro e costi della vita e del lavoro differenti dai nostri, perché dunque non possiamo fare la stessa cosa con il nord e con il sud Italia?
    Non si può, perché ,dicono, si creano disuguaglianze tra cittadini.
    Ma allora cari sindacati convincere gli altri stati europei che hanno la nostra stessa moneta a pagare allo stesso modo tutti i lavoratori e facciamo in Europa quello che volete voi mantenere in Italia,per evitare le disuguaglianze!
    Non si può nemmeno questo.
    Quindi ammettendo che abbiano ragione i sindacati e che le gabbie salariali creino disuguaglianza, significa che l’unione europea che ha le gabbie salariali da stato a stato nasce sulla disuguaglianza che non risulta sanabile.
    E allora se non puoi vincerli devi unirti a loro, il sud italia deve competere con l’est Europa ed il nord italia con la Germania, senza pagare i balzelli del sud.

     
  • giamps78 14:50 il 13 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il porcellum era veramente peggio del rosatellum 2.0? Io penso di no 

     

    Il porcellum a me piaceva perché ha permesso di fare a pezzi il bipartitismo del mattarellum e specificatamente il mattarellum applicato alla camera dei deputati, non quello applicato al senato perché privo di sbarramento e avente uno scorporo fatto bene.
    Ora però c’era in vigore il consultellum che aveva le preferenze al 100% al senato e nel 40% della camera dove c’erano i famosi 100 capilista bloccati.
    Quindi abbiamo un netto peggioramento,acuito dal fatto che il parlamento non ha potuto fare ciò che prescrive la costituzione tramite una procedura normale di approvazione della legge.
    Qui di normale non c’è nulla tranne l’arroganza renziana che oramai è la normalità.
    C’ERANO tante possibilità, il mattarellum applicato dal 1993 al 2006 al senato della repubblica, non aveva le preferenze nel 25% di proporzionale ma non aveva nemmeno liste bloccate visto che in quel 25% di proporzionale venivano eletti i miglior perdenti dei collegi uninominali.
    Tutto questo senza calcolare che un 36% di collegi uninominali senza scorporo  come nel rosatellum bis, equivalgono esattamente per numero di seggi ad un 75% di uninominale con lo scorporo come nel vecchio mattarellum del senato.
    In questo modo si sarebbe evitato il voto “a grappolo’ dell’uninominale sul proporzionale.
    Oppure in questo rosatellum con i nomi ed i cognomi dei candidati scritti in scheda elettorale, nella parte destra, potevano essere previste le preferenze.
    Queste non sarebbero state come le vecchie preferenze nelle quali l’elettore doveva scrivere nome e cognome con la matita, c’erano già scritti, questo avrebbe permesso di superare svariate criticità delle vecchie preferenze e avrebbe potuto funzionare anche senza voto disgiunto.
    Invece siamo alle solite, un parlamento eletto con liste bloccate incostituzionali vota contro la sentenza della consulta una legge che non contiene nemmeno una preferenza.
    Tutto questo fa semplicemente vomitare perché il prossimo anno ci ritroveremo in parlamento e di conseguenza poi in televisione tutte quella gente che nessuno voterebbe neanche con la pistola puntata alla tempia, e saranno li, ancora, altri 5 anni a far vedere quanto schifo fa la politica.
    Al porcellum ci ha pensato la corte che ha messo le preferenze, ed ora il nome è cambiato in consultellum, ora andiamo al voto con un’altra schifezza elettorale approvata alla camera con un voto di fiducia chiesto da un governo che è in carica grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale.
    Un governo che ha chiesto la prima fiducia al parlamento dicendo che non voleva occuparsi della legge elettorale.
    Ora i renziani cercano di dare lezioni di responsabilità, dicendo che serve una legge omogenea, ma quando io lo dicevo a loro 3 anni fa ero gufo…
    Quando dicevo che l’italicum non andava bene perché non si doveva fare una legge elettorale per una sola camera?
    Quando dicevo di far entrare in vigore l’italicum solo dopo il referendum?
    Ero gufo anche quando dicevo che poteva vincere anche il no al referendum costituzionale, che un legislatore dovrebbe legiferare guardando non solo il proprio orticello e la propria propaganda facendo credere che si tratti dell’interesse generale.
    Avevo chiesto a Mattarella con una lettera aperta che gli avevo spedito di non firmare l’italicum perché valeva per una sola camera e ciò costituiva una problematica che lui doveva considerare.
    Tutto inutile, come ora queste considerazioni sul rosatellum bis, tutto inutile.

     
  • giamps78 22:15 il 11 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Mattarella blocchi l’#abortellum perché non rispetta l’uguaglianza del voto 

    uguaglianza del voto significa che a parità di voti la coalizione non può essere una discriminante.
    Se una forza politica ottiene il 3,5% dei consensi senza fare apparentamenti e  un’altra ottiene i medesimi voti ma risulta apparentata con una forza politica che magari ottiene zero voti, secondo il rosatellum bis, la prima lista che va da sola entra in parlamento mentre la seconda lista non ci entra in quanto lo sbarramento è del 10% per le coalizioni ed al 3% per le singole liste.
    Questo non è nemmeno ragionevole in quanto le coalizioni sono formate da singole liste e pertanto all’interno delle coalizioni devono valere gli stessi sbarramenti che valgono per le singole liste.
    Invece qui si dice che il 3% vale solo se non ci sono apparentamenti ed inoltre, se ci dovessero essere apparentamenti quel 3% non smette di esistere a favore del 10% ma diventa condizione successiva a quel 10%, ovverosia , se una coalizione dovesse superare quel 10% per ottenere seggi dovrebbe avere al proprio interno singole liste che superano il 3%.
    Quindi quel 3% continua ad esistere anche nelle coalizioni ma è utilizzato in maniera discriminatoria urtando evidentemente contro l’uguaglianza del voto che tra le altre cose dice semplicemente che a parità di voti corrispondono parità di seggi.
    Ma così non è perché la stessa soglia di sbarramento serve per discriminare le liste che prendono più voti da quelle che ne prendono meno,serve per discriminare chi ha deciso di fare un apparentamento con altre liste.
    Paradossalmente una lista del 9% può non ottenere seggi mentre una del 3% non solo li ottiene, ma si spartisce pure quelli che non ha ottenuto quella del 9%.
    Il 3% deve avere lo stesso valore per tutte le liste,se viene subordinato al 10% nelle coalizioni deve essere subordinato a quel 10% anche per le singole liste.
    Anche perché le singole liste sono in realtà coalizioni formate da singoli contrassegni che presentano candidati esattamente come le coalizioni formate da più di un contrassegno,quindi devono valere le stesse regole nel conteggio dei voti.
    Oppure,al contrario, il 3% deve essere sempre predominante,sia per singole liste,sia per coalizioni ,quindi anche sull’altra soglia del 10%, facendo entrare in parlamento qualunque lista superi tale soglia anche se risulta coalizzata e risulta non aver superato il 10%.
    Analisi simili potrebbero essere fatte su un arbitrario 1%, e non si capisce perché i voti sotto tale soglia dovrebbero essere conteggiati nel collegio uninominale, ma non nel collegio nazionale presso la medesima coalizione che con quei voti potrebbe ottenere dei seggi uninominali.

     
  • giamps78 17:41 il 10 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ironlev: La levitazione magnetica. qualche suggerimento di modifica al Progetto 

    A.p.
    Mentre cercavo di postare questo articolo su internet ed ero seduto tranquillamente su una panchina di marmo del centro storico, mi si è avvicinato un poliziotto della volante 1 della questura di belluno, per chiedermi i documenti,proprio a me, ferma la macchina e ci sono altre 7 o 8 persone a li ferme sulle panchine ma lui punta me.
    Lo riconosco , è sempre il solito che mi ha puntato altre volte, invece di prendere ladri,farabutti e spacciatori si fermano per me,ero chiaramente indispettito sentendomi preso di mira.
    Bene,ora ho una denuncia penale, chiusa parentesi.

    Ironlev è un rivoluzionario sistema che permette di far lievitare dei treni grazie a dei magneti permanenti,senza che sia utilizzata energia elettrica,e quindi a differenza dei treni giapponesi che sfrecciano a 600 km/h ha un costo notevolmente inferiore.
    Dice un tal ghirotto, che ironlev è in grado di far andare sui binari perfino un automobile priva di ruote,facendola lievitare.
    Ora farò una serie di supposizioni:
    Se invece di puntare a sollevare le automobili si puntasse a togliere loro solamente 200 o 300 kg di peso,evitando così di togliere loro le ruote?
    Così facendo il mezzo avrebbe un peso inferiore e dunque inquinerebbe e consumerebbe di meno.
    Supponiamo che un sistema del genere venga messo su un’autostrada,con i magneti messi sotto l’asfalto in modo tale da risultare del tutto invisibili.
    e già che ci siamo magari si può supporre di avere messo su quello stesso asfalto anche una ricarica elettrica ad induzione, in modo che le auto elettriche possano percorrere centinaia di km e uscire dall’autostrada ancora cariche..
    Chi fa l’investimento sa che poi l’utente ottenendo un risparmio nel carburante sceglierà ancora quel servizio anche se il prezzo è più alto.
    Supponiamo ora di avere un tratto di un solo km 1 km dove è applicato questo sistema.
    Lo ricordo,i magneti sono permanenti, non serve energia elettrica per ridurre di 200 kg il peso del mezzo.
    Supponiamo in quel km di portare la velocità del mezzo da 30 km orari a 150 km orari, ed evidentemente avendone un risparmio di carburante rispetto allo tesso tratto di strada privo di questo sistema.
    Ora però,se esco gradualmente da quel km, la mia velocità è ancora di 150 km orari, non ho una restituzione retroattiva di quanto precedentemente risparmiato, ho solo un fabbisogno maggiore per mantenere tale velocità.
    cioè un ritorno alle condizioni “normali” di consumo.
    C’È però una differenza, sto viaggiando a 150 km orari ( s fosse un volano sarebbero giri al minuto) e se suppongo di avere un sistema per il recupero dell’energia in frenata, recupererò maggiore energia.
    Diciamo che in similitudine questo sistema è paragonabile ad una salita ed una discesa, con maggiore e minore sforzo, maggiore e minore velocità, ma se avessi una lunga discesa il recupero dell’energia in frenata lavorerebbe a pieno regime.
    Inutile continuare, credo che il concetto sia già abbastanza chiaro.
    Sia tramite magneti permanenti sia tramite quelli non permanenti,con una corrente che varia a seconda del peso del singolo mezzo da sollevare, secondo quanto prestabilito attraverso un software, si possono elaborare sistemi per un efficentamento.
    In questo caso però non credo si possa ancora parlare di motore magnetico.

     
  • giamps78 10:03 il 9 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Senza il voto disgiunto anche questa versione del #rosatellum è incostituzionale 

    Inutile che la maggioranza di non governo unita a forza Italia e lega gioiscano per aver rispettato i tempi del calendario ed aver mantenuto la parola data.
    Questo fallimentare schemino renziano non funziona,non ha funzionato nelle altre incostituzionali riformicchie elettorali , non ha funzionato nella riforma costituzionale e non funziona ora.
    Il rosatellum senza il voto disgiunto è totalmente e completamente illegittimo, lo ha detto la corte costituzionale in varie sentenze.
    Il voto espresso da un cittadino deve essere chiaro e non può essere manomesso dal sistema elettorale.
    Se io voto per il collegio uninominale cioè se voto per un candidato, non sto votando anche per tutti gli altri candidati del proporzionale delle liste bloccate, altrimenti la mia univoca volontà viene travisata e questo evidentemente rende la legge incostituzionale.
    Hanno creato questa specie di mostro ed esultano perché prosegue l’iter della legge, ma se queste sono le premesse è meglio che rimanga il consultellum.
    Creano dei collegi plurinominali proporzionali e affermano che il primo seggio di tale collegio si assegna col sistema uninominale.
    Peccato che sia lo stesso voto che è valido due volte per il medesimo collegio!
    Vogliamo dire che è costituzionale conteggiare due volte lo stesso voto per lo stesso collegio?!?
    Se un elettore pone una sola “x” in scheda elettorale, non mettendone altre, il voto viene conteggiato sia come preferenza del singolo candidato bloccato della forza politica ,sia come voto proporzionale dato a quella stessa forza politica, sia al candidato nell’uninominale della coalizione che però viene eletto nel collegio plurinominale.
    Io non credo che la corte costituzionale, e spero anche il presidente della repubblica, possano accettare un  meccanismo come questo.
    Ancora una volta renzi è corso da Berlusconi e ancora una volta i pozzi sono stati avvelenati.
    Errare è umano, perseverare è diabolico.
    Il senato ad esempio deve essere eletto su base regionale, così faceva il porcellum che non aveva ne sbarramenti ne premi nazionali, così faceva il mattarellum del senato che aveva lo scorporo regionale dei voti uninominali.
    Troppo difficile sarebbe stata la creazione delle coalizioni come blocco monolitico, cioè come ho suggerito io fin dall’inizio, ovvero di considerare le tre o le quattro forze politiche come una sola forza politica.

    Agli elettori sarebbe apparsa la visione di 3 o 4 contrassegni ma mettendo la sua “x” su uno di questi in realtà si votava un unico contrassegno e poi o con le preferenze o stabilendo concordemente le candidature ci sarebbero stati tot eletti di una forza e tot eletti dell’altra, ma nella stessa lista.
    Allora avrebbe avuto senso, come nel mattarellum del senato, il porre una sola “x” e l’avere automaticamente sia il voto proporzionale che uninominale ovvero lo stesso numero di voti dati nell’uninominale presi anche nel proporzionale.
    Ma sia ben inteso, se tali voti non sono scorporati sono conteggiati due volte e al senato non hanno carattere regionale come invece prescrive la costituzione.
    Aveva senso prendere il mattarellum del senato,mantenendo la prevelenza uninominale di collegi,il 75%,ma anche lo scorporo, mantenendo l’assenza di sbarramento, e facendo le alleanze come blocco monolitico, cioè come se fossero una sola lista,cioè una sola lista bloccata per coalizione nel restante 25% di proporzionale, mettendo poi questo sistema anche alla camera.
    Sarebbe stato facile,sarebbe stata una legge comprensibile,
    , non ci sarebbero state delle vere e proprie preferenze, le segreterie avrebbero avuto ugualmente il loro potere, ma almeno si faceva una legge costituzionale ed equilibrata che non avrebbe minato il voto dei cittadini e avrebbe lasciato un minimo di libertà evitando la coercizione totale del voto.
    Ma è inutile sperare in qualcosa che non avverrà…
    Preferiscono fare leggi elettorali astruse e ingannevoli, dove l’elettore non sa che mettendo una “x” su un candidato plurinominale non sta votando per lui perché c’è la lista bloccata, lo vede scritto nella scheda ma è un candidato bloccato che segue l’ordine di presentazione, una cosa di una oscenità mostruosa dal punto di vista democratico , oltretutto votando anche per il candidato uninominale senza nemmeno senza saperlo, candidato uninominale che non è messo in bella vista come accade ad esempio per i candidati sindaci, no lo mettono il più nascosto possibile.
    No, non si possono fare leggi in questa maniera dove invece di sottrarre i voti uninominali se ne tiene conto due volte all’interno del medesimo collegio.
    Poi lo capisce anche un bambino che il collegio al senato non è su base regionale che l’uninominale dà un premio di circoscrizione,c’era un motivo se il mattarellum al senato aveva lo scorporo regionale, su questo argomento consiglio questa interessante lettura: https://giamps78.wordpress.com/2017/05/10/premio-di-maggioranza-nazionale-o-uninominale-non-si-puo-applicare-al-senato-la-proposta-fragomeli-malpezzi/
    A proposito di scadenze,siete ancora in tempo a fare una legge elettorale decente.

     
  • giamps78 12:07 il 6 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Economia e pensioni: interessanti dialoghi avuti sui social network 

    pubblico alcuni interessanti dialoghi che ho avuto con vari interlocutori nei social network

    Interlocutore 1: Ma una pensione uguale per tutti,nella fiscalita’ pugenerale come per la sanita’,
     e se la vuoi plus te la paghi e la Scarichi!?

     

    Risposta: Quello che dici prevede una diminuzione netta di contributi versati da chi guadagna molti soldi.
    Oggi le pensioni sono diverse perché c’è chi versa di più con il contributo e chi ottiene più di quello che ha versato con il retributivo.
    Se tutti avessero la stessa pensione tutti verserebbero la stessa quota di contributi all’INPS ed il risultato è un ammanco di decine e decine di miliardi di euro in versamenti da parte di chi oggi sta mettendo molti soldi nel baraccone dell’inps che gli restituirà quasi nulla di tutto ciò che ha versato.
    Paradossalmente chi avrà versato contributi per una pensione più alta avrà pagato molto di più di quelli ma riceverà una pensione uguale a chi non ha versato contributi.
    Credo che questo sia il massimo dell’ingiustizia pertanto dal giorno dopo pagheranno contributo minori per ricevere pensioni minori e questo diminuirà le entrate dell’INPS creando un considerevole ammanco.
    I più ricchi sarebbero comunque contenti di questo discorso, verserebbero meno e si farebbero la pensione privata che avrebbe dei rendimenti eccezionali se confrontati con quelli che oggi offre la pensione obbligatoria.
    Non facciamoci trarre in inganno dal vecchio sistema retributivo, chi avrà pensioni più alte con il futuro sistema contributivo avrà versato molto ma molto denaro all’INPS,quindi i più. Ricchi con il contributivo sono già parecchio penalizzati dispetto ad una qualsiasi pensione privata.
    E visto l’almanco dell’INPS, più poveri da chi prenderebbero i contributi per ricevere la loro pensione mensile che sarà uguale per tutti?
    Da nessuno…

    Ecco l’articolo scritto mesi fa sullo stesso argomento:
    https://giamps78.wordpress.com/2016/04/26/11229/

     

    interlocutore 2:”Se vengono erogate pensioni da 1000 euro i prezzi aumenterebbero”
    Teniamo i poveri per calmierare i prezzi ?

    risposta: No no, non c’è nessun errore, si chiama legge della domanda e dell’offerta.
    Se qualcuno può venderti qualcosa ad un prezzo più alto e da che tu ne hai bisogno alzerà quel prezzo fin quando tu farai a meno di comprarlo, a quel punto sarà costretto a ridurlo.
    Quando Berlusconi portò le pensioni minime a 500 euro e siamo entrati nell’euro i prezzi sono raddoppiati.
    Perché è successo solo da noi?
    Perché noi siamo stati abituati alla svalutazione della lira che portava all’aumento dei prezzi a causa delle materie prime importate in dollari.
    Non c’è nessun errore, le cose stanno così.
    Ora, il costo della vita e del lavoro determinano il valore della moneta.
    Quanto vale 1 euro?
    La moneta euro ha lo stesso valore in tutti gli stati dell’unione europea oppure è variabile da stato a stato?
    Evidentemente il valore dell’euro varia da stato a stato e questo perché a stati diversi corrispondono poteri d’acquisto diversi.
    In Germania ad esempio i beni dei supermercati costano il 20% in meno che da noi perché loro da decenni avevano l’abitudine nell’utilizzo di una moneta forte e all’entrata nell’euro per loro non è cambiato nulla.
    Invece in Italia non è successo questo basti pensare al bollo auto nel passaggio dalle lire agli euro, la compravendita di abitazioni etc etc.
    Ma se il valore dell’euro è diverso tra stato e stato, in polonia che è nell’unione ma ha mantenuto perfino lo sloty un euro cale di più perché il costo della vita (carovita) è più basso.
    Una pensione da 500 euro in polonia corrisponde ad una pensione da 900 euro in Italia perché con gli stessi soldi raddoppi la spesa che puoi fare e compri il doppio dei beni mobili ed immobili.
    Si capisce che se aumentiamo a mille euro le pensioni minime il nostro carovita sale e questo rende più facile le delocalizzazioni in polonia, e aumenta il numero di disoccupati in Italia, oltreché il debito pubblico e questo significa ulteriori tagli sociali mentre i prezzi aumenteranno e chi riceverà mille euro al posto dei 500 non arriverà comunque alla fine del mese e comprerà prodotti che nell’esempio sono polacchi perché costano meno.
    È un cane che si morde la coda.
    Vedi l’argomento di cui ho parlato altre volte denominato “livello di saturazione dei prezzi e dei salari”.
    Interlocutore 3:Con tutto il rispetto per le dovute eccezione, ma a me pare che SE compri italiano alimenti lavoro nero e schiavitù.

    gli domando: Secondo te all’estero guadagnano più di 5 dollari all’ora?!?

    Interlocutore 3: molto meno di 5 dollari l’ora, ma non hanno la nostra pressione fiscale e tutto costa in proporzione

    risposta:capisci che qualcosa non funziona?
    Uno che viene pagato in Italia 10 euro con i voucher viene considerato giustamente come uno schiavo mentre chi lavora all’estero e guadagna la metà, 5 euro, dove non ci sono regole del lavoro e sindacati, grazie al minor costo della vita diventa quasi un benestante.
    Se quel prodotto creato all’estero può arrivare qui senza barriere allora non ci si può lamentare se poi le aziende italiane sono costrette ad assumere lavoratori in nero per stare dentro nei costi.
    Io credo che il mondo della finanza su tutto questo ci marcia ma non da ieri o dalla crisi economica del 2007 ma da moltissimi decenni.
    È quasi una bestemmia parlare di imprese poco competitive in Italia.

     

     
  • giamps78 09:39 il 5 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Perfino gli indipendentisti scozzesi dello SNP sognano di avere una costituzione come quella spagnola! 

     

    Se la scozia avesse a disposizione una norma come quella prevista nella costituzione spagnola che consente di chiedere la secessione con i 2/3 dell’assemblea locale, allora oggi avremmo una scozia già indipendente.
    Difatti lo scottish National party supera di gran lunga la percentuale del 66% e quindi, dopo il referendum sulla brexit, avrebbe già potuto indire autonomamente un secondo referendum, in maniera pienamente legittima, per distaccarsi dal regno unito.
    Invece è Londra a decidere se fare o di non fare quel referendum.
    Stiamo ragionando di due casi estremi, l’uno in scozia dove un referendum sull’indipendenza c’è stato ed è un fatto molto importante dal punto di vista democratico, l’altro dove comunque c’è una costituzione che permette una secessione ma solo se si supera una certa soglia.
    Un altro mondo rispetto a quello che succede in quasi tutto il resto del mondo.
    Sta di fatto che la soglia dei 2/3, come appena dimostrato, non è oggettivamente irrilevante anzi tutt’altro vale di più di quello che oggi è a disposizione in Scozia.
    Se se la sogna la scozia figuriamoci il resto del mondo!
    Non si può fare delle lotte per ottenere norme come queste che permettono l’indipendenza e dopo scavalcarle come tenta di fare adesso il governo catalano, così non si fa il gioco della causa secessionista nel mondo ma si guarda solo egoisticamente al proprio orticello creando un danno agli altri.
    Chi si dice democratico non può non rispettare questa soglia, chi si dice repubblicano non può far finta che questa soglia non esista, democratici repubblicani non possono che accettare sportivamente il mancato raggiungimento di quel 66% in assemblea.
    Attenzione, il 66% non degli aventi diritto al voto ma dei votanti, e non proprio il 66% dei voti perché in spagna c’è uno sbarramento naturale piuttosto elevato e probabilmente chi ottiene il 4 o il 5% resta fuori dall’assemblea.
    Questo significa che con un 63 o un 64% dei voti di supera il 66% dei seggi.
    Le forze che governano in Catalogna sono circa  al 49% dei voti e al 53% dei seggi, quindi basta una buona campagna elettorale fatta contro i partiti d’opposizione che sono vicini a non superare lo sbarramento per tentare una stoccata democratica.
    Ma per far questo servono nuove elezioni locali, come ci si arriva non è indifferente.
    Un conto è arrivarci perché il presidente catalano si è dimesso dopo le violenze ai seggi, altro conto  arrivarci dopo un commissariamento, con l’esercito nelle strade.
    I catalani sembrano più dei controrivoluzionari  antidemocratici, dunque probabilmente non si meritano l’indipedenza ed il re di spagna potrebbe addirittura modificare la costituzione eliminando la regola dei due terzi. Che è. Ora colato per qualsiasi paese indipendentista, ed invece in Catalogna viene ignorato totalmente.
    Anche perché, cosa succederebbe se la Catalogna ottenesse l’indipendenza dopo un referendum come quello visto domenica e senza aver ottenuto i due terzi dei seggi assembleari locali?
    Il giorno dopo qualsiasi città della nuova repubblica catalana si sentirebbe in diritto di autoproclamarsi indipendente dalla Catalogna, così come la Catalogna ha fatto con la Spagna.
    A quel punto che cosa farà la neo-costituita polizia catalana?
    Come reagirà ad una palese violazione della propria costituzione?
    Accetterà che singole citta si autoproclamino indipendenti e che magari dicano di voler tornare con la spagna oppure reagirà magari in modo peggiore rispetto alla reazione scomposta e violenta della polizia di Madrid di domenica scorsa?
    I catalani accetteranno che singole città tornino con la spagna dopo un referendum illegittimo?
    Io credo proprio di no!
    Ecco perché ci sono delle regole, e quella dei due terzi a me pare molto equilibrata e dovrebbe essere rispettata.

     
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